I PRECARI DEI CENTRI PER L’IMPIEGO DI REGGIO CALABRIA CHIEDONO GARANZIE

Reggio Calabria, 28 maggio 2014

COMUNICATO STAMPA

I PRECARI DEI CENTRI PER L’IMPIEGO CHIEDONO GARANZIE

Si è svolta nei giorni scorsi, nella sede della CISL di Reggio Calabria, l’assemblea sindacale sulla vertenza dei 66 lavoratori a tempo determinato in servizio presso i Centri per l’impiego della Provincia di Reggio Calabria. Al centro dell’assemblea due questioni di fondamentale importanza: la mancata retribuzione delle prestazioni lavorative e l’avvio di un percorso di stabilizzazione da intraprendere in tempi rapidi.
I lavori assembleari sono stati presieduti dal Segretario Generale della CISL FP reggina, Luciana Giordano.
Dal confronto, serrato e costruttivo, è emersa tutta la rabbia di chi non è più in grado di sopportare la mancata retribuzione degli stipendi: con il mese di maggio, che volge ormai al termine, sono ben quattro le mensilità non corrisposte, nell’assoluto e ingiustificabile silenzio dell’Ente. Il diritto alla remunerazione del lavoro è tutelato direttamente dalla Carta Costituzionale italiana oltre che dal Codice Civile e la legge impone al datore di lavoro, pubblico o privato che sia, di rispettare i vincoli contrattuali, compresa la data di erogazione dello stipendio. Dietro ogni precario c’è una famiglia, c’è una storia che non è più possibile calpestare e non è più tollerabile che in un contesto socio-economico già estremamente depresso, come quello calabrese, ci siano dipendenti di un’Amministrazione pubblica costretti ad attendere tempi biblici per poter vedere affermato quello che è un loro sacrosanto diritto. Oltre a tutto ciò si tenga in considerazione che gran parte dei lavoratori sono ancora in attesa di percepire i buoni pasto maturati dal 2012 ad oggi, inspiegabilmente non corrisposti.
Nonostante tutto, i lavoratori continuano a prestare la loro preziosa attività al servizio dei Centri per l’Impiego, contribuendo ad offrire alla sempre più vasta utenza i servizi che ogni CPI deve obbligatoriamente erogare, tra cui anche la “Garanzia Giovani”, attivata su scala europea e rivolta a tutti i giovani disoccupati e inoccupati.
Inoltre i 66 precari continuano a manifestare tutta la loro preoccupazione di fronte all’ennesimo contratto a termine che impedisce loro qualsiasi progetto di vita e che rende tangibili i più che giustificati timori di aver inutilmente dedicato cinque, sette, dieci anni, della propria vita a costruire un futuro che mai si concretizzerà. E’ quanto mai necessario mettere definitivamente fine a quel senso di precarietà lavorativa, economica ed esistenziale che accompagna e affligge i 66 lavoratori, molti dei quali contrattualizzati dall’ormai lontano 2002.
A rendere ancor più insopportabile la situazione contribuisce il fatto che le Province di Cosenza e Catanzaro hanno già da tempo risolto il problema del precariato dei rispettivi Centri per l’Impiego, stabilizzando i lavoratori, mentre la Provincia di Crotone, pur non avendo ancora proceduto alla stabilizzazione dei suoi lavoratori a tempo determinato, garantisce la liquidazione degli stipendi mensili con estrema puntualità, con l’aggiunta dei buoni pasto e il pagamento dell’eventuale servizio straordinario prestato.
La CISL FP di Reggio Calabria chiede al Presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, ai competenti Assessori Domenico Giannetta e Giovanni Arruzzolo, di garantire il massimo impegno affinché si possa finalmente risolvere una vertenza che si trascina stancamente ormai da anni senza l’ombra di una soluzione soddisfacente, sforzandosi di trovare in tempi brevi risposte adeguate anche in sinergia con l’Ente Regione, Istituzione preposta a “filtrare” i fondi comunitari, anche al fine di evitare il solito teatrino dello “scaricabarile” tra tutti i soggetti interessati.
La CISL non solo vigilerà con la consueta determinazione su qualsiasi atto che verrà in futuro prodotto, ma si batterà fino in fondo affinché gli sforzi ed i sacrifici di questi lavoratori possano essere alla fine premiati.

Il Segretario Generale

Luciana Giordano

CONFERENZA STAMPA DEL 22/5/14 RSU Provincia di Firenze, Coordinamento precari settore Lavoro e Formazione e protezione civile

Video della conferenza stampa del 22/05/2014 
realizzato dal Coordinamento precari in Provincia di Firenze

Riforma delle Province, la denuncia dell’Rsu fiorentina: “Incertezza per i precari. Si intervenga”


LA RSU della Provincia di Firenze denuncia una situazione sulla Provincia estremamente grave e preoccupante per i lavoratori e per i servizi ai cittadini e alle aziende: “La coincidenza tra la riforma delle Province (sulla quale ancora regna l’incognita della allocazione e organizzazione delle funzioni, ancor oggi di competenza della Provincia) e la scadenza dei contratti del personale precario mette a rischio servizi essenziali dell’area vasta fiorentina. In particolare: I servizi per il Lavoro/formazione- Centri per l’impiego sul territorio di Firenze ed ex Circondario Empolese V.elsa che vedono 55 contratti in scadenza. al 31 Dicembre 2014 , Il servizio di Protezione Civile Fi(sala operativa h24) con 5 contratti in scadenza al 31 Dicembre 2014 In questa situazione, ad oggi, non si vede nessuna ipotesi di rinnovo e stabilizzazione dei contratti, portando così inevitabilmente i Servizi per il Lavoro al collasso totale e rischio di chiusura, mettendo a rischio tra l’altro l’attuazione del programma Garanzia Giovani . Cosi come l’organizzazione dei servizi della sala Operativa (h24) della Protezione Civile sul territorio. Questi lavoratori da oltre 10 anni portano avanti i servizi con professionalità e sono una risorsa indispensabile per gli stessi, adesso e in prospettiva dei nuovi assetti istituzionali . Dopo oltre 10 anni non si può parlare di precariato ma di lavoratori strutturalmente in organico!! questa è la verità! E’ diventata una situazione incresciosa ,chiediamo a tutti gli attori coinvolti nel processo di riordino Istituzionale,in particolare alla Provincia di Firenze, al Presidente Barducci, alla Regione Toscana di trovare urgentemente una soluzione per la proroga dei contratti e l’avvio di un processo di stabilizzazione confermando i posti di lavoro. Ci sono già gli strumenti normativi, chiediamo di farlo prima del passaggio definitivo al commissario che vedrà la “chiusura” ufficiale delle Provincie da fine giugno. La Rsu denuncia anche una condizione che riguarda i Servizi per il Lavoro e Centri per l’impiego assurda e pericolosa per la tenuta dei Servizi ai cittadini, siamo ad un passo da un livello di totale collasso e rottura. I numeri della crisi ci raccontano di un paese ancora in gravi difficoltà. L’impatto della crisi a Firenze ha portato il numero degli iscritti dai 47.074 del 2007 (anno di inizio della crisi) ai 106.003 del 2013, (ulteriori dati nel documento del coordinamento precari lavoro e formazione). I lavoratori tutti da molto tempo denunciano il disagio , lo stato di difficoltà e inadeguatezza dei servizi e la difficoltà di portare avanti gli obiettivi del settore, ma hanno comunque retto con responsabilità e dovere l’impatto della crisi, si può dire con salti mortali e assoluta forza di volontà consapevoli di lavorare in un settore delicato e importante, quasi un ammortizzatore sociale di fronte alla devastazione economica e sociale del nostro territorio. I servizi, e di conseguenza tutti operatori, si sono trovati quindi ad affrontare forti aumenti nei flussi di utenza, di compiti e di prese in carico con le stesse condizioni organizzative gestionali ante crisi e con costante calo di personale, senza mai sostituzioni, neppure per le maternità. Le dotazioni organiche erano e sono fortemente lontane dai numeri di altri paesi in Europa , mentre una diversa considerazione dei Servizi per il Lavoro ha dimostrato che più si è investito in tali servizi, più rapida è stata la capacità di reazione dell’economia dei paesi. L’attuazione del programma europeo “Garanzia Giovani”, dove l’Europa assegna un ruolo strategico al pubblico, come succede in tutti gli altri paesi , vede i servizi davanti a una grossa scommessa; ma ci tolgono le condizioni per vincerla . Oggi a una settimana dall’inizio del programma abbiamo già 800 colloqui fissati. In questo scenario Il Settore Pubblico e soprattutto il settore lavoro e formazione è da tempo sotto attacco mediatico per screditarne il lavoro e i lavoratori, e non c’è mai un’analisi seria della questioni, tanto che viene da pensare che ci siano in campo interessi particolari . Niente di più facile in Italia: denigrare, togliere risorse e strumenti al Pubblico sostenendo poi che la gestione privata sia la panacea di tutti i mali. Come Rsu insieme a tutti i Lavoratori rivendichiamo il ruolo Pubblico dei Servizi. Solo il pubblico da la garanzia degli stessi diritti e pari opportunità ai disoccupati, cassaintegrati, alle categorie protette e più in generale alle categorie deboli. Vogliamo un servizio pubblico e di qualità e la possibilità di erogarlo al meglio, salvaguardandole professionalità e i posti di lavoro tutti.”


INSPIEGABILI RITARDI

Nel 2011 è nato a Firenze il Coordinamento dei Precari del Settore Lavoro e Formazione, http://precariprovincia.blogspot.it/ organizzato a livello nazionale, per richiamare l'attenzione sullo stato dei servizi, le condizione di precariato dei dipendenti che ci lavorano e per proporre soluzioni.
Nei servizi al lavoro della provincia fiorentina quasi il 40% dei lavoratori è da anni a tempo determinato e di questi la maggior parte spostati sui servizi di front office.
La condizione generale potrebbe aggravarsi se entro il 30 giugno l'amministrazione provinciale non prorogherà i contratti dei lavoratori a tempo determinato operanti in questi servizi.

I centri per l'impiego si occupano di tutti i servizi per il potenziamento dell'occupabilità dei lavoratori, l'intera gestione amministrativa di tutte le crisi aziendali dalle casse integrazione, le mobilità e i licenziamenti, oltre al collocamento mirato dei disabili, le attività rivolte agli stranieri, la prevenzione del drop out e la gestione dell’obbligo formativo, le azioni di orientamento scolastico e lavorativo, le attività informative e di sostegno alla formazione, di consulenza alle aziende sui bandi di finanziamento e sulle agevolazioni per le assunzioni, gestione servizio domanda-offerta, marketing territoriale. In particolare negli ultimi anni le Regioni hanno potuto gestire tramite i CPI e a costo zero le attività informative e l’erogazione delle politiche attive del lavoro nei confronti di decine di migliaia di lavoratori percettori di Ammortizzatori Sociali in Deroga.

L'impatto della crisi a Firenze ha portato il numero degli iscritti dai 47.074 del 2007 (anno di inizio della crisi) ai 106.003 del 2013, siamo passati da 1.474.822 di ore di cassa integrazione del 2007 ai 15.729.833 ore di casse integrazioni del 2013. Ciò ha significato che nel solo biennio 2012-2013 c'è stato un aumento di circa 8000 persone in più, transitate agli sportelli oltre agli iscritti. A fronte di una diminuzione costante di personale. Infatti, i dipendenti del settore lavoro sono 133 di cui 48 a tempo determinato e in questo settore dal 2008/9 in poi il personale è diminuito di 15 unità (tra trasferimenti e pensionamenti).

Se diamo uno sguardo al numero di lavoratori dei servizi al lavoro delle altre province, anch'esse in grave carenza di personale, comprendendo i lavoratori precari e indeterminato, rispetto al numero degli abitanti, risalta come i servizi della provincia di Firenze siano in assoluto i più carenti di personale.
Firenze settore lavoro 133 dipendenti (149 se si considera anche il lavoratori in appalto e le cooperative) – abitanti 989.879
Pisa settore lavoro 118 persone – abitanti 415.203
Lucca settore lavoro 89 persone - abitanti 393.363 (il centro per l'impiego di Novoli, con sole 8 persone, ha un bacino di utenza grande come quello di Lucca città 87.467 abitanti)
Livorno settore lavoro 146 persone – abitanti 343.128
Pistoia settore lavoro 75 persone – abitanti 287.445

Da inizio maggio si è aggiunto il programma “Garanzia Giovani” la cui attuazione è di stretta competenza dei centri impiego. Potrebbe essere questo il programma che finalmente consente ai centri per l'impiego di assolvere a pieno le funzioni, assegnate loro dalle leggi, di orientamento e accompagnamento a lavoro, e non più schiacciati sulle funzioni burocratiche. Il programma è partito il 1° maggio, ed intende offrire ai giovani dai 15 ai 29 anni delle opportunità di lavoro e di formazione. Fin'ora hanno aderito al programma 60565 giovani (rilevazioni del 15 maggio).
indagando sul numero di adesioni, dato che illustra le Regioni scelte dal giovane per ricevere il portafoglio di servizi tra quelli previsti dal programma, si nota come tale scelta sia ricaduta per la maggior parte nelle seguenti tre Regioni:
Campania con il 17 % del totale, pari a 10.505 adesioni, seguita da Sicilia con il 13% del totale, pari a 7.574 adesioni e Toscana con il 10% del totale, pari a 6.241 di adesioni: queste tre regioni insieme assorbono circa il 41% delle adesioni.

Delle difficoltà e della necessità di potenziare, o almeno non depotenziare ulteriormente i servizi, sembra sia sensibile il Governo. Infatti, tra fine aprile e inizio maggio, sono stati approvati due ordine del giorno uno alla Camera e l'altro al Senato presentati rispettivamente da Deputati di Sel e dai Senatori del Pd Pezzopane e Caleo a favore delle precari dei centri impiego e formazione, in cui si richiede al governo di non disperdere le professionalità dei tempi determinati.
(Riportati sul blog dei precari
http://precariprovincia.blogspot.it/2014/04/ordine-del-giorno-presentato-da-sel-il.html)

Alcune province, tra cui Modena, hanno già provveduto al rinnovo dei contratti oltre il 31/12/2014 usando l'opportunità offerta La Legge di Stabilità del 2013 (Legge n. 147/2013 all’art Art 1, Comma 219, lettera d), mentre la provincia di Rimini si sta avviando alla firma.
A Firenze, i contratti dei tempi determinati scadranno il 31 dicembre 2014 e se non verranno prorogati entro la fine di giugno rischiano di non poter essere più prorogati, data l'incertezza di competenze e di funzioni che ci troveremo ad affrontare nei prossimi mesi a seguito della riforma delle province. Se non ci sarà un rinnovo, ci troveremo già all'inizio dell'autunno, considerando anche solo le ferie residue, al blocco dei servizi mettendo a rischio tra l'altro l'avanzamento del Programma Garanzia Giovani.

Non è chiaro cosa impedisca alla giunta della provincia di Firenze la proroga dei contratti, vista l'emanazione di strumenti legislativi specifici per il settore lavoro e formazione e la disponibilità di fondi regionali.

Chiudiamo allegando i dati degli altri paesi europei che mostrano una diversa considerazione sui servizi al lavoro.
Nel 2007, in Germania il personale dei servici pubblici al lavro ammontava a 74mila dipendenti oggi 115000; in Gran Bretagna 67mila unità nel 2007 oggi 77722; in Italia 9989 nel 2007 e 8575 (di cui circa 1200 precari ca).
Nel 2011 l’Italia ha speso per i servizi pubblici per il lavoro circa 500 milioni di euro contro i 5,8 miliardi spesi dalla Francia, gli 8,8 miliardi della Germania, i 5,5 miliardi del Regno Unito e gli 1,3 miliardi spesi dalla Spagna. Le spese per politiche del lavoro sul Pil in Germania erano il 0,34%, in Gran Bretagna lo 0,34%, in Italia l'0,03%. I rapporto operatori disoccupati in Germania è 1 su 48, in Gran Bretagna 1 su 24, in Italia ben 1 su 150 (nelle grandi città italiane siamo a circa 1 a 500). Tradotto significa che gli operatori dei CPI in Italia hanno in carico pro capite un numero molto maggiore di persone a fronte di minori strumenti, risorse e progetti di inserimento.
Dai dati emerge evidente che più si è investito sui servizi al lavoro e più rapida è stata la capacità di reazione dell'economia dei paesi, infatti la prima per investimenti risulta la Germania una tra le ultime l'Italia.


22/05/2014

CONFERENZA STAMPA

60 precari della Provincia di Firenze a fine contratto,rischio chiusura dei servizi!!

LA RSU
della Provincia di Firenze
invita la S.V. alla
CONFERENZA STAMPA
che terrà insieme
al Coordinamento Precari della Provincia 
-servizi al Lavoro e Formazione-

di Giovedì 22 Maggio 2014 alle ore 11:00
presso la Sala Fabiani via Cavour 3 Firenze
(ingresso percorso museale)


La coincidenza tra la riforma delle Province e la scadenza dei contratti del personale precario mette a rischio servizi essenziali dell’area vasta fiorentina.

Nello specifico segnaliamo la situazione dei Servizi al Lavoro che, nella nostra Provincia, rispetto al resto della Regione, sono in assoluto i più carenti di personale.

A Firenze i Servizi per il Lavoro già oggi sono in assoluta sofferenza e vedranno al 31 Dicembre 2014 , 55 contratti in scadenza.

Mentre in Europa una diversa considerazione dei Servizi per il Lavoro ha dimostrato che più si è investito in tali servizi, più rapida è stata la capacità di reazione dell'economia dei paesi.

Lo stesso vale per i servizi di Protezione Civile dove i 5 lavoratori precari lavorano in sala operativa (h24)

Questi lavoratori da anni portano avanti i servizi con professionalità e sono una risorsa indispensabile per il servizio pubblico.

In questa situazione ad oggi non si vede nessuna ipotesi di rinnovo e stabilizzazione, portando così inevitabilmente i servizi al lavoro al collasso totale e rischio di chiusura, mettendo a rischio tra l'altro l'attuazione del programma Garanzia Giovani ,cosi come l’organizzazione dei servizi di Protezione Civile sul territorio.

Rsu Provincia Fi                                               

CGIL: Richiesta di apertura immediata di procedure di stabilizzazione.


Firenze
Toscana














Firenze, 13 maggio 2014
Prot. n° 1749/2014 CTcl
Al Presidente della Provincia di Firenze
Andrea Barducci
All’Assessore al Bilancio e al Personale
Provincia di Firenze
Tiziano Lepri
Al Presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi
All’Assessore al Bilancio e Finanze
Regione Toscana
Vittorio Bugli
All’Assessore alla Scuola e Formazione
Regione Toscana
Emmanuele Bobbio
All’Assessore alle Attività Produttive e al Lavoro
Regione Toscana
Gianfranco Simoncini

Oggetto: richiesta di apertura immediata di procedure di stabilizzazione.

Considerato che:

  • la riforma delle Autonomie locali avviata con l’approvazione della cosiddetta Legge “Delrio” pone da un lato tempistiche strette e obbligate per l’apertura dei processi di trasferimento delle funzioni provinciali alla costituenda Città Metropolitana o alle altre Amministrazioni destinatarie delle funzioni stesse, dall’altro lascia aperta la questione delle funzioni di competenza regionale già delegate alle Province;
  • la Legge “Delrio” prevede che entro il 30 settembre 2014 si svolgeranno le elezioni del consiglio metropolitano, entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano approverà lo statuto e il 1° gennaio 2015 le città metropolitane subentreranno alle Province;
  • dal 1 ottobre al 30 dicembre 2014 nella scrittura dello statuto della Città Metropolitana sarà delineata la distinzione delle competenze tra la Città Metropolitana stessa, il Comune capoluogo, altri Comuni, loro Unioni e Regione Toscana;
  • entro il mese di giugno il Presidente, la Giunta e il Consiglio provinciale sono nella pienezza dei loro poteri prima della fase commissariale, nei limiti di quanto disposto per la gestione provvisoria;
  • è indispensabile dare continuità a sevizi essenziali quali quelli legati alla Protezione Civile e  ai Servizi Formazione e Lavoro;
  • le risorse del fondo sociale europeo nella piena disponibilità della Provincia di Firenze sono sufficienti per coprire il costo di tutto il personale precario legato ai servizi formazione e lavoro per l’intero 2015;  
  • la Legge 27 dicembre 2013 n. 147 all’Art. 1, Comma 219, lettera d) primo capoverso prevede: “allo scopo di consentire il regolare funzionamento dei servizi per l'impiego, nonché l'avvio del Piano per l'attuazione della raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una «Garanzia per i giovani», le Province, fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale, hanno facoltà di prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa strettamente indispensabili per la realizzazione di attività di gestione dei fondi strutturali e di interventi da essi finanziati, a valere su piani e programmi programmati e da programmare nell'ambito della programmazione dei fondi strutturali europei.”;
  • la Giunta regionale ha approvato, il 10 marzo u.s., un proprio documento preliminare in materia di costituzione dell’Agenzia per il lavoro della Regione Toscana con l'obiettivo di creare il contenitore idoneo ad assorbire le funzioni gestionali legate al riordino istituzionale, in modo da garantire che l’erogazione dei servizi per il lavoro si realizzi senza soluzione di continuità;
  • Il Governo ha presentato un DDL sul riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive, dandosi sei mesi di tempo per l'istituzione di una Agenzia nazionale per l’occupazione partecipata da Stato, Regioni e Province autonome, vigilata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al cui funzionamento si provveda con le risorse umane e strumentali già disponibili a legislazione vigente;

le scriventi Organizzazioni sindacali FP CGIL Firenze e FP CGIL Toscana

CHIEDONO che


  • sia immediatamente aperto un percorso mirante alla stabilizzazione del personale precario e che, nelle more di detto percorso, si provveda, entro Giugno 2014, alla proroga di tutti i contratti a tempo determinato della Provincia di Firenze in scadenza al 31.12.2014, scongiurando la paralisi dei servizi che avverrebbe a gennaio 2015 con la scadenza dei contratti;
  • sia garantito il funzionamento dei servizi;
  • tutti i lavoratori precari siano contabilizzati tra le risorse umane a disposizione nella fase di
riassetto istituzionale prevista dalla Legge 7 aprile 2014, n. 56 e dal DDL Lavoro.

Distinti saluti.

FP CGIL Firenze  Chiara Tozzi                                FP CGIL Toscana Debora Giomi

Marchiafava: “Apolf, prima la stabilizzazione del personale precario”

In merito alle linee di indirizzo 2012 relative ad Apolf (Azienda Provinciale per l’Orientamento, il Lavoro e la Formazione), partecipata per il 70% dal Comune di Pavia e per il 30% dalla Provincia di Pavia, l’assessore alle Politiche per lo sviluppo economico, Formazione professionale e Turismo della Provincia, Emanuela Marchiafava, “spinge” sulla stabilizzazione dei lavoratori precari come condizione necessaria per il rilancio stesso di Apolf.

“Le tipologie di contratto per il personale che attualmente opera presso Apolf – spiega l’assessore Marchiafava – non possono assolutamente prescindere da una graduale stabilizzazione del personale attualmente precario. E questo per realizzare innanzitutto le attività già programmate e per assicurare la continuità didattica dell’offerta formativa. La stabilizzazione può avvenire – chiarisce l’assessore - prevedendo criteri oggettivi e trasparenti per selezionare, di volta in volta e nel limite delle disponibilità di bilancio, il personale da stabilizzare”.
Cosa fare per rilanciare le attività formative di Apolf?
“L’Agenzia deve necessariamente consolidare i suoi rapporti sul territorio provinciale, così come concordemente deciso nella direttiva approvata dall’ultima Giunta provinciale – prosegue Emanuela Marchiafava – attivando tutte le procedure utili a dar vita ad una rete stabile fra gli operatori della formazione pubblico-privati, per coordinare le loro attività e proporre un’offerta formativa completa e sinergica a tutta la provincia. Inoltre, dal momento che il bilancio consuntivo 2011 dimostra la solidità economico-finanziaria di Apolf, è necessario mantenere la natura pubblica dell’Agenzia, visto che fino ad oggi ha permesso alla stessa di rappresentare un punto di riferimento certo e credibile per tutto il territorio”

http://www.provincia.pv.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2022%3Amarchiafava-apolf-prima-la-stabilizzazione-del-personale-precario&catid=7%3Anotizie&Itemid=109&lang=it

RICHIESTA DI APERTURA IMMEDIATA DI UN TAVOLO PER PROROGA CONTRATTI A TERMINE E SOLUZIONE DEL PRECARIATO

Firenze, 15 Maggio 2014

Al Presidente della Provincia di Firenze
Andrea Barducci
All’Assessore al Bilancio e al Personale Provincia di Firenze
Tiziano Lepri
Al Presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi
All’Assessore al Bilancio e Finanze Regione Toscana
Vittorio Bugli
All’Assessore alla Scuola e Formazione Regione Toscana
Emmanuele Bobbio
All’Assessore alle Attività Produttive e al Lavoro Regione Toscana
Gianfranco Simoncini
Alla 1 commissione consiliare della Provincia di Firenze
Alla 4 commissione consiliare della Provincia di Firenze
Alla Dirigente del Personale della provincia di Firenze
Dott.ssa Laura Monticini
E p.c. alla Dirigente dell’area Lavoro e Formazione della Provincia Di Firenze
dott.ssa Sandra Breschi
al Dirigente dell’area Difesa del Suolo e Protezione Civile
Ing. Ennio Passaniti
al Sindaco della Città di Firenze.


RICHIESTA DI APERTURA IMMEDIATA DI UN TAVOLO PER PROROGA CONTRATTI A TERMINE E SOLUZIONE DEL PRECARIATO.

La riforma delle autonomie locali avviata con l’approvazione della cosiddetta legge “Delrio” pone da un lato delle tempistiche strette ed obbligate per l’apertura dei processi di trasferimento delle funzioni provinciali ad alla costituenda Città Metropolitana od ad alle altre amministrazioni destinatarie delle funzioni stesse e dall’altro lascia aperta la questione delle funzioni di competenza regionale già delegate alle Province e prevede entro il 30 settembre 2014 lo svolgimento delle elezioni del consiglio metropolitano e che , entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano approvi lo statuto, in fine il 1° gennaio 2015 le città metropolitane subentreranno alle province Dal 1 ottobre al 30 dicembre 2014 nella scrittura dello statuto della Città Metropolitana, sarà delineata la distinzione delle competenze la Città Metropolitana stessa, il Comune capoluogo, altri comuni, loro unioni e Regione Toscana.
Fino al mese di giugno il Presidente, la Giunta e il Consiglio Provinciale saranno nella pienezza dei loro poteri prima della fase commissariale nei limiti di quanto disposto per la gestione provvisoria.
Le risorse del fondo sociale europeo nella piena disponibilità della Provincia di Firenze sono sufficienti per coprire il costo di tutto il personale precario legato ai servizi fomazione e lavoro per tutto il 2015.
La Legge 27 dicembre 2013, n. 147 all’art Art 1, Comma 219, lettera d) primo capoverso prevede: “allo scopo di consentire il regolare funzionamento dei servizi per l'impiego, nonché l'avvio del Piano per l'attuazione della raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una «Garanzia per i giovani», le province, fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale, hanno facoltà di prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa strettamente indispensabili per la realizzazione di attività di gestione dei fondi strutturali e di interventi da essi finanziati, a valere su piani e programmi programmati e da programmare nell'ambito della programmazione dei fondi strutturali europei.”
la Giunta Regionale ha approvato il 10 marzo u.s. un proprio documento preliminare in materia di costituzione dell’Agenzia per il Lavoro della Regione Toscana con l'obiettivo di creare il contenitore idoneo ad assorbire le funzioni gestionali legate al riordino istituzionale, in modo da garantire che l’erogazione dei servizi per il lavoro si realizzi senza soluzione di continuità.
Il Governo ha presentato un DDL sul riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive, dandosi sei mesi di tempo, per l'istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione partecipata da Stato, Regioni e Province autonome, vigilata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al cui funzionamento si provveda con le risorse umane e strumentali già disponibili a legislazione vigente.
In ragione degli sviluppi di quanto sopra la RSU dei dipendenti della Provincia di Firenze

CHIEDE che
  • sia immediatamente e urgentemente aperto un tavolo specifico sulla proroga dei contratti in essere e e sulla soluzione del precariato e si provveda entro Giugno 2014 alla proroga di tutti i contratti a tempo determinato della Provincia di Firenze in scadenza l 31/12/2014 scongiurando la paralisi dei servizi (che avverrebbe già dall’autunno in considerazione di ferie e recuperi) che richia di compromettere settori nevralgici come la Protezione Civile, i servizi al Lavoro, ivi compreso l’avanzamento della “Garanzia Giovani” e Formazione
  • tutti i lavoratori precari siano contabilizzati tra le risorse umane a disposizione la fase di riassetto istituzionale prevista dalla Legge 7 aprile 2014, n. 56 e dal DDL Lavoro.

La RSU

Mozione che il Consiglio di Pistoia ha approvato all'unanimità a favore dei precari dei Centri per l'Impiego della Provincia di Pistoia

PREMESSO

che nel corso dell'ultimo biennio il Consiglio Provinciale ha avviato, parallelamente al processo di Programmazione delle Politiche del Lavoro, della Formazione Professionale e dell'istruzione per il triennio 2011-2013, un importante percorso di riorganizzazione dei propri servizi per I'impiego (Deliberazione n. 35 del 17702/2011);

RICORDATO 
come fra le azioni preliminari all'attuazione del Processo cli programmazione 2011-2013 fossero previsti in particolare, i seguenti punti:
  1. Miglioramento dei servizi per l'impiego. In linea con la strategia enunciata nel DPEF (documento di programmazione economica e finanziaria) Regione Toscana 2011, si ritiene di migliorare il Sistema dei Centri per l'impiego e dei Servizi territoriali, "che necessita di mutamenti sostanziali, a fronte delle trasformazioni strutturali che stanno interessando il mercato del lavoro, anche a partire delle emergenze congiunturali tuttora in atto. Occorre adeguare i modelli di riferimento, gli strumenti, le competenze dei vari attori coinvolti, per mettere in grado il Sistema di rispondere con maggiore efficacia alle sfide poste dalla crisi";
  2. Servizi di ricollocazione. I Centri per l'impiego nei prossimi anni dovranno gestire le attività finalizzate alla ricollocazione di lavoratori e lavoratrici espulsi dal mercato del lavoro e di lavoratori ad alto rischio occupazionale. Il documento di programmazione conterrà un programma di intervento per la ricollocazione, con una pianificazione del servizio all'interno dei CPI (centri per l'impiego), con uno schema organizzativo funzionale e prevedendo l'integrazione dei Soggetti della rete, per le funzioni previste dalla convenzione.

EVIDENZIATO
come, a distanza di un anno, con Deliberazione n. 16 del 13 febbraio 2012, il Consiglio abbia verificato la corretta interpretazione di tali indirizzi da parte dell'Assessorato e del Servizio competente, che stanno implementando un nuovo modello organizzativo interno a ciascun centro per l'impiego ove l'organizzazione dell'offerta è caratterizzata da macro-linee di servizio fortemente orientate all'utenza
PRECISATO:

  • che il nuovo modello si avvale della misurazione del "rischio occupazionale" che, cosi come indicato dal Consiglio Provinciale, diventa uno strumento di misurazione del rischio di cui ciascun lavoratore è portatore al fine di calibrare in maniera puntuale e personalizzata la tipologia e l'intensità dei servizi da erogare. Più nello specifico, si evidenzia come l'elemento indispensabile per la riuscita del modello sia stata l'individuazione del "Consulente personale" per ogni persona o azienda iscritta al Centro per l'impiego. In particolare, il Consulente personale ha il compito di informare, facilitare e promuovere l'accesso ai servizi, incentivare l'incontro fra chi cerca e chi offre lavoro favorendo un clima di fiducia reciproca. È la figura di riferimento cui rivolgersi nel corso del tempo per orientare le proprie scelte nel mondo del lavoro. Questa figura di riferimento che, come detto, costituisce il cardine sul quale è incentrato il nuovo modello organizzativo è, ad oggi, ricoperta da funzionari categoria D1, assunti tramite procedure concorsuali con contratti a termine in scadenza fra Agosto ed Ottobre 2015. Venendo meno queste professionalità (persone laureate con specializzazioni o master e con esperienza diretta sul campo che va dai 6 agli oltre 10 anni), in una congiuntura economica tragica come quella attuale, crollerebbe non solo il nuovo modello organizzativo, ma tutta una serie di servizi rivolti ai disoccupati. Infatti azioni come l'incontro domanda offerta di lavoro, la consulenza alle imprese, le attività di formazione volte ad aumentare l'occupabilita dei cittadini, la stesura di curriculum vitae, il supporto nella ricerca del lavoro sul territorio nazionale ed estero, la promozione dei tirocini formativi, il marketing territoriale con le aziende, compreso il nuovo servizio di orientamento e collocamento per mobilita' internazionale dei lavoratori, non sarebbero attuabili dal servizio pubblico senza la presenza di figure specialistiche, formate ed esperte come i 43 precari del Servizio Lavoro.
  • che il nuovo modello organizzativo è stato poi presentato ufficialmente nel corso di un convegno (16 aprile 2012) al quale la Regione ha cortesemente partecipato e i cui contenuti sono stati riportati nella pubblicazione "I servizi pubblici per l'impiego. Il contributo pistoiese nel modello toscano";
  • che nel corso di questi ultimi mesi, a partire da Marzo 2013, il Consiglio Provinciale ha infine deciso di verificare sul campo l'effettiva implementazione di tale modello organizzativo, attraverso colloqui diretti con i funzionari del Servizio e la visita in prima persona delle strutture coinvolte. Queste visite hanno permesso di constatare che i risultati conseguiti in termini di capacità di risposta ai bisogni dell'utenza, di fidelizzazione di Cittadini e aziende, sono dati dalla elevata professionalità dei funzionari precari che gestiscono i servizi erogati. Il tutto in un contesto di perdurante crisi occupazionale ed elevati carichi di lavoro.

RITENUTO
altresì, proprio in questo contesto, appropriato e tempestivo il rilancio di un modello di servizio pubblico, conforme a quanto stabilito nella Deliberazione nr 16 del 13 Febbraio 2012, che a livello locale esprima la precisa volontà di coniugarne imparzialità ed efficienza, puntando sulla vicinanza al cittadino e all'impresa, avendo come obiettivo fondamentale e determinante, per il mantenimento degli standard di qualità del servizio, quello di garantire la valorizzazione delle competenze e dell'elevata professionalità che caratterizzano i 43 funzionari a tempo determinato di cui si avvalgono i servizi per l'impiego della Provincia di Pistoia, anche in caso di acquisizione delle competenze in materia di servizi al lavoro da parte della Regione 0d altro Ente.
VALUTATO
pertanto opportuno, proprio a seguito del lavoro di verifica compiuto e per tutte le considerazioni sopra esposte, proporre alla Regione Toscana una rinnovata attenzione agli importanti risultati conseguiti nonché alla situazione di profonda incertezza che rischia di disperdere un così importante bagaglio di esperienze lavorative;
TUTTO CIO' PREMESSO IL CONSIGLIO PROVINCIALE
IMPEGNA LA GIUNTA
  • ad attivarsi in primo luogo con la Regione Toscana, valorizzando e salvaguardando il nuovo modello organizzativo dei servizi per l'impiego della Provincia di Pistoia in considerazione dell’innegabile contesto di profonda incertezza ed insicurezza circa il futuro di questi servizi e conseguentemente dei relativi lavoratori, correlato alle prospettive sempre più dense di incognite dell’Ente Provincia;
  • ad attivarsi con la Regione Toscana affinché valorizzi e salvaguardi il lavoro qui svolto in quest'ambito di importanza strategica, per verificare, in tempi rapidi, tutte le opportunità ed i possibili percorsi da intraprendere per la salvaguardia della collocazione lavorativa dei 43 lavoratori precari che da tempo si occupano in maniera seria, competente e professionale dei Centri per l'Impiego della Provincia di Pistoia;
  • ad inviare il presente documento alla Giunta e al Consiglio Regionale;
  • ad inviare il presente documento ai Parlamentari eletti nel nostro territorio.

La III Commissione Provinciale

Centri per l'impiego in sciopero "Siamo in pochi, troppo stress"

Anche chi cerca di dare il lavoro a chi non ce l'ha può incrociare le braccia: «L'inasprimento della crisi e delle difficoltà del Piemonte hanno rese ancora più difficile il lavoro dei dipendenti dei centri per l'impiego» spiega Gian Piero Porcheddu, segretario regionale della funzione pubblica Cisl. Lo sciopero di quattro ore è stato indetto da Cgil, Cisl e Uil e ha coinvolto tutti i tredici centri della provincia di Torino dove tra le 8 e le 12 si sono registrati rallentamenti negli uffici: «Abbiamo avuto un'adesione attorno al 50% – continua Porcheddu – Contando la necessità di mantenere i servizi minimi è un ottimo risultato». Il cuore della manifestazioni è stato il Cpi di via Bologna, dove i lavoratori hanno organizzato anche un mini corteo, prima di essere ricevuti dai dirigenti. La protesta è partita dopo diversi tentativi di conciliazione con l'amministrazione e si è concentrata in particolare sul problema degli organici dei centri: «Il motivo principale della nostra protesta è la mancanza di personale – hanno argomentato i manifestanti – È da almeno un paio d'anni che ci troviamo oberati di lavoro: da un lato sono aumentati gli utenti a causa della crisi e dall'altra tra pensionamenti e mancate assunzioni ci siamo trovati in una situazione ingestibile». I tempi di attesa agli sportelli si sono allungati, scatenando il malumore dei cittadini che spesso se la sono presa con gli impiegati: «I Cpi stanno esplodendo. Non siamo più in grado di dare un servizio di qualità – lamentano – Da un lato la politica parla di farli diventare i luoghi d'incontro tra lavoratori e imprese, ma dall'altra non investe nemmeno per garantire i servizi minimi». Alla questione organico si è aggiunta anche l'incertezza legata allo smantellamento delle province che ha reso ancora più difficile la trattativa sindacale: «Noi abbiamo presentato le nostre proposte in Provincia, ma non c'è nessuna certezza su come saranno distribuite le competenze – dice Porcheddu – Va fatta una scelta di campo per capire chi si occuperà dei centri in futuro. La nostra speranza è che con la nuova giunta regionale ci siano più certezze e una valorizzazione del ruolo dei Cpi». Le rsu hanno, infatti, manifestato preoccupazione per l'azione degli studenti e dei precari KnoWork che nella notte del Primo Maggio hanno sigillato l'ingresso del Centro di Via Castelgomberto: «Pur comprendendo le ragioni della protesta non si può condividere l'identificazione del nostro lavoro come simbolo della precarietà».

Il lavoro decide il futuro. Parla Federica Benedetti, Centro per l'impiego Abruzzo



"E' la prima volta che sono delegata ad un congresso della Cgil ma è soprattutto dieci anni che sono precaria nel pubblico impiego e per questo motivo parlerò da lavoratrice e non da sindacalista". Ha esordito così nel suo intervento al congresso Cgil Federica Benedetti, lavoratrice precaria del Centro per l'impiego dell'Aquila.
"Stiamo vivendo una crisi devastante alla quale si risponde solo con tagli e nel caso del pubblico impiego con le 'riforme' che spesso servono solo per limitare i danni delle precedenti - ha proseguito la lavoratrice - Io stessa sono figlia di una riforma, la legge Biagi, che mi fa stare da 10 anni in una condizione di precariato. E oggi, da questo Governo, mi sento dire che chi è stato precario per 3 anni negli ultimi 5 può essere gradualmente stabilizzato: tutti tranne noi precari delle province". 
"Noi infatti siamo precari nell'ente sbagliato - ha concluso Benedetti - Chiedo alla Cgil che si assuma una posizione chiara e precisa. Noi non abbiamo il sostegno dell'opinione pubblica dalla quale siamo additati come fannulloni; e invece molto spesso siamo mal pagati e demansionati. Io provengo dall'Aquila e posso dire che la mattina del 7 aprile in piena emergenza terremoto il pubblico impiego era già al lavoro per erogare i servizi ai cittadini. Il prossimo 31 dicembre l'80 per cento dei precari sarà lasciato a casa: lo slogan del Congresso è  molto bello ma io aggiungerei una parola: 'il lavoro sicuro decide il futuro'". 

Precari province. Approvato dal Senato l'ordine del giorno per la stabilizzazione

Ordine del Giorno n. G/1464/17/11 al DDL n. 1464   G/1464/17/11 PEZZOPANE, CALEO

Il Senato, premesso che:
  • l'articolo 1 contiene disposizioni tese a facilitare il ricorso ai contratti a tempo determinato (cosiddetto lavoro a termine);  a tale fine, viene previsto l'innalzamento da 12 a 36 mesi della durata del rapporto a tempo determinato, senza indicazione della causale per la sua stipulazione e con possibilità di rinnovarlo fino a cinque volte;
  •  sono numerose le storie di lavoratrici e lavoratori che, specie nel settore pubblico, sono stati impiegati con contratti a tempo determinato prorogati ben oltre i 36 mesi, senza essere stabilizzati;  in particolare, l'Italia ha necessità di procedere al rafforzamento dei Servizi per il Lavoro come è stato recentemente sottolineato da uno studio dell'lSFOL «Lo stato dei Servizi pubblici per l'impiego in Europa: tendenze, conferme e sorprese» del marzo 2014;  dallo studio svolto si comprende che l'Italia ha bisogno che il sistema sia potenziato aumentando il numero degli operatori, adeguando qualità e quantità dei servizi offerti (http:/ /www.isfol.it/primopiano/studio-isfol-sul-sistema-italianodei-servizi-per-limpiego );
  • in considerazione delle risposte da dare ai disoccupati in tema di nuove politiche attive e passive del lavoro nonché del fatto che i Servizi pubblici per l'impiego sono posti al centro del Programma Garanzia Giovani, è necessario che le esperienze e la professionalità maturata dai lavoratori a tempo determinato dei Servizi pubblici per il lavoro e la formazione non possono essere disperse e che occorra procedere alla loro assunzione a tempo indeterminato;
  • le recenti disposizioni riguardanti il blocco del turnover per le province hanno impedito tali assunzioni a tempo indeterminato (come previsto, tra l'altro, dalla legge n. 125 del 2013) pur in presenza dei requisiti di legge e dopo un inaccettabile precariato che per molti perdura anche da dodici anni;
  • le organizzazioni sindacali hanno chiesto un tavolo di confronto per affrontare il problema anche nell'ambito dei provvedimenti che verranno adottati dal Governo in relazione all'articolo 1, commi 92 e 94 della legge 56/2014 (Del Rio) riguardanti il personale delle province,
impegna il Governo:
  • a impedire la dispersione dell'esperienza e della professionalità del personale impiegato con contratti non a tempo indeterminato presso i Servizi pubblici per il lavoro e la formazione, individuando modalità e risorse per la loro stabilizzazione, a cominciare dalla sollecita attivazione di un tavolo di confronto con le parti sociali e le province, nell'ambito della definizione degli interventi che le riguardano.

Proposte per il Governo riguardanti il personale precario dei Centri per l’Impiego, della Formazione e delle Province nell’ambito della Riforma della PA e del DPCM di cui all’ art.1 c 92 e 94 della L. 56/2014 (Del Rio)

Se vuoi sostenere le richieste del Coordinamento precari lavoro e formazione delle Province copia sotto e  invia a: rivoluzione@governo.it

Cortese attenzione


Presidente Consiglio dei Ministri
dott. Matteo Renzi

Ministro PA
Maria Anna On. Madia



Oggetto: Proposte riguardanti il personale precario dei Centri per l’Impiego, della Formazione e delle Province nell’ambito della Riforma della PA e del DPCM di cui all’ art.1 c 92 e 94 della L. 56/2014 (Del Rio)

 

Il personale precario delle Province, che da anni svolge il proprio lavoro con grande professionalità, impegno e sacrificio, risulta essere una grande ricchezza per le Province in quanto garantisce con efficienza servizi essenziali per cittadini.

Le recenti disposizioni riguardanti il blocco del turnover per le province hanno impedito i processi di stabilizzazione/assunzione a tempo indeterminato (come previsto, tra l'altro, dalla legge n. 125 del 2013) pur in presenza dei requisiti di legge e dopo un inaccettabile precariato che
per molti perdura anche da oltre dieci anni

Le problematiche riguardanti, in particolare, i  servizi per il lavoro e la formazione professionale sono già state accolte dal Governo con l’Ordine del Giorno n. G4.500 in sede di approvazione del DL 31 Agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla L. 30 Ottobre 2013, n.125 e sono oggi all’attenzione del Parlamento con il DDL Delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione.

L’art 1. c. 94 della L.56/2014 prevede che “Al fine di tener conto degli effetti anche finanziari derivanti dal trasferimento dell'esercizio delle funzioni, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 92 possono essere modificati gli obiettivi del patto di stabilità interno e le facoltà di assumere delle province e degli enti subentranti, fermo restando l'obiettivo complessivo. L'attuazione della presente disposizione non deve determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.”

L’art.1 c.92 della L.56/2014 prevede che “Sullo schema di decreto, per quanto attiene alle risorse umane, sono consultate le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”

Recentemente sono stati approvati due ordini del giorno alla Camera dei Deputati (9/2208-A/109) e in Commissione Lavoro al Senato (G/1464/17/11), con il parere favorevole del Governo, che impegnano il Governo, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, a impedire la dispersione
dell'esperienza e della professionalità del personale impiegato con contratti non a tempo indeterminato presso i Servizi pubblici per il lavoro e la formazione, individuando modalità e risorse per la loro stabilizzazione, a cominciare dalla sollecita attivazione di un tavolo di confronto con le parti sociali e le province, nell'ambito della definizione degli interventi che le riguardano.


In relazione alle proposte avanzate nell’ambito dei decreti applicativi della Legge 56/2014 e della Riforma della PA


Si chiede al Governo di adottare i provvedimenti necessari affinché


ai fini del mantenimento della dotazione organica necessaria per la continuità e la erogazione dei servizi,  in relazione alle risorse comunitarie, nazionali e regionali disponibili e ai vincoli finanziari relativi alla spesa per il personale,  vengano estese ai lavoratori non a tempo indeterminato delle province le prerogative di cui all’art. 4 della Legge 125/2013 ed in particolare:

  1. Sblocco turnover e graduatorie di merito. Le province e gli enti subentranti possano procedere all’assunzione dei lavoratori precari mediante lo sblocco del turn over e lo scorrimento delle graduatorie di merito. L’eventuale subentro nelle funzioni alla provincia comporti anche l'acquisizione delle relative graduatorie di merito dei concorsi pubblici a tempo indeterminato secondo un criterio di equivalenza delle funzioni svolte. Le stesse restino vigenti ai sensi dell'art.4 comma 4 del DL 31 Agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla L. 30 Ottobre 2013, n.125.

  1. Stabilizzazione in base alla L. 296/2006. Sia estesa alle province e agli enti subentranti la facoltà, oggi consentita solo a Regioni e Comuni, di cui all’art. 4 c.6 quater del DL 31 Agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla L. 30 Ottobre 2013, n.125 relativa al personale non dirigenziale assunto con contratto di  lavoro  a  tempo determinato, sottoscritto a  conclusione  delle procedure  selettive ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  560, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che abbia maturato almeno tre anni di servizio alle dipendenze dei servizi provinciali negli ultimi cinque anni,  secondo un criterio di equivalenza delle funzioni svolte

  1. Procedure selettive in base alla L. 125/2013. Siano bandite procedure di assunzione a tempo indeterminato rivolte al personale che risulti in possesso dei requisiti di cui al comma 6, primo periodo, dell’art.4  del DL 31 Agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla L. 30 Ottobre 2013, n.125 e non inserito in graduatorie vigenti secondo quanto stabilito al c.4 dell'art.4 del citato Decreto Legge riferite a concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato. Nel conteggio triennale vengano, inoltre, inseriti anche gli eventuali periodi di collaborazione presso lo stesso ente e, in ogni caso, il requisito triennale debba essere posseduto alla data di indizione delle procedure selettive di cui sopra.

  1. Proroga dei contratti a TD. Nelle more delle procedure individuate, le province e gli enti subentranti possano prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato fino al 31/12/2016.