LUNEDI' 5 NOVEMBRE 2012 CENTRO IMPIEGO Q1 DI FIRENZE

Crisi economica e lavoro. Centro per l’impiego di via Cavour. Manca un’oretta buona all’apertura dell’ufficio ma c’è già ressa. Marciapiede stracolmo, calca stile sardine, porta in vetro che traballa. C’è un foglio bianco che gira di mano in mano, chi arriva si segna. Esce un addetto, prende l’elenco e comincia a comporre la fila. Italiani, stranieri; chi è per segnarsi alle liste di collocamento, chi ha bisogno di informazioni, chi vuol inoltrare la domanda di disoccupazione. “Tutti i giorni è così, un delirio”, racconta un uomo calabrese trapiantatosi a Firenze da 24 anni. “È scandaloso, è indegno, è ore che siamo accalcati.”


7 commenti:

Anonimo ha detto...

Regaliamoli un timbro con cui baloccarsi e una stufetta con cui scaldarsi nei prossimi giorni freddi una stretta di mano di empatica solidarietà e un arrivederci di irrisolta aspettativa
ps una foto dello staff dirigente su cui meditare guadagnare meno guadagnare tutti

Anonimo ha detto...

perchè l'articolo 4 della legge sul collocamento 297 non viene applicato? perchè si pensa che la risposta a chi chiede lavoro agli uffici che si chiamano per l'impiego possa essere così inefficace e l'attenzione alla spartizione dei fondi sociali europei per la formazione così accurata e mirata?

Anonimo ha detto...

bighellonii che ci fanno al cpi i che pensano di trovare lavoro così?
vadano direttamente al 37 primo piano

Anonimo ha detto...

poitiche attive intelligenti lasciate ai centri l'autonomia nel rispetto della legge basta politiche consociative piene di conflitti di interessi vuote di controllo e merito

Anonimo ha detto...

il modo in cui disoccupati e operatori dei cpi vengono trattati è umiliante!

Anonimo ha detto...

chiediamoci perchè tante persone si rivolgono ai centri per l'impiego
chiediamoci cosa cercano
chiediamoci se le risposte sono adeguate alle aspettative
chiediamoci se tutta la burocratizzazione delle azioni è coerente alla bassanini - autocertificazione chiediamoci se il nostro intervento non potrebbe essere più orientato a politiche attive del lavoro
cjiediamoci se il nostro rapporto con il territorio produttivo è all'altezza della domanda di azioni efficaci rivolte alla domanda occupazionale
chiediamoci se non sarebbe interessante pensare una mail list per il giovani iscritti dai 18 ai 35

Anonimo ha detto...

rivedremo lo stesso spettacolo i primi di Gennaio!? Probabilmente anche peggio.