Centri Impiego, modello Toscana: incertezze e tante novità

Se ne occupava la Provincia, ma il mondo è cambiato e qualcosa doveva pure accadere per migliorare un sistema destinato al collasso

In una Italia che stenta ad emergere dalla crisi, dove industriali e sindacati lamentano una ripresa "debole" dell'economia, seppur da una parte plaudendo la flessibilità e dall'altra attaccando duramente il precariato diffuso, laRegione Toscana si è assunta l'onere, ancor più che l'onore, di risolvere una questione spinosa come la gestione dei Centri per l'impiego.
 Nove da Firenze ha incontrato l'assessore Cristina Grieco alla quale il presidente Enrico Rossi ha affidato la delega sulla materia. Livornese, laureata in economia e commercio ed in statistica, un paio di master nel curriculum, iscritta all'albo dei commercialisti e a quello nazionale dei revisori dei conti, dal 2007 è stata anche dirigente scolastico.

I toscani devono aspettarsi grandi cambiamenti? "Il Job Act riformato offre più flessibilità e meno adempimenti per le imprese. Davanti ad una più facile risoluzione del rapporto di lavoro è chiamato però a garantire maggiore sicurezza rispetto ad un mercato che funzioni e per questo diventa centrale il ruolo dei centri per l'impiego" una sorta di flex security, ma con giudizio.
Sono più le incertezze o le sicurezze in questa fase? "Al di là del periodo di transizione che ci troviamo ad affrontare, permangono ancora incertezze date anche dalla pendenza di un Referendum costituzionale sulla ridefinizione delle competenze per gli organi rappresentativi".
Incombe sull'immediato un gioco di parole, prima di occuparsi dei lavoratori che cercano un impiego, occorre tenere presente i dipendenti dei Centri per l'impiego che cercano un lavoro?"I centri andranno rafforzati. Questo ci porta a riflettere sul personale che rispetto alla Germania è di 10 volte inferiore. I tedeschi offrono servizi quasi personalizzati. Non possiamo stabilire oggi se il personale impiegato diventerà statale o meno".
Oggi no, ma entro l'anno? "Il discorso è ampio. Le Province erano il datore di lavoro dei dipendenti attuali. Oggi non sappiamo chi sia il loro datore di lavoro. Da parte nostra il confronto con il Ministero è continuo, soprattutto per quanto riguarda le scadenze. I contratti a tempo determinato sono coperti sino al 21 dicembre 2016. Abbiamo chiesto un incontro entro fine giugno. Mi sento però di offrire elementi di serenità poiché, al di là di chi sarà il nuovo datore di lavoro, i contratti saranno certamente prorogati. L'obbiettivo è quello di rafforzare il personale e non di ridurlo".
C'è il rischio di dover ricorrere ai privati per offrire il servizio? "I centri in Toscana rimangono pubblici ed esclusivi con il lavoratore disoccupato che deve dichiarare la propria disponibilità passando per il CPI pubblico. Le agenzie per il lavoro entreranno in gioco in una seconda fase attraverso l'assegno di ricollocazione".
Di cosa si tratta? "E' un buono che, in base alla difficoltà di ricollocazione del soggetto sul mercato, varia il suo importo ed è spendibile nei CPI, ma anche presso le agenzie private accreditate".
Cosa si intende per 'spendibile'? "Non è un vero e proprio assegno ma è un Voucher per l'accompagnamento e tutorato destinati al reinserimento nel mercato del lavoro. Un lavoratore appena fuoriuscito dal percorso professionale ma qualificato è più facile da ricollocare rispetto ad uno senza specializzazione, magari da anni fuori dal mercato. Nel primo caso l'assegno sarà più basso".
Perché si parla di sperimentazione? "A livello nazionale difficilmente può accadere qualcosa entro l'anno, almeno non fino a che non sarà istituita l'agenzia preposta. La Toscana ha pensato di anticipare i tempi vista anche la situazione difficile che vivono i nostri lavoratori. Per questo abbiamo previsto dei voucher abbinati agli assegni. Il Ministero del Lavoro ha applaudito questa nostra iniziativa ed abbiamo pertanto l'avvallo del Ministro ed entro fine mese usciremo con questo Bando".
Proviamo a spiegare cosa accadrà nella pratica. "Il voucher formativo permetterà al soggetto di poter fare un corso formativo indirizzato ad ottenere una qualifica e poi l'assegno di formazione servirà per le azioni di accompagnamento e tutorato. Posso darvi anche le cifre: per l'assegno di ricollocazione partiamo dai 600 Euro fino ai 3000 nei casi di maggiore difficoltà".
E se il tutor non riesce a ricollocare il lavoratore? "Che si tratti del CPI pubblico, oppure del privato accreditato, si riscuote solo in caso di rioccupazione del soggetto. Credo sia un buon modo per verificare il raggiungimento dell'obbiettivo".
Stiamo parlando dei Centri per l'impiego e qualche lettore penserà ai tavolini bianchi dove giovani e meno giovani sfogliavano gli annunci di lavoro.. è una immagine che appartiene al passato? "Vivremo finalmente un salto culturale significativo. Passiamo dalle politiche passive a quelle attive. Prima si interveniva come sussidio alla perdita del lavoro, oggi si punta alla ricollocazione. E' molto diverso, Il Centro per l'impiego non sarà un mero organo che presta servizi, ma un luogo di incontro tra domanda ed offerta dovecucire una professione nuova addosso a ciascun cittadino".




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