Precari delle Province, inserire tutele nella Legge di stabilità 2015

precari
I precari delle Province devono essere tutelati all’interno della legge di stabilità 2015. Per questo i deputati romagnoli del PD Emma Petitti, Enzo Lattuca ed Emanuele Lodolini presenteranno una serie di emendamenti alla manovra finanziaria con l’obiettivo di prorogare fino al 2015 dei contratti a tempo determinato e di strutturare su basi regionali la futura Agenzia unica per l’impiego. Intanto, i parlamentari intendono anche sensibilizzare la Conferenza Stato-Regioni scrivendo al suo presidente Sergio Chiamparino.
“Con i colleghi Lattuca e Lodolini prosegue l’impegno per evitare che questi lavoratori escano dal circuito occupazionale – spiega Petitti -. I precari che lavorano attualmente nelle Province, presso i centri per l’impiego e per la formazione sono una risorsa indispensabile per il funzionamento del Paese e non possiamo rischiare di perdere la loro alta qualificazione per le pur giuste esigenze di razionalizzare la macchina dello Stato, a partire appunto dall’abolizione degli enti provinciali”.
In particolare, avverte Petitti, i precari dei centri per l’impiego rischierebbero di perdere il posto con la formazione dell’Agenzia unica nazionale per l’impiego che verrebbe a sostituire i centri provinciali. “Le mansioni e le attività svolte da questi lavoratori da moltissimo tempo sono estremamente utili per creare lavoro in un momento così difficile come quello attuale, e vogliamo impegnarci per garantire il proseguimento della loro opera e tutelare questi lavoratori specializzati”.

Precari Province: Caleo e Pezzopane Pd, emendamento a l. Stabilità per proroga fino al 2015

I  tantissimi  precari  che  lavorano  attualmente  presso  i  centri  per l’impiego   e   per   la   formazione   delle  Province  sono  una  risorsa indispensabile  per  il funzionamento del sistema occupazionale del Paese e non  possiamo  rischiare  di perdere la loro alta qualificazione per le pur giuste  esigenze  di  razionalizzare  la  macchina  dello  Stato, a partire appunto  dall’abolizione  degli  enti  provinciali. Insieme al senatore  Massimo  Caleo, questa mattina  ho  incontrato  una  delegazione  delle migliaia lavoratori che rischiano  di  perdere  il  posto  con  la  formazione  dell’Agenzia  unica nazionale per l’impiego che verrebbe a sostituire i centri provinciali.
Le  mansioni e le attività svolte da questi lavoratori da moltissimo tempo  sono estremamente utili per creare lavoro  in  un  momento così difficile come quello attuale, e il Pd intende impegnarsi  per  garantire  il proseguimento della loro opera. Per tutelare questi  lavoratori specializzati,  la  maggioranza  dei  quali è già stata sottoposta  a concorsi e selezioni pubbliche, presenteremo emendamenti alla legge di stabilità. Vogliamo ottenere per loro una proroga fino al 2015. Ma questo non basta. Serve che l’Agenzia unica si strutturi su basi regionali.
In   questo   senso,   intendiamo   perciò   sensibilizzare  la  Conferenza Stato-Regioni  scrivendo al suo presidente Sergio Chiamparino. Intanto però bisogna evitare che questi lavoratori escano dal circuito occupazionale.

Ecco il testo del Job Act, di particolare interesse sembrano essere all'art. 4 il punto C, F, H, L

Art. 4
Nell'esercizio della delega di cui al comma 3 il Governo si attiene ai seguenti princ↓pi e criteri direttivi:
a) razionalizzazione degli incentivi all'assunzione esistenti, da collegare alle caratteristiche osservabili per le quali l'analisi statistica evidenzi una minore probabilità di trovare occupazione, e a criteri di valutazione e di verifica dell'efficacia e dell'impatto;
b) razionalizzazione degli incentivi per l'autoimpiego e l'autoimprenditorialità, con la previsione di una cornice giuridica nazionale volta a costituire il punto di riferimento anche per gli interventi posti in essere da regioni e province autonome;
c) istituzione, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di un'Agenzia nazionale per l'occupazione, di seguito denominata "Agenzia", partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al cui funzionamento si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali gi¢ disponibili a legislazione vigente e mediante quanto previsto dalla lettera f);
d) coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali dell'azione dell'Agenzia;
e) attribuzione all'Agenzia di competenze gestionali in materia di servizi per l'impiego, politiche attive e ASpI;
f) razionalizzazione degli enti strumentali e degli uffici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali allo scopo di aumentare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa, mediante l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente;
g) razionalizzazione e revisione delle procedure e degli adempimenti in materia di inserimento mirato delle persone con disabilit¢ di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, e degli altri soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio, al fine di favorirne l'inserimento e l'integrazione nel mercato del lavoro;
h) possibilità di far confluire, in via prioritaria, nei ruoli delle amministrazioni vigilanti o dell'Agenzia il personale proveniente dalle amministrazioni o uffici soppressi o riorganizzati in attuazione della lettera f) nonchè di altre amministrazioni;
i) individuazione del comparto contrattuale del personale dell'Agenzia con modalità tali da garantire l'invarianza di oneri per la finanza pubblica;
l) determinazione della dotazione organica di fatto dell'Agenzia attraverso la corrispondente riduzione delle posizioni presenti nella pianta organica di fatto delle amministrazioni di provenienza del personale ricollocato presso l'Agenzia medesima;

Consiglio Comunale di Genova: proposta di ordine del giorno votato con 35 voti favorevoli su 35 votanti

Consiglio Comunale
Ordine del giorno
Genova, 16 settembre 2014
Odg: lavoratori precari della ex provincia di Genova
Con il presente Ordine del Gorno affinché:
  • non si indebolisca ulteriormente le competenze maturate in anni di attività della forza lavoro della Provincia tutelando così la nascente città Metropolitana;
  • ci si adoperi per tutelare i lavoratori precari, impiegati in tali attività all'interno della Provincia da diversi anni, verificando la fattibilità, nel rispetto delle normative in vigore, della stabilizzazione del loro rapporto di lavoro e procedendo ai necessari passi amministrativi;

Il Consiglio Comunale di Genova
impegna il Sindaco e la Giunta
  • perché solleciti in tal senso la Regione Liguria, soggetto attualmente delegante le funzioni delle Politiche Formative del Lavoro;
  • affinché si attivi il prima possibile un tavolo di concertazione con le Organizzazioni Sindacali per discutere del fabbisogno di personale e dell'organizzazione del lavoro della Città Metropolitana ponendo tra le priorità il superamento del precariato..
I Consiglieri del Consiglio Comunale di Genova

Riforma Delrio - Il ministro Lanzetta: bene il via libera della Conferenza Unificata all'Accordo per l'attuazione


EmblemaDipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport

"Oggi abbiamo raggiunto un accordo fondamentale. La legge Delrio è una realtà, può partire il processo di attuazione ed insieme ai territori andremo avanti passo dopo passo".

Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Maria Carmela Lanzetta al termine della Conferenza Unificata che ha dato il via libera all'Accordo tra Stato e Regioni  e al Dpcm relativi all'attuazione della riforma Delrio.

"È stato un lavoro molto complesso, per questo voglio ringraziare tutti coloro i quali hanno contribuito al risultato. Finalmente, a 30 anni dalla prima legge che ha previsto la nascita delle città metropolitane, oggi queste sono realtà", ha sottolineato il Ministro.

''Non bisogna avere timore dei cambiamenti, le esigenze sono modificate e le trasformazioni vengono dettate dagli stessi territori. La legge inoltre è stata ispirata 'dal basso' e concede ampi margini di libertà ai territori. Di certo i servizi esercitati fino ad oggi dalle Province saranno assicurati", ha concluso il ministro.

Nota su accordo e DPCM di cui all’articolo 1 della legge 56/2014, commi 91 e 92

Roma, 11 settembre 2014



A tutte le strutture Regionali e Prov.li
FP CGIL – CISL FP – UIL FPL


Cari colleghi,

nel corso della mattinata si è svolto il previsto incontro tra le Confederazioni sindacali e le Federazioni del pubblico impiego con il Ministro ed il Sottosegretario per gli Affari Regionali sull’argomento in oggetto.

L’incontro era stato preceduto dalla trasmissione da parte del Ministero, di copia di una prima bozza di accordo Stato-Regioni e del relativo DPCM; entrambi i testi (che trovate in allegato e che saranno i testi a cui, nella presente nota, facciamo riferimento), grazie soprattutto al protocollo d’intesa siglato il 19 novembre u.s., riconoscono il ruolo determinante di tutela che le Organizzazioni Sindacali devono svolgere, a tutti i livelli, ma soprattutto a difesa dell’occupazione e del salario dei lavoratori delle Autonomie Locali.

In tal senso nella serata di ieri abbiamo inoltrato al Ministro, congiuntamente alle Confederazioni, alcune richieste di modifica sui testi già elaborati:
Per quanto riguarda l’Accordo:

  1. Che l’esame congiunto con le OO. SS., di cui al punto 17), sia previsto per tutte le vicende attinenti ai rapporti di lavoro e non solo per l’individuazione dei criteri per la mobilità;
  2. Che sia superata la normativa vigente che prevede il divieto assunzionale per le province alla luce delle funzioni fondamentali che restano in capo ad esse e di quelle ulteriori che dovessero essere assegnate al termine dei processi di riallocazione;
  3. Che Siano salvaguardati i livelli occupazionali ed in particolare che siano previste tutele e prospettive per il personale precario degli enti interessati al riordino;
  4. Che sia inserito nel testo quanto previsto dal punto 3 del protocollo (società in house, partecipate, enti ed agenzie) in attuazione anche dell’art. 1 comma 90 della L. 56/2014;
  5. Procedure specifiche per gestire il riordino anche nei casi di situazioni di dissesto finanziario, predissesto e di violazione del patto di stabilità;
  6. Che all’osservatorio nazionale/regionale di cui ai punti 13 a) e 13 b) siano attribuite, per quanto di competenza, le funzioni di sedi di confronto con le OO. SS. o comunque siano previste forme alternative di confronto, secondo quanto già previsto dai punti 1, 2, 3, 5, 6 e 7 del protocollo d’intesa del 11/2013 (tavoli nazionali/regionali), o in ogni caso su tutto quello che impatta sui rapporti di lavoro.


Per quanto riguarda il DPCM:

  1. Verificare che la stima utilizzata per definire le risorse finanziarie relative alla spesa del personale da trasferire agli enti che subentreranno alle funzioni, di cui all’art. 3 c. 2, data dal valore medio dell’ultimo triennio della retribuzione complessiva del personale dirigente e non dirigente, sia in grado di garantire la corresponsione ai lavoratori dei trattamenti economici così come prevista dall’art. 1 c. 96 lettera a) della legge;
  2. Prevedere che all’art. 4 c. 1 alle parole “delle forme di partecipazione sindacale previste” siano sostituite le parole “all’esame congiunto previsto”;
  3. Prevedere che all’art. 4 c. 2 siano sostituite le parole “le amministrazioni” con “nonché le altre tematiche relative alle risorse umane le parti, in sede di esame congiunto,”;
  4. Prevedere un impegno riscontrabile sul tema precariato nelle province, prorogando la scadenza dal 31/12/2014 al 31/12/2016.

A seguito di un ampio dibattito e di una nostra determinata posizione al tavolo di confronto, il Ministro ha rappresentato la sua condivisione rispetto le nostre richieste e preoccupazioni, e abbiamo convenuto che gli aspetti relativi alla situazione finanziaria, al personale precario, alle società partecipate di cui all’articolo 90 e situazioni di dissesto e/o pre dissesto finanziario degli Enti, verranno tradotti in necessari interventi anche di tipo legislativo. In particolare per i lavoratori precari, il Ministro ha preso l’impegno di ricercare una soluzione legislativa per il rinnovo dei contratti a tempo determinato oltre il 31 dicembre 2014; e per gli gli aspetti finanziari si prevedono interventi di modifica del decreto legge 66.
A tal fine il Ministro ha proposto di aggiungere al punto 17 della bozza di accordo la necessità di un aggiornamento del protocollo d’intesa stipulato in data 19 novembre u.s., fissando già un primo incontro entro dieci giorni.

Il Ministro ha accolto fin da subito di inserire, nelle parti in cui si parla di partecipazione sindacale, la previsione dell’esame congiunto non solo per i criteri per la mobilità, ma anche per tutte le altre materie relative al rapporto di lavoro.

Relativamente alla nostra richiesta di aprire al più presto gli spazi di confronto soprattutto a livello regionale si è impegnato a ricercare una soluzione nell’ambito dell’aggiornamento del protocollo d’intesa di cui sopra.

Per quanto riguarda il DPCM ci hanno annunciato l’inserimento delle seguenti modifiche:

  • Art. 4 Comma 1: nelle forme di partecipazione è stata inserita la previsione esplicita dell’esame congiunto, in questo modo abbiamo ottenuto la certezza del confronto anche durante la fase di individuazione del personale e dei rapporti di lavoro che eventualmente verrebbero trasferiti;

  • Art. 1 Comma 4 lettera c: è stata aggiunta la previsione dell’esame congiunto anche nell’individuazione delle competenze svolte dai lavoratori nel momento del trasferimento;

  • Art. 2 Comma 2: anche al comma 2 è stata inserita la previsione dell’esame congiunto anche per la fase di individuazione, a livello locale, di ulteriori criteri per il trasferimento del personale.

Per quanto riguarda la nostra richiesta relativa all’articolo 3, comma2, il Ministro ha accolto la necessità di esplicitare che questa modalità di calcolo riguarda esclusivamente il metodo per definire le risorse finanziarie da trasferire e non il salario individuale dei lavoratori, a tal fine sarà esplicitato che viene fatto salvo il salario fondamentale e accessorio in godimento di ogni lavoratore.

Il Ministro ha comunicato che nella Conferenza unificata di oggi è all’ordine del giorno l’approvazione della bozza di accordi di DPCM e ha confermato gli impegni sopra citati.

In attesa di conoscere l’esito della Conferenza unificata, e di ricevere copia dei testi definitivi, che vi trasmetteremo, vi sollecitiamo ad avviare fin d’ora tutti i percorsi necessari per aprire il confronto a livello regionale.

Cordiali saluti.


FP CGIL                                            CISL FP                                      UIL FPL
                    Federico Bozzanca                         Daniela Volpato                    Giovanni Torluccio

Il Parlamento ha pubblicato la Legge 11 agosto 2014 n. 114, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari.


Comma 6bis, art. 10 del Dl Pa 90/2014 sui precari delle province
6-bis. I contratti di lavoro a tempo determinato delle province, prorogati fino al 31 dicembre 2014 ai sensi dell’articolo 4, comma 9, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, possono essere ulteriormente prorogati, alle medesime finalità e condizioni, fino all’ insediamento dei nuovi soggetti istituzionali così come previsto dalla legge 7 aprile 2014, n. 56.  Dall’ attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per 'la finanza pubblica.

Approvato in commissione su decreto PA

A.S. 1582

ODG

Art. 3

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge A.S. 1582, di conversione del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari:

impegna il Governo

ad adottare apposite misure affinché il personale non dirigenziale assunto con contratto a tempo determinato operante nei settori provinciali per il lavoro e la formazione professionale in possesso di idoneità concorsuale per assunzioni a tempo indeterminato, dei requisiti di cui all’art.4 comma 6 primo periodo della Legge 30 ottobre 2013, n.125 e il personale non dirigenziale dei sopra citati servizi che abbia sostenuto procedure selettive pubbliche per titoli ed esami indette ai sensi dell’art.1 comma 560 della legge 296/2006 e assunto, a seguito delle stesse, con contratto a tempo determinato, che abbiano maturato una anzianità di servizio di almeno tre anni negli ultimi cinque alla data del presente decreto, possono essere stabilizzati a domanda dalla Regione territorialmente competente ed assegnati, in deroga alla vigente disciplina in materia di limiti per le assunzioni e nel rispetto dei vincoli di spesa, alle amministrazioni pubbliche a cui verranno attribuite le funzioni in oggetto a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo di cui all'articolo 1 comma 97 della Legge n. 56 del 2014.


PEZZOPANE



D.l. PA 90/2014 approvato il 31/07/2014 alla Camera e che dovrà essere convertito in legge entro il 23/08

Comma 6bis, art. 10 del Dl Pa 90/2014 sui precari delle province
6-bis. I contratti di lavoro a tempo determinato delle province,
prorogati fino al 31 dicembre 2014 ai sensi dell’articolo 4, comma 9,
del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, possono essere ulteriormente
prorogati, alle medesime finalità e condizioni, fino all’insediamento
dei nuovi soggetti istituzionali così come previsto dalla legge 7 aprile
2014, n. 56. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Sollecito - richiesta di apertura immediata di un tavolo per proroga contratti a tempo determinato ed avviamento di un percorso di stabilizzazione.


Alla cortese attenzione:

del Presidente della Provincia di Campobasso  – Dr.  Rosario De Matteis

Via Roma, 47

86100 CAMPOBASSO – CB

 

al Presidente della Regione Molise

Dr. Paolo Di Laura Frattura

Via Genova , 11

86100 CAMPOBASSO – CB

 

dell’Assessore alle Politiche del Lavoro e della Formazione Professionale - Politiche Giovanili -Politiche Comunitarie della Provincia di Campobasso 

Alessandro Di Labbio

Via Roma, 47

86100 CAMPOBASSO – CB

 

dell’Assessore alle Politiche per l'Occupazione e Formazione Professionale

Michele Petraroia

Via Toscana, 51

86100 CAMPOBASSO - CB

 

all’Assessore al Bilancio e Finanze della Regione Molise

Dr. Paolo Di Laura Frattura

Via Genova , 11

86100 Campobasso

 

al Presidente del Consiglio regionale

del  Molise

Vincenzo Niro

Via IV Novembre, 87

86100 CAMPOBASSO - CB

  

Oggetto: sollecito -  richiesta di apertura immediata di un tavolo per proroga contratti a tempo determinato ed avviamento di un percorso di stabilizzazione.

 

Facendo seguito alla comunicazione del 19/06/2014 prot. n. 276, a firma delle scriventi organizzazioni sindacali, e in considerazione dell'accordo interistituzionale del 16 aprile 2014, siglato tra Regione Molise e Provincia di  Campobasso, di cui siamo venute recentemente a conoscenza e che di fatto ha peggiorato le condizioni lavorative del personale precario dell'ente, come noto assunto con procedure concorsuali, sollecitiamo con urgenza l’attivazione del tavolo tecnico per i 26 istruttori direttivi a tempo determinato Categoria D, dei Centri per l’Impiego della Provincia di Campobasso.

Esigenza che si rende necessaria al fine di garantire il più possibile la continuità e qualità dei servizi ai cittadini e al territorio, nonché stabilità occupazionale dei lavoratori precari per evitare la dispersione di competenze e risorse importanti

Per le su menzionate motivazioni e in considerazione dell’attuazione del Piano esecutivo regionale della Garanzia per i Giovani, nonché con riferimento alla legge 27 dicembre 2013 n. 147, all'articolo 1, comma 219 lettera d, primo capoverso, si chiede un rapido confronto con tutte le parti interessate.

In attesa di un pronto e favorevole riscontro, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 

Campobasso 30 luglio ’14     

Per GCIL FUNZIONE PUBBLICA e UIL/FPL

Segretario regionale

BOCCARDO Tecla

Ordine del giorno presentato da Nicchi Marisa di SEL il 31/07/2014 e approvato

Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02486-AR/132
presentato da
NICCHI Marisa
testo di
Giovedì 31 luglio 2014, seduta n. 276
La Camera,
premesso che:
il DDL governativo chiamato «jobs act» contiene una norma sul riordino della disciplina in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive, istituendo una Agenzia nazionale per l'occupazione partecipata da Stato, Regioni e Province autonome, vigilata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al cui funzionamento si provveda con le risorse umane e strumentali già disponibili a legislazione vigente;
nel decreto-legge in conversione è stato inserito dalla Camera un emendamento che consente la possibilità di prorogare ulteriormente i contratti di lavoro a tempo determinato delle province, prorogati fino al 31 dicembre 2014 dal decreto-legge n. 101 del 2013, alle medesime finalità e condizioni stabilite da tale decreto-legge, fino all'insediamento dei nuovi soggetti istituzionali previsti dalla legge 56/2014, in materia di città metropolitane, province e unioni di comuni; presso gli enti provinciali nei servizi per il lavoro e la formazione sono impiegati tanti lavoratori con contratti a tempo determinato e altri con contratti precari che prestano ininterrottamente servizio anche da oltre un decennio, a seguito del superamento di selezioni pubbliche e da ultimo di concorso pubblico per titoli ed esami, senza che sia stata mai avviata alcuna procedura di stabilizzazione;
tra i servizi erogati dalle Provincia è indispensabile garantire la continuità delle attività dei Centri per l'impiego, anche in considerazione dell'attuazione del programma europeo «Garanzia Giovani», i servizi per il lavoro e la realizzazione di attività di gestione dei fondi strutturali e di interventi da essi finanziati;
bisogna altresì garantire che non vengano disperse le professionalità acquisite da lavoratori che da così tanto tempo svolgono servizio presso i centri per l'impiego, garantendo che i loro contratti vengano tutti effettivamente rinnovati fino al passaggio dei dipendenti, per effetto di trasferimento di attività, da un ente pubblico ad un altro, garantendo l'applicazione dell'articolo 2112 del codice civile, con conseguente mantenimento da parte del dipendente trasferito dei diritti acquisiti in precedenza e la stabilizzazione dei loro contratti,
impegna il Governo:
a valutare l'opportunità di inserire tutti i lavoratori dei centri dell'impiego tra le risorse umane a disposizione nella fase di riassetto istituzionale prevista dalla Legge 7 aprile 2014, n. 56;
a valutare l'opportunità di avviare la procedura di richiesta di anticipazione al Ministero del lavoro sui Fondi UE da programmare ancora, in attuazione del comma 219, lettera d), articolo 1 della Legge di stabilità 2014 (L. 147/2013). Infatti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali può erogare alle Regioni che ne facciano richiesta anticipazioni sui contributi da programmare a carico del bilancio dell'Unione europea, nei limiti di 30 milioni di euro a valere sul Fondo di rotazione per la formazione professionale e l'accesso al fondo sociale europeo di cui all'articolo 25 della legge 21 dicembre 1978. n. 845 e come già avviene in altre province (ad es. Firenze e La Spezia con delibera n. 93 del 16 maggio 2014);
a valutare l'opportunità di impegnarsi affinché a tutti i lavoratori dei centri per l'impiego sia ripristinato un contratto di lavoro a tempo pieno, a fronte della mole di lavoro da svolgere inerente a servizi fondamentali; a individuare o a sostenere fin d'ora un percorso di stabilizzazione dei lavoratori dei Centri per l'impiego come sta avvenendo presso alcuni Enti locali.
9/2486-AR/132. (Testo modificato nel corso della seduta) Nicchi, Placido, Airaudo.

pag 57 http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0276&tipo=stenografico#sed0276.stenografico.tit00040.sub00010

Decreto PA. Emendamento a tutela dei precari dell'ente provincia PRIMA APPROVATO, POI NON PASSATO!

La ragioneria dello Stato non ha dato l'autorizzazione alla spesa e quindi ha costretto la commissione bilancio e di seguito la commissione affari costituzionali a ritornare indietro rispetto alla decisione presa all'unanimità dalla commissione.