Mentre sono in elaborazione e discussione, sia a livello Centrale che nel Parlamento Regionale, diverse proposte sul riassetto organizzativo dell'ente intermedio, noi lavoratori precari siamo allarmati e sempre più preoccupati dalla scarsa attenzione rivolta al problema dei dipendenti con contratti precari, che da anni assicurano l'erogazione di servizi strutturali nel settore lavoro.
DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 150 Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00162)
GU n.221 del 23-9-2015 - Suppl. Ordinario n. 53)Vigente al: 24-9-2015Capo I
Capo IIPRINCIPI GENERALI E COMUNI IN MATERIA DI POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO
Capo IIIRIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL'OCCUPAZIONE
Capo IVDISPOSIZIONI URGENTI E FINALI
“I precari dei centri per l’impiego saranno valorizzati”
Alla tre giorni Pd il ministro Madia interviene sui lavoratori della provincia - Siparietto di Fioroni sull'assenza del segretario provinciale Egidi
Viterbo – (g.f.) – Il non facile compito di spiegare la riforma della pubblica amministrazione.
Argomento poco avvincente e al Salus Terme il ministro Marianna Madia (Semplificazione e Pubblica amministrazione) ci prova (fotocronaca - slide).
Alla tre giorni organizzata dal Pd si confronta con il vice sindaco Luisa Ciambella, il presidente della provincia Mauro Mazzola e Giovanni Faverin, segretario nazionale Cisl Funzione pubblica.
C’è una rappresentanza dei precari in provincia. A casa da inizio anno. Per loro qualche flebile speranza. Madia li incontra alla fine del dibattito.
In prima fila, oltre a Giuseppe Fioroni, padrone di casa, amministratori comunali, in sala diversi sindaci.
Fioroni introduce. Giustifica l’assenza del segretario dell’unione comunale Stefano Calcagnini, un po’ meno quella del segretario provinciale. “Andrea Egidi non c’è – ironizza Fioroni – è a Roma, per carità, non vorrei mai che mancasse, è impegnato per le prossime elezioni amministrative per cambiare le sorti del Paese…”. C’è democratica concordia.
Ma c’è pure caldo. Tanto. Lo spazio è angusto. Centoventi posti a sedere, altri in piedi. Si arriva a più di duecento.
Prova a rinfrescare la platea il ministro.
“La riforma – dice Madia – servirà per avere tempi certi e risposte certe”.
Primo nodo, le province: “Vogliamo superare la provincia com’era. Abbiamo messo in atto il più grande processo di mobilità con ventimila persone ricollocate, senza perdere un centesimo del loro stipendio”.
Faverin non è esattamente dello stesso avviso.
Poi ci sono i precari della provincia. A Viterbo sono 46 e loro i soldi li hanno persi tutti. Senza lavoro.
“La regione – incalza Madia – con una legge deve stabilire le funzioni che non sono più in capo alle province, se riattribuirsele o meno. Sono allo studio convenzioni, previste in legge.
Se precari lavoravano per l’ufficio per l’impiego, sappiamo cosa facevano e come lo facevano. E quindi saranno valorizzati”.
Ma si parla solo dei centri per l’impiego e dei precari che lavoravano lì. Su tutto il resto, la palla è alla regione.
Quindi il ruolo dei dirigenti nelle pubbliche amministrazioni, cruccio del vice sindaco Luisa Ciambella.
“Non può esserci più – assicura Madia – una dirigenza inamovibile e autoreferenziale, che può decidere pure di sforare sull’indirizzo politico.
Dobbiamo introdurre criteri di meritocrazia nell’indipendenza dei dirigenti, con valutazione lungo il percorso”.
Un cambio di marcia auspicato da Ciambella, dopo due anni d’esperienza in comune.
“Il rapporto con la burocrazia interna e il sistema dirigenziale è molto difficile – osserva Ciambella – noi tentiamo, ma spesso è muro contro muro tra chi dà l’indirizzo e chi deve gestire.
A volte non troviamo più l’indirizzo dato. Dopo due anni d’impegno costante diventa difficile. Non può esserci un albo dei dirigenti dove un’amministrazione possa scegliere, fra tutte persone capaci e vincitori di concorso?
Altrimenti la politica non porta a casa i risultati sperati”.
Faverin invece ha qualche dubbio sulla ricollocazione dei dipendenti provinciali e Mazzola fa i conti con i problemi a palazzo Gentili.
Taglio del personale, 46 precari a casa, 25 agenti di polizia provinciale, cosa faranno? E pure sulla nuova provincia, i problemi sono molti: “Dobbiamo semplificare ancora di più”, sottolinea Mazzola.
Il ministro alla Semplificazione prende nota.
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Nota sindacale per apertura tavolo tecnico precari CpI Campobasso e Isernia
Alla cortese attenzione:
del
Presidente della Regione Molise
Paolo
Di Laura Frattura
Via
Genova n. 11
86100
Campobasso
dell’Assessore
alle Politiche per l'Occupazione e Formazione Professionale
Michele
Petraroia
Via
Toscana, 51
86100
CAMPOBASSO - CB
E p.c.
Presidente
della Provincia di Campobasso Rosario
De Matteis
Via
Roma, 47
86100
CAMPOBASSO – CB
Presidente
della Provincia di Isernia
Luigi
Brasiello
Via
G. Berta
86170
ISERNIA - IS
Direttore
Area Seconda –Regione Molise
Massimo
Pillarella
Via Genova,
11
86100
CAMPOBASSO – CB
Servizio
integrato dell’Istruzione
e della
Formazione professionale
Claudio
Iocca
Via
Mazzini, 126
86100
CAMPOBASSO – CB
Oggetto:
lavoratori precari dei Centri per l’Impiego di
Campobasso e di Isernia – convocazione tavolo tecnico
Egr.
Presidente e Assessore,
facendo
seguito alla comunicazione, a firma della Vice Presidenza della
Giunta Regionale, del 31/08/2015 n. prot. 2322 e ricordando gli
impegni assunti all’unanimità dal Consiglio regionale,
deliberazioni n. 314 e n. 315 dell’11/11/2014, sollecitiamo con
urgenza l’attivazione di un tavolo tecnico per i 42 lavoratori
precari di cui 27 titolari di lavoro subordinato a tempo determinato
presso i Centri per l’Impiego di Campobasso e Termoli e n. 15
collaboratori titolari di contratti di collaborazione coordinata e
continuativa presso il Centro per l’Impiego di Isernia.
Esigenza
che si rende necessaria per la prosecuzione, senza soluzione di
continuità, dei rapporti di lavoro in essere presso i Centri per
l’Impiego della Provincia di Campobasso e Isernia instaurati a
seguito di procedure concorsuali pubbliche.
Per le
su menzionate motivazioni e in attuazione del testo dell’art. 15
della legge 125/2015 di conversione del D.L. Enti Locali n. 78/2015,
il quale stabilisce che entro il 30 settembre 2015 il Ministero del
lavoro stipula con ogni Regione una Convenzione finalizzata a
“regolare i relativi rapporti ed obblighi in relazione alla
gestione dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del
lavoro del territorio della regione e provincia autonoma”, si
chiede un rapido confronto con tutte le parti interessate.
In attesa di un prossimo e favorevole
riscontro, porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Campobasso 09 settembre 2015
Per le segreterie unitarie
Segretario Generale
UIL/FPL
BOCCARDO TECLA
Politiche attive del lavoro: il testo dell'Accordo Stato-Regioni
(Regioni.it 2782 - 07/09/2015) Il 30 luglio è stato sancito in sede di Conferenza Stato-Regioni l’Accordo in materia di politiche attive del lavoro (vedi anche "Regioni.it" n.2775).
Si riporta di seguito il testo integrale pubblicato sul sito della Conferenza Stato-Regioni.
Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Repertorio atti n.141/CSR del 30 luglio 2015
LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO
Nell’odierna seduta del 30 luglio 2015:
VISTO l’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il quale prevede che il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in attuazione del principio di leale collaborazione e nel perseguimento di obiettivi di funzionalità, economicità ed efficienza dell’azione amministrativa, possono concludere in sede di Conferenza Stato-Regioni accordi, al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune;
RITENUTO che a seguito di incontri intervenuti tra il Governo e le Regioni si è convenuto sulla necessità di sancire un accordo quadro con il quale sono stabilite delle regole comuni, nell’ambito delle rispettive competenze, per la gestione della riforma del mercato del lavoro;
VISTA la nota n. 0008962 del 29 luglio 2015, con la quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha trasmesso, la proposta di accordo quadro in materia di politiche attive del lavoro, da sottoporre all’esame di questa Conferenza;
CONSIDERATO che proposta di accordo, in data 29 luglio 2015, è stata diramata alle Regioni ed alle Province autonome;
CONSIDERATO che, nel corso dell’odierna seduta di questa Conferenza, le Regioni hanno espresso avviso favorevole sul testo dell’accordo in parola con la richiesta, accolta dal Governo, di proseguire con gli approfondimenti e la collaborazione interistituzionale nella fase transitoria che porterà a un diverso assetto delle competenze in materia di politiche attive del lavoro;
ACQUISITO, nell’odierna seduta di questa Conferenza, l’assenso del Governo, delle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano;
SANCISCE ACCORDO
Tra il Governo e le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nei seguenti termini:
Nel quadro dell’ampia riforma delle regole e del mercato del lavoro in fase avanzata di implementazione, il Governo e le Regioni italiane:
- Valutata la fondamentale importanza di un forte rilancio delle politiche attive per il lavoro, attraverso il potenziamento della strumentazione ad esse finalizzata, il rafforzamento del loro collegamento con gli istituti di sostegno al reddito e con le attività di formazione per i lavoratori;
- Considerate le modifiche che la riforma costituzionale in itinere potrà portare all’assetto attuale delle competenze istituzionali, prevedendo comunque un ruolo significativo nella gestione delle politiche attive per le Regioni, in quanto titolari delle competenze in materia di formazione professionale e di politiche per lo sviluppo.
concordano sull’esigenza che la fase di transizione dei prossimi anni venga gestita dal Governo nazionale e dalle Regioni italiane di comune accordo e in forte spirito di leale collaborazione:
A tal fine, il Governo nazionale e le Regioni italiane convengono che:
- Spetterà al Governo, per iniziativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, previa intesa con le Regioni, la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) in materia di politiche attive per il lavoro, validi per tutto il territorio nazionale;
- Spetteranno alla istituenda Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) le funzioni di coordinamento su scala nazionale della rete degli enti attuatori delle politiche attive, di monitoraggio dell’efficacia delle stesse, di surroga in caso di malfunzionamento, e di sviluppo del sistema informativo unitario delle politiche attive.
- Spetterà alle Regioni la gestione operativa delle politiche attive e la responsabilità delle articolazioni territoriali pubbliche (CPI) ad esse preposte.
Governo e Regioni si impegnano a:
- garantire congiuntamente, per tutta la fase di transizione verso un diverso assetto delle competenze, la continuità di funzionamento dei Centri per l’Impiego, considerandoli l’infrastruttura pubblica indispensabile per lo sviluppo delle politiche attive. A tal fine saranno individuate le modalità più opportune perché il personale in essi impiegato possa continuare ad operare senza soluzioni di continuità, assicurandone il miglior rapporto funzionale con le Regioni medesime. In particolare il Governo e le Regioni si impegnano a reperire le risorse per i costi del personale a tempo indeterminato, nella proporzione di 2/3 a carico del governo e di 1/3 a carico delle Regioni.
- definire congiuntamente un Piano Generale di raccordo delle azioni di politiche attive per il lavoro contenute nei Programmi Operativi Nazionale e Regionali della programmazione UE 2014/2020, al fine di potenziarne l’efficacia e le sinergie;
- definire, in una cornice di indirizzo unitario, l’attuazione puntuale dei contenuti del presente accordo-quadro mediante la stipula di specifiche convenzioni tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ciascuna Regione, con l’obiettivo di individuare linee di collaborazione che consentano di valorizzare le buone pratiche realizzate nei contesti regionali. Tali convenzioni potranno continuare ad essere lo strumento di regolazione della collaborazione interistituzionale anche a seguito del riassetto delle competenze in materia di politiche attive del lavoro.
Il presente accordo vale per le annualità 2015 e 2016 con l’impegno ad effettuare una verifica entro il 30 giugno 2016 per quanto riferibile all’annualità 2017.
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