INSPIEGABILI RITARDI

Nel 2011 è nato a Firenze il Coordinamento dei Precari del Settore Lavoro e Formazione, http://precariprovincia.blogspot.it/ organizzato a livello nazionale, per richiamare l'attenzione sullo stato dei servizi, le condizione di precariato dei dipendenti che ci lavorano e per proporre soluzioni.
Nei servizi al lavoro della provincia fiorentina quasi il 40% dei lavoratori è da anni a tempo determinato e di questi la maggior parte spostati sui servizi di front office.
La condizione generale potrebbe aggravarsi se entro il 30 giugno l'amministrazione provinciale non prorogherà i contratti dei lavoratori a tempo determinato operanti in questi servizi.

I centri per l'impiego si occupano di tutti i servizi per il potenziamento dell'occupabilità dei lavoratori, l'intera gestione amministrativa di tutte le crisi aziendali dalle casse integrazione, le mobilità e i licenziamenti, oltre al collocamento mirato dei disabili, le attività rivolte agli stranieri, la prevenzione del drop out e la gestione dell’obbligo formativo, le azioni di orientamento scolastico e lavorativo, le attività informative e di sostegno alla formazione, di consulenza alle aziende sui bandi di finanziamento e sulle agevolazioni per le assunzioni, gestione servizio domanda-offerta, marketing territoriale. In particolare negli ultimi anni le Regioni hanno potuto gestire tramite i CPI e a costo zero le attività informative e l’erogazione delle politiche attive del lavoro nei confronti di decine di migliaia di lavoratori percettori di Ammortizzatori Sociali in Deroga.

L'impatto della crisi a Firenze ha portato il numero degli iscritti dai 47.074 del 2007 (anno di inizio della crisi) ai 106.003 del 2013, siamo passati da 1.474.822 di ore di cassa integrazione del 2007 ai 15.729.833 ore di casse integrazioni del 2013. Ciò ha significato che nel solo biennio 2012-2013 c'è stato un aumento di circa 8000 persone in più, transitate agli sportelli oltre agli iscritti. A fronte di una diminuzione costante di personale. Infatti, i dipendenti del settore lavoro sono 133 di cui 48 a tempo determinato e in questo settore dal 2008/9 in poi il personale è diminuito di 15 unità (tra trasferimenti e pensionamenti).

Se diamo uno sguardo al numero di lavoratori dei servizi al lavoro delle altre province, anch'esse in grave carenza di personale, comprendendo i lavoratori precari e indeterminato, rispetto al numero degli abitanti, risalta come i servizi della provincia di Firenze siano in assoluto i più carenti di personale.
Firenze settore lavoro 133 dipendenti (149 se si considera anche il lavoratori in appalto e le cooperative) – abitanti 989.879
Pisa settore lavoro 118 persone – abitanti 415.203
Lucca settore lavoro 89 persone - abitanti 393.363 (il centro per l'impiego di Novoli, con sole 8 persone, ha un bacino di utenza grande come quello di Lucca città 87.467 abitanti)
Livorno settore lavoro 146 persone – abitanti 343.128
Pistoia settore lavoro 75 persone – abitanti 287.445

Da inizio maggio si è aggiunto il programma “Garanzia Giovani” la cui attuazione è di stretta competenza dei centri impiego. Potrebbe essere questo il programma che finalmente consente ai centri per l'impiego di assolvere a pieno le funzioni, assegnate loro dalle leggi, di orientamento e accompagnamento a lavoro, e non più schiacciati sulle funzioni burocratiche. Il programma è partito il 1° maggio, ed intende offrire ai giovani dai 15 ai 29 anni delle opportunità di lavoro e di formazione. Fin'ora hanno aderito al programma 60565 giovani (rilevazioni del 15 maggio).
indagando sul numero di adesioni, dato che illustra le Regioni scelte dal giovane per ricevere il portafoglio di servizi tra quelli previsti dal programma, si nota come tale scelta sia ricaduta per la maggior parte nelle seguenti tre Regioni:
Campania con il 17 % del totale, pari a 10.505 adesioni, seguita da Sicilia con il 13% del totale, pari a 7.574 adesioni e Toscana con il 10% del totale, pari a 6.241 di adesioni: queste tre regioni insieme assorbono circa il 41% delle adesioni.

Delle difficoltà e della necessità di potenziare, o almeno non depotenziare ulteriormente i servizi, sembra sia sensibile il Governo. Infatti, tra fine aprile e inizio maggio, sono stati approvati due ordine del giorno uno alla Camera e l'altro al Senato presentati rispettivamente da Deputati di Sel e dai Senatori del Pd Pezzopane e Caleo a favore delle precari dei centri impiego e formazione, in cui si richiede al governo di non disperdere le professionalità dei tempi determinati.
(Riportati sul blog dei precari
http://precariprovincia.blogspot.it/2014/04/ordine-del-giorno-presentato-da-sel-il.html)

Alcune province, tra cui Modena, hanno già provveduto al rinnovo dei contratti oltre il 31/12/2014 usando l'opportunità offerta La Legge di Stabilità del 2013 (Legge n. 147/2013 all’art Art 1, Comma 219, lettera d), mentre la provincia di Rimini si sta avviando alla firma.
A Firenze, i contratti dei tempi determinati scadranno il 31 dicembre 2014 e se non verranno prorogati entro la fine di giugno rischiano di non poter essere più prorogati, data l'incertezza di competenze e di funzioni che ci troveremo ad affrontare nei prossimi mesi a seguito della riforma delle province. Se non ci sarà un rinnovo, ci troveremo già all'inizio dell'autunno, considerando anche solo le ferie residue, al blocco dei servizi mettendo a rischio tra l'altro l'avanzamento del Programma Garanzia Giovani.

Non è chiaro cosa impedisca alla giunta della provincia di Firenze la proroga dei contratti, vista l'emanazione di strumenti legislativi specifici per il settore lavoro e formazione e la disponibilità di fondi regionali.

Chiudiamo allegando i dati degli altri paesi europei che mostrano una diversa considerazione sui servizi al lavoro.
Nel 2007, in Germania il personale dei servici pubblici al lavro ammontava a 74mila dipendenti oggi 115000; in Gran Bretagna 67mila unità nel 2007 oggi 77722; in Italia 9989 nel 2007 e 8575 (di cui circa 1200 precari ca).
Nel 2011 l’Italia ha speso per i servizi pubblici per il lavoro circa 500 milioni di euro contro i 5,8 miliardi spesi dalla Francia, gli 8,8 miliardi della Germania, i 5,5 miliardi del Regno Unito e gli 1,3 miliardi spesi dalla Spagna. Le spese per politiche del lavoro sul Pil in Germania erano il 0,34%, in Gran Bretagna lo 0,34%, in Italia l'0,03%. I rapporto operatori disoccupati in Germania è 1 su 48, in Gran Bretagna 1 su 24, in Italia ben 1 su 150 (nelle grandi città italiane siamo a circa 1 a 500). Tradotto significa che gli operatori dei CPI in Italia hanno in carico pro capite un numero molto maggiore di persone a fronte di minori strumenti, risorse e progetti di inserimento.
Dai dati emerge evidente che più si è investito sui servizi al lavoro e più rapida è stata la capacità di reazione dell'economia dei paesi, infatti la prima per investimenti risulta la Germania una tra le ultime l'Italia.


22/05/2014

CONFERENZA STAMPA

60 precari della Provincia di Firenze a fine contratto,rischio chiusura dei servizi!!

LA RSU
della Provincia di Firenze
invita la S.V. alla
CONFERENZA STAMPA
che terrà insieme
al Coordinamento Precari della Provincia 
-servizi al Lavoro e Formazione-

di Giovedì 22 Maggio 2014 alle ore 11:00
presso la Sala Fabiani via Cavour 3 Firenze
(ingresso percorso museale)


La coincidenza tra la riforma delle Province e la scadenza dei contratti del personale precario mette a rischio servizi essenziali dell’area vasta fiorentina.

Nello specifico segnaliamo la situazione dei Servizi al Lavoro che, nella nostra Provincia, rispetto al resto della Regione, sono in assoluto i più carenti di personale.

A Firenze i Servizi per il Lavoro già oggi sono in assoluta sofferenza e vedranno al 31 Dicembre 2014 , 55 contratti in scadenza.

Mentre in Europa una diversa considerazione dei Servizi per il Lavoro ha dimostrato che più si è investito in tali servizi, più rapida è stata la capacità di reazione dell'economia dei paesi.

Lo stesso vale per i servizi di Protezione Civile dove i 5 lavoratori precari lavorano in sala operativa (h24)

Questi lavoratori da anni portano avanti i servizi con professionalità e sono una risorsa indispensabile per il servizio pubblico.

In questa situazione ad oggi non si vede nessuna ipotesi di rinnovo e stabilizzazione, portando così inevitabilmente i servizi al lavoro al collasso totale e rischio di chiusura, mettendo a rischio tra l'altro l'attuazione del programma Garanzia Giovani ,cosi come l’organizzazione dei servizi di Protezione Civile sul territorio.

Rsu Provincia Fi                                               

CGIL: Richiesta di apertura immediata di procedure di stabilizzazione.


Firenze
Toscana














Firenze, 13 maggio 2014
Prot. n° 1749/2014 CTcl
Al Presidente della Provincia di Firenze
Andrea Barducci
All’Assessore al Bilancio e al Personale
Provincia di Firenze
Tiziano Lepri
Al Presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi
All’Assessore al Bilancio e Finanze
Regione Toscana
Vittorio Bugli
All’Assessore alla Scuola e Formazione
Regione Toscana
Emmanuele Bobbio
All’Assessore alle Attività Produttive e al Lavoro
Regione Toscana
Gianfranco Simoncini

Oggetto: richiesta di apertura immediata di procedure di stabilizzazione.

Considerato che:

  • la riforma delle Autonomie locali avviata con l’approvazione della cosiddetta Legge “Delrio” pone da un lato tempistiche strette e obbligate per l’apertura dei processi di trasferimento delle funzioni provinciali alla costituenda Città Metropolitana o alle altre Amministrazioni destinatarie delle funzioni stesse, dall’altro lascia aperta la questione delle funzioni di competenza regionale già delegate alle Province;
  • la Legge “Delrio” prevede che entro il 30 settembre 2014 si svolgeranno le elezioni del consiglio metropolitano, entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano approverà lo statuto e il 1° gennaio 2015 le città metropolitane subentreranno alle Province;
  • dal 1 ottobre al 30 dicembre 2014 nella scrittura dello statuto della Città Metropolitana sarà delineata la distinzione delle competenze tra la Città Metropolitana stessa, il Comune capoluogo, altri Comuni, loro Unioni e Regione Toscana;
  • entro il mese di giugno il Presidente, la Giunta e il Consiglio provinciale sono nella pienezza dei loro poteri prima della fase commissariale, nei limiti di quanto disposto per la gestione provvisoria;
  • è indispensabile dare continuità a sevizi essenziali quali quelli legati alla Protezione Civile e  ai Servizi Formazione e Lavoro;
  • le risorse del fondo sociale europeo nella piena disponibilità della Provincia di Firenze sono sufficienti per coprire il costo di tutto il personale precario legato ai servizi formazione e lavoro per l’intero 2015;  
  • la Legge 27 dicembre 2013 n. 147 all’Art. 1, Comma 219, lettera d) primo capoverso prevede: “allo scopo di consentire il regolare funzionamento dei servizi per l'impiego, nonché l'avvio del Piano per l'attuazione della raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una «Garanzia per i giovani», le Province, fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale, hanno facoltà di prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa strettamente indispensabili per la realizzazione di attività di gestione dei fondi strutturali e di interventi da essi finanziati, a valere su piani e programmi programmati e da programmare nell'ambito della programmazione dei fondi strutturali europei.”;
  • la Giunta regionale ha approvato, il 10 marzo u.s., un proprio documento preliminare in materia di costituzione dell’Agenzia per il lavoro della Regione Toscana con l'obiettivo di creare il contenitore idoneo ad assorbire le funzioni gestionali legate al riordino istituzionale, in modo da garantire che l’erogazione dei servizi per il lavoro si realizzi senza soluzione di continuità;
  • Il Governo ha presentato un DDL sul riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive, dandosi sei mesi di tempo per l'istituzione di una Agenzia nazionale per l’occupazione partecipata da Stato, Regioni e Province autonome, vigilata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al cui funzionamento si provveda con le risorse umane e strumentali già disponibili a legislazione vigente;

le scriventi Organizzazioni sindacali FP CGIL Firenze e FP CGIL Toscana

CHIEDONO che


  • sia immediatamente aperto un percorso mirante alla stabilizzazione del personale precario e che, nelle more di detto percorso, si provveda, entro Giugno 2014, alla proroga di tutti i contratti a tempo determinato della Provincia di Firenze in scadenza al 31.12.2014, scongiurando la paralisi dei servizi che avverrebbe a gennaio 2015 con la scadenza dei contratti;
  • sia garantito il funzionamento dei servizi;
  • tutti i lavoratori precari siano contabilizzati tra le risorse umane a disposizione nella fase di
riassetto istituzionale prevista dalla Legge 7 aprile 2014, n. 56 e dal DDL Lavoro.

Distinti saluti.

FP CGIL Firenze  Chiara Tozzi                                FP CGIL Toscana Debora Giomi

Marchiafava: “Apolf, prima la stabilizzazione del personale precario”

In merito alle linee di indirizzo 2012 relative ad Apolf (Azienda Provinciale per l’Orientamento, il Lavoro e la Formazione), partecipata per il 70% dal Comune di Pavia e per il 30% dalla Provincia di Pavia, l’assessore alle Politiche per lo sviluppo economico, Formazione professionale e Turismo della Provincia, Emanuela Marchiafava, “spinge” sulla stabilizzazione dei lavoratori precari come condizione necessaria per il rilancio stesso di Apolf.

“Le tipologie di contratto per il personale che attualmente opera presso Apolf – spiega l’assessore Marchiafava – non possono assolutamente prescindere da una graduale stabilizzazione del personale attualmente precario. E questo per realizzare innanzitutto le attività già programmate e per assicurare la continuità didattica dell’offerta formativa. La stabilizzazione può avvenire – chiarisce l’assessore - prevedendo criteri oggettivi e trasparenti per selezionare, di volta in volta e nel limite delle disponibilità di bilancio, il personale da stabilizzare”.
Cosa fare per rilanciare le attività formative di Apolf?
“L’Agenzia deve necessariamente consolidare i suoi rapporti sul territorio provinciale, così come concordemente deciso nella direttiva approvata dall’ultima Giunta provinciale – prosegue Emanuela Marchiafava – attivando tutte le procedure utili a dar vita ad una rete stabile fra gli operatori della formazione pubblico-privati, per coordinare le loro attività e proporre un’offerta formativa completa e sinergica a tutta la provincia. Inoltre, dal momento che il bilancio consuntivo 2011 dimostra la solidità economico-finanziaria di Apolf, è necessario mantenere la natura pubblica dell’Agenzia, visto che fino ad oggi ha permesso alla stessa di rappresentare un punto di riferimento certo e credibile per tutto il territorio”

http://www.provincia.pv.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2022%3Amarchiafava-apolf-prima-la-stabilizzazione-del-personale-precario&catid=7%3Anotizie&Itemid=109&lang=it

RICHIESTA DI APERTURA IMMEDIATA DI UN TAVOLO PER PROROGA CONTRATTI A TERMINE E SOLUZIONE DEL PRECARIATO

Firenze, 15 Maggio 2014

Al Presidente della Provincia di Firenze
Andrea Barducci
All’Assessore al Bilancio e al Personale Provincia di Firenze
Tiziano Lepri
Al Presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi
All’Assessore al Bilancio e Finanze Regione Toscana
Vittorio Bugli
All’Assessore alla Scuola e Formazione Regione Toscana
Emmanuele Bobbio
All’Assessore alle Attività Produttive e al Lavoro Regione Toscana
Gianfranco Simoncini
Alla 1 commissione consiliare della Provincia di Firenze
Alla 4 commissione consiliare della Provincia di Firenze
Alla Dirigente del Personale della provincia di Firenze
Dott.ssa Laura Monticini
E p.c. alla Dirigente dell’area Lavoro e Formazione della Provincia Di Firenze
dott.ssa Sandra Breschi
al Dirigente dell’area Difesa del Suolo e Protezione Civile
Ing. Ennio Passaniti
al Sindaco della Città di Firenze.


RICHIESTA DI APERTURA IMMEDIATA DI UN TAVOLO PER PROROGA CONTRATTI A TERMINE E SOLUZIONE DEL PRECARIATO.

La riforma delle autonomie locali avviata con l’approvazione della cosiddetta legge “Delrio” pone da un lato delle tempistiche strette ed obbligate per l’apertura dei processi di trasferimento delle funzioni provinciali ad alla costituenda Città Metropolitana od ad alle altre amministrazioni destinatarie delle funzioni stesse e dall’altro lascia aperta la questione delle funzioni di competenza regionale già delegate alle Province e prevede entro il 30 settembre 2014 lo svolgimento delle elezioni del consiglio metropolitano e che , entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano approvi lo statuto, in fine il 1° gennaio 2015 le città metropolitane subentreranno alle province Dal 1 ottobre al 30 dicembre 2014 nella scrittura dello statuto della Città Metropolitana, sarà delineata la distinzione delle competenze la Città Metropolitana stessa, il Comune capoluogo, altri comuni, loro unioni e Regione Toscana.
Fino al mese di giugno il Presidente, la Giunta e il Consiglio Provinciale saranno nella pienezza dei loro poteri prima della fase commissariale nei limiti di quanto disposto per la gestione provvisoria.
Le risorse del fondo sociale europeo nella piena disponibilità della Provincia di Firenze sono sufficienti per coprire il costo di tutto il personale precario legato ai servizi fomazione e lavoro per tutto il 2015.
La Legge 27 dicembre 2013, n. 147 all’art Art 1, Comma 219, lettera d) primo capoverso prevede: “allo scopo di consentire il regolare funzionamento dei servizi per l'impiego, nonché l'avvio del Piano per l'attuazione della raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una «Garanzia per i giovani», le province, fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale, hanno facoltà di prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di collaborazione coordinata e continuativa strettamente indispensabili per la realizzazione di attività di gestione dei fondi strutturali e di interventi da essi finanziati, a valere su piani e programmi programmati e da programmare nell'ambito della programmazione dei fondi strutturali europei.”
la Giunta Regionale ha approvato il 10 marzo u.s. un proprio documento preliminare in materia di costituzione dell’Agenzia per il Lavoro della Regione Toscana con l'obiettivo di creare il contenitore idoneo ad assorbire le funzioni gestionali legate al riordino istituzionale, in modo da garantire che l’erogazione dei servizi per il lavoro si realizzi senza soluzione di continuità.
Il Governo ha presentato un DDL sul riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive, dandosi sei mesi di tempo, per l'istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione partecipata da Stato, Regioni e Province autonome, vigilata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al cui funzionamento si provveda con le risorse umane e strumentali già disponibili a legislazione vigente.
In ragione degli sviluppi di quanto sopra la RSU dei dipendenti della Provincia di Firenze

CHIEDE che
  • sia immediatamente e urgentemente aperto un tavolo specifico sulla proroga dei contratti in essere e e sulla soluzione del precariato e si provveda entro Giugno 2014 alla proroga di tutti i contratti a tempo determinato della Provincia di Firenze in scadenza l 31/12/2014 scongiurando la paralisi dei servizi (che avverrebbe già dall’autunno in considerazione di ferie e recuperi) che richia di compromettere settori nevralgici come la Protezione Civile, i servizi al Lavoro, ivi compreso l’avanzamento della “Garanzia Giovani” e Formazione
  • tutti i lavoratori precari siano contabilizzati tra le risorse umane a disposizione la fase di riassetto istituzionale prevista dalla Legge 7 aprile 2014, n. 56 e dal DDL Lavoro.

La RSU

Mozione che il Consiglio di Pistoia ha approvato all'unanimità a favore dei precari dei Centri per l'Impiego della Provincia di Pistoia

PREMESSO

che nel corso dell'ultimo biennio il Consiglio Provinciale ha avviato, parallelamente al processo di Programmazione delle Politiche del Lavoro, della Formazione Professionale e dell'istruzione per il triennio 2011-2013, un importante percorso di riorganizzazione dei propri servizi per I'impiego (Deliberazione n. 35 del 17702/2011);

RICORDATO 
come fra le azioni preliminari all'attuazione del Processo cli programmazione 2011-2013 fossero previsti in particolare, i seguenti punti:
  1. Miglioramento dei servizi per l'impiego. In linea con la strategia enunciata nel DPEF (documento di programmazione economica e finanziaria) Regione Toscana 2011, si ritiene di migliorare il Sistema dei Centri per l'impiego e dei Servizi territoriali, "che necessita di mutamenti sostanziali, a fronte delle trasformazioni strutturali che stanno interessando il mercato del lavoro, anche a partire delle emergenze congiunturali tuttora in atto. Occorre adeguare i modelli di riferimento, gli strumenti, le competenze dei vari attori coinvolti, per mettere in grado il Sistema di rispondere con maggiore efficacia alle sfide poste dalla crisi";
  2. Servizi di ricollocazione. I Centri per l'impiego nei prossimi anni dovranno gestire le attività finalizzate alla ricollocazione di lavoratori e lavoratrici espulsi dal mercato del lavoro e di lavoratori ad alto rischio occupazionale. Il documento di programmazione conterrà un programma di intervento per la ricollocazione, con una pianificazione del servizio all'interno dei CPI (centri per l'impiego), con uno schema organizzativo funzionale e prevedendo l'integrazione dei Soggetti della rete, per le funzioni previste dalla convenzione.

EVIDENZIATO
come, a distanza di un anno, con Deliberazione n. 16 del 13 febbraio 2012, il Consiglio abbia verificato la corretta interpretazione di tali indirizzi da parte dell'Assessorato e del Servizio competente, che stanno implementando un nuovo modello organizzativo interno a ciascun centro per l'impiego ove l'organizzazione dell'offerta è caratterizzata da macro-linee di servizio fortemente orientate all'utenza
PRECISATO:

  • che il nuovo modello si avvale della misurazione del "rischio occupazionale" che, cosi come indicato dal Consiglio Provinciale, diventa uno strumento di misurazione del rischio di cui ciascun lavoratore è portatore al fine di calibrare in maniera puntuale e personalizzata la tipologia e l'intensità dei servizi da erogare. Più nello specifico, si evidenzia come l'elemento indispensabile per la riuscita del modello sia stata l'individuazione del "Consulente personale" per ogni persona o azienda iscritta al Centro per l'impiego. In particolare, il Consulente personale ha il compito di informare, facilitare e promuovere l'accesso ai servizi, incentivare l'incontro fra chi cerca e chi offre lavoro favorendo un clima di fiducia reciproca. È la figura di riferimento cui rivolgersi nel corso del tempo per orientare le proprie scelte nel mondo del lavoro. Questa figura di riferimento che, come detto, costituisce il cardine sul quale è incentrato il nuovo modello organizzativo è, ad oggi, ricoperta da funzionari categoria D1, assunti tramite procedure concorsuali con contratti a termine in scadenza fra Agosto ed Ottobre 2015. Venendo meno queste professionalità (persone laureate con specializzazioni o master e con esperienza diretta sul campo che va dai 6 agli oltre 10 anni), in una congiuntura economica tragica come quella attuale, crollerebbe non solo il nuovo modello organizzativo, ma tutta una serie di servizi rivolti ai disoccupati. Infatti azioni come l'incontro domanda offerta di lavoro, la consulenza alle imprese, le attività di formazione volte ad aumentare l'occupabilita dei cittadini, la stesura di curriculum vitae, il supporto nella ricerca del lavoro sul territorio nazionale ed estero, la promozione dei tirocini formativi, il marketing territoriale con le aziende, compreso il nuovo servizio di orientamento e collocamento per mobilita' internazionale dei lavoratori, non sarebbero attuabili dal servizio pubblico senza la presenza di figure specialistiche, formate ed esperte come i 43 precari del Servizio Lavoro.
  • che il nuovo modello organizzativo è stato poi presentato ufficialmente nel corso di un convegno (16 aprile 2012) al quale la Regione ha cortesemente partecipato e i cui contenuti sono stati riportati nella pubblicazione "I servizi pubblici per l'impiego. Il contributo pistoiese nel modello toscano";
  • che nel corso di questi ultimi mesi, a partire da Marzo 2013, il Consiglio Provinciale ha infine deciso di verificare sul campo l'effettiva implementazione di tale modello organizzativo, attraverso colloqui diretti con i funzionari del Servizio e la visita in prima persona delle strutture coinvolte. Queste visite hanno permesso di constatare che i risultati conseguiti in termini di capacità di risposta ai bisogni dell'utenza, di fidelizzazione di Cittadini e aziende, sono dati dalla elevata professionalità dei funzionari precari che gestiscono i servizi erogati. Il tutto in un contesto di perdurante crisi occupazionale ed elevati carichi di lavoro.

RITENUTO
altresì, proprio in questo contesto, appropriato e tempestivo il rilancio di un modello di servizio pubblico, conforme a quanto stabilito nella Deliberazione nr 16 del 13 Febbraio 2012, che a livello locale esprima la precisa volontà di coniugarne imparzialità ed efficienza, puntando sulla vicinanza al cittadino e all'impresa, avendo come obiettivo fondamentale e determinante, per il mantenimento degli standard di qualità del servizio, quello di garantire la valorizzazione delle competenze e dell'elevata professionalità che caratterizzano i 43 funzionari a tempo determinato di cui si avvalgono i servizi per l'impiego della Provincia di Pistoia, anche in caso di acquisizione delle competenze in materia di servizi al lavoro da parte della Regione 0d altro Ente.
VALUTATO
pertanto opportuno, proprio a seguito del lavoro di verifica compiuto e per tutte le considerazioni sopra esposte, proporre alla Regione Toscana una rinnovata attenzione agli importanti risultati conseguiti nonché alla situazione di profonda incertezza che rischia di disperdere un così importante bagaglio di esperienze lavorative;
TUTTO CIO' PREMESSO IL CONSIGLIO PROVINCIALE
IMPEGNA LA GIUNTA
  • ad attivarsi in primo luogo con la Regione Toscana, valorizzando e salvaguardando il nuovo modello organizzativo dei servizi per l'impiego della Provincia di Pistoia in considerazione dell’innegabile contesto di profonda incertezza ed insicurezza circa il futuro di questi servizi e conseguentemente dei relativi lavoratori, correlato alle prospettive sempre più dense di incognite dell’Ente Provincia;
  • ad attivarsi con la Regione Toscana affinché valorizzi e salvaguardi il lavoro qui svolto in quest'ambito di importanza strategica, per verificare, in tempi rapidi, tutte le opportunità ed i possibili percorsi da intraprendere per la salvaguardia della collocazione lavorativa dei 43 lavoratori precari che da tempo si occupano in maniera seria, competente e professionale dei Centri per l'Impiego della Provincia di Pistoia;
  • ad inviare il presente documento alla Giunta e al Consiglio Regionale;
  • ad inviare il presente documento ai Parlamentari eletti nel nostro territorio.

La III Commissione Provinciale

Centri per l'impiego in sciopero "Siamo in pochi, troppo stress"

Anche chi cerca di dare il lavoro a chi non ce l'ha può incrociare le braccia: «L'inasprimento della crisi e delle difficoltà del Piemonte hanno rese ancora più difficile il lavoro dei dipendenti dei centri per l'impiego» spiega Gian Piero Porcheddu, segretario regionale della funzione pubblica Cisl. Lo sciopero di quattro ore è stato indetto da Cgil, Cisl e Uil e ha coinvolto tutti i tredici centri della provincia di Torino dove tra le 8 e le 12 si sono registrati rallentamenti negli uffici: «Abbiamo avuto un'adesione attorno al 50% – continua Porcheddu – Contando la necessità di mantenere i servizi minimi è un ottimo risultato». Il cuore della manifestazioni è stato il Cpi di via Bologna, dove i lavoratori hanno organizzato anche un mini corteo, prima di essere ricevuti dai dirigenti. La protesta è partita dopo diversi tentativi di conciliazione con l'amministrazione e si è concentrata in particolare sul problema degli organici dei centri: «Il motivo principale della nostra protesta è la mancanza di personale – hanno argomentato i manifestanti – È da almeno un paio d'anni che ci troviamo oberati di lavoro: da un lato sono aumentati gli utenti a causa della crisi e dall'altra tra pensionamenti e mancate assunzioni ci siamo trovati in una situazione ingestibile». I tempi di attesa agli sportelli si sono allungati, scatenando il malumore dei cittadini che spesso se la sono presa con gli impiegati: «I Cpi stanno esplodendo. Non siamo più in grado di dare un servizio di qualità – lamentano – Da un lato la politica parla di farli diventare i luoghi d'incontro tra lavoratori e imprese, ma dall'altra non investe nemmeno per garantire i servizi minimi». Alla questione organico si è aggiunta anche l'incertezza legata allo smantellamento delle province che ha reso ancora più difficile la trattativa sindacale: «Noi abbiamo presentato le nostre proposte in Provincia, ma non c'è nessuna certezza su come saranno distribuite le competenze – dice Porcheddu – Va fatta una scelta di campo per capire chi si occuperà dei centri in futuro. La nostra speranza è che con la nuova giunta regionale ci siano più certezze e una valorizzazione del ruolo dei Cpi». Le rsu hanno, infatti, manifestato preoccupazione per l'azione degli studenti e dei precari KnoWork che nella notte del Primo Maggio hanno sigillato l'ingresso del Centro di Via Castelgomberto: «Pur comprendendo le ragioni della protesta non si può condividere l'identificazione del nostro lavoro come simbolo della precarietà».

Il lavoro decide il futuro. Parla Federica Benedetti, Centro per l'impiego Abruzzo



"E' la prima volta che sono delegata ad un congresso della Cgil ma è soprattutto dieci anni che sono precaria nel pubblico impiego e per questo motivo parlerò da lavoratrice e non da sindacalista". Ha esordito così nel suo intervento al congresso Cgil Federica Benedetti, lavoratrice precaria del Centro per l'impiego dell'Aquila.
"Stiamo vivendo una crisi devastante alla quale si risponde solo con tagli e nel caso del pubblico impiego con le 'riforme' che spesso servono solo per limitare i danni delle precedenti - ha proseguito la lavoratrice - Io stessa sono figlia di una riforma, la legge Biagi, che mi fa stare da 10 anni in una condizione di precariato. E oggi, da questo Governo, mi sento dire che chi è stato precario per 3 anni negli ultimi 5 può essere gradualmente stabilizzato: tutti tranne noi precari delle province". 
"Noi infatti siamo precari nell'ente sbagliato - ha concluso Benedetti - Chiedo alla Cgil che si assuma una posizione chiara e precisa. Noi non abbiamo il sostegno dell'opinione pubblica dalla quale siamo additati come fannulloni; e invece molto spesso siamo mal pagati e demansionati. Io provengo dall'Aquila e posso dire che la mattina del 7 aprile in piena emergenza terremoto il pubblico impiego era già al lavoro per erogare i servizi ai cittadini. Il prossimo 31 dicembre l'80 per cento dei precari sarà lasciato a casa: lo slogan del Congresso è  molto bello ma io aggiungerei una parola: 'il lavoro sicuro decide il futuro'". 

Precari province. Approvato dal Senato l'ordine del giorno per la stabilizzazione

Ordine del Giorno n. G/1464/17/11 al DDL n. 1464   G/1464/17/11 PEZZOPANE, CALEO

Il Senato, premesso che:
  • l'articolo 1 contiene disposizioni tese a facilitare il ricorso ai contratti a tempo determinato (cosiddetto lavoro a termine);  a tale fine, viene previsto l'innalzamento da 12 a 36 mesi della durata del rapporto a tempo determinato, senza indicazione della causale per la sua stipulazione e con possibilità di rinnovarlo fino a cinque volte;
  •  sono numerose le storie di lavoratrici e lavoratori che, specie nel settore pubblico, sono stati impiegati con contratti a tempo determinato prorogati ben oltre i 36 mesi, senza essere stabilizzati;  in particolare, l'Italia ha necessità di procedere al rafforzamento dei Servizi per il Lavoro come è stato recentemente sottolineato da uno studio dell'lSFOL «Lo stato dei Servizi pubblici per l'impiego in Europa: tendenze, conferme e sorprese» del marzo 2014;  dallo studio svolto si comprende che l'Italia ha bisogno che il sistema sia potenziato aumentando il numero degli operatori, adeguando qualità e quantità dei servizi offerti (http:/ /www.isfol.it/primopiano/studio-isfol-sul-sistema-italianodei-servizi-per-limpiego );
  • in considerazione delle risposte da dare ai disoccupati in tema di nuove politiche attive e passive del lavoro nonché del fatto che i Servizi pubblici per l'impiego sono posti al centro del Programma Garanzia Giovani, è necessario che le esperienze e la professionalità maturata dai lavoratori a tempo determinato dei Servizi pubblici per il lavoro e la formazione non possono essere disperse e che occorra procedere alla loro assunzione a tempo indeterminato;
  • le recenti disposizioni riguardanti il blocco del turnover per le province hanno impedito tali assunzioni a tempo indeterminato (come previsto, tra l'altro, dalla legge n. 125 del 2013) pur in presenza dei requisiti di legge e dopo un inaccettabile precariato che per molti perdura anche da dodici anni;
  • le organizzazioni sindacali hanno chiesto un tavolo di confronto per affrontare il problema anche nell'ambito dei provvedimenti che verranno adottati dal Governo in relazione all'articolo 1, commi 92 e 94 della legge 56/2014 (Del Rio) riguardanti il personale delle province,
impegna il Governo:
  • a impedire la dispersione dell'esperienza e della professionalità del personale impiegato con contratti non a tempo indeterminato presso i Servizi pubblici per il lavoro e la formazione, individuando modalità e risorse per la loro stabilizzazione, a cominciare dalla sollecita attivazione di un tavolo di confronto con le parti sociali e le province, nell'ambito della definizione degli interventi che le riguardano.

Proposte per il Governo riguardanti il personale precario dei Centri per l’Impiego, della Formazione e delle Province nell’ambito della Riforma della PA e del DPCM di cui all’ art.1 c 92 e 94 della L. 56/2014 (Del Rio)

Se vuoi sostenere le richieste del Coordinamento precari lavoro e formazione delle Province copia sotto e  invia a: rivoluzione@governo.it

Cortese attenzione


Presidente Consiglio dei Ministri
dott. Matteo Renzi

Ministro PA
Maria Anna On. Madia



Oggetto: Proposte riguardanti il personale precario dei Centri per l’Impiego, della Formazione e delle Province nell’ambito della Riforma della PA e del DPCM di cui all’ art.1 c 92 e 94 della L. 56/2014 (Del Rio)

 

Il personale precario delle Province, che da anni svolge il proprio lavoro con grande professionalità, impegno e sacrificio, risulta essere una grande ricchezza per le Province in quanto garantisce con efficienza servizi essenziali per cittadini.

Le recenti disposizioni riguardanti il blocco del turnover per le province hanno impedito i processi di stabilizzazione/assunzione a tempo indeterminato (come previsto, tra l'altro, dalla legge n. 125 del 2013) pur in presenza dei requisiti di legge e dopo un inaccettabile precariato che
per molti perdura anche da oltre dieci anni

Le problematiche riguardanti, in particolare, i  servizi per il lavoro e la formazione professionale sono già state accolte dal Governo con l’Ordine del Giorno n. G4.500 in sede di approvazione del DL 31 Agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla L. 30 Ottobre 2013, n.125 e sono oggi all’attenzione del Parlamento con il DDL Delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione.

L’art 1. c. 94 della L.56/2014 prevede che “Al fine di tener conto degli effetti anche finanziari derivanti dal trasferimento dell'esercizio delle funzioni, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 92 possono essere modificati gli obiettivi del patto di stabilità interno e le facoltà di assumere delle province e degli enti subentranti, fermo restando l'obiettivo complessivo. L'attuazione della presente disposizione non deve determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.”

L’art.1 c.92 della L.56/2014 prevede che “Sullo schema di decreto, per quanto attiene alle risorse umane, sono consultate le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”

Recentemente sono stati approvati due ordini del giorno alla Camera dei Deputati (9/2208-A/109) e in Commissione Lavoro al Senato (G/1464/17/11), con il parere favorevole del Governo, che impegnano il Governo, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, a impedire la dispersione
dell'esperienza e della professionalità del personale impiegato con contratti non a tempo indeterminato presso i Servizi pubblici per il lavoro e la formazione, individuando modalità e risorse per la loro stabilizzazione, a cominciare dalla sollecita attivazione di un tavolo di confronto con le parti sociali e le province, nell'ambito della definizione degli interventi che le riguardano.


In relazione alle proposte avanzate nell’ambito dei decreti applicativi della Legge 56/2014 e della Riforma della PA


Si chiede al Governo di adottare i provvedimenti necessari affinché


ai fini del mantenimento della dotazione organica necessaria per la continuità e la erogazione dei servizi,  in relazione alle risorse comunitarie, nazionali e regionali disponibili e ai vincoli finanziari relativi alla spesa per il personale,  vengano estese ai lavoratori non a tempo indeterminato delle province le prerogative di cui all’art. 4 della Legge 125/2013 ed in particolare:

  1. Sblocco turnover e graduatorie di merito. Le province e gli enti subentranti possano procedere all’assunzione dei lavoratori precari mediante lo sblocco del turn over e lo scorrimento delle graduatorie di merito. L’eventuale subentro nelle funzioni alla provincia comporti anche l'acquisizione delle relative graduatorie di merito dei concorsi pubblici a tempo indeterminato secondo un criterio di equivalenza delle funzioni svolte. Le stesse restino vigenti ai sensi dell'art.4 comma 4 del DL 31 Agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla L. 30 Ottobre 2013, n.125.

  1. Stabilizzazione in base alla L. 296/2006. Sia estesa alle province e agli enti subentranti la facoltà, oggi consentita solo a Regioni e Comuni, di cui all’art. 4 c.6 quater del DL 31 Agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla L. 30 Ottobre 2013, n.125 relativa al personale non dirigenziale assunto con contratto di  lavoro  a  tempo determinato, sottoscritto a  conclusione  delle procedure  selettive ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  560, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che abbia maturato almeno tre anni di servizio alle dipendenze dei servizi provinciali negli ultimi cinque anni,  secondo un criterio di equivalenza delle funzioni svolte

  1. Procedure selettive in base alla L. 125/2013. Siano bandite procedure di assunzione a tempo indeterminato rivolte al personale che risulti in possesso dei requisiti di cui al comma 6, primo periodo, dell’art.4  del DL 31 Agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla L. 30 Ottobre 2013, n.125 e non inserito in graduatorie vigenti secondo quanto stabilito al c.4 dell'art.4 del citato Decreto Legge riferite a concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato. Nel conteggio triennale vengano, inoltre, inseriti anche gli eventuali periodi di collaborazione presso lo stesso ente e, in ogni caso, il requisito triennale debba essere posseduto alla data di indizione delle procedure selettive di cui sopra.

  1. Proroga dei contratti a TD. Nelle more delle procedure individuate, le province e gli enti subentranti possano prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato fino al 31/12/2016.

Dl lavoro, Pezzopane(Pd): ok odg stabilizzazione precari Province

Roma, 5 mag. (TMNews) - La commissione Lavoro ha approvato, con il parere favorevole del governo, un ordine del giorno al decreto lavoro che impegna il governo "a non disperdere l'esperienza e la professionalità del personale dei Servizi pubblici per il lavoro e la formazione delle Province, finora impiegato a tempo determinato anche ben oltre i 36 mesi. Si tratta di personale precario che svolge funzioni che in Italia andranno potenziate, anche alla luce del Programma Garanzia Giovanni, per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro". A riferirlo la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, firmataria dell'odg, precisando di essersene occupata "direttamente perché nella Provincia dell'Aquila questi lavoratori svolgono mansioni preziose".
"Le organizzazioni sindacali - prosegue Pezzopane - hanno chiesto un tavolo di confronto per affrontare il problema del personale delle province, dopo la riforma. In questo contesto assumono particolare rilevanza i lavoratori dei Servizi pubblici per l'impiego, strutture che dovranno essere riorganizzate e potenziate, come prevede il Jobs Act. E' per questo che auspichiamo l'assunzione a tempo indeterminato di questo personale con un'ampia esperienza nelle politiche attive del lavoro".
https://it.notizie.yahoo.com/dl-lavoro-pezzopane-pd-ok-odg-stabilizzazione-precari-160510341.html

Lavoro servizi Denigrare per professione i Centri per l’impiego Ichino

Il Professor Pietro Ichino è uno stimatissimo docente di diritto del lavoro, autore di numerose pubblicazioni ed iniziative molto interessanti e rimarchevoli, nonché ispiratore di diverse idee di riforma, molte delle quali fanno, giustamente, anche “breccia” nei vari governi e iniziative legislative.Da qualche tempo, però, il Professore ha assunto il ruolo istituzionale di denigratore principe di tutto quanto possa essere “pubblico”.Molti addebitano all’allora Ministro della funzione pubblica Renato Brunetta la “crociata” contro i “fannulloni”. Ma, non ricordano che l’ispiratore di essa fu proprio Ichino, al quale si deve anche l’idea della costituzione di un’autorità per la valutazione delle “performance”.L’idea è stata tradotta nella fallimentare esperienza della Civit, dalla quale a pochissimi mesi di distanza si dimise proprio l’uomo del centro sinistra che era sostanzialmente stato avviato lì dallo stesso Ichino.A distanza di pochi anni dall’istituzione della Civit essa risulta sostanzialmente smantellata nella sua attività finalizzata a supportare le amministrazioni nella “valutazione” (che, infatti, non a caso è ancora uno dei temi delle tante “riforme rivoluzionarie” della Pa che l’attuale Governo intende produrre) e sostituita e rigenerata nell’Anac, con finalità anticorruzione.
Ma, non è questo il tema. Sul suo personale blog, in questa pagina inserisce un post nel quale, in sintesi, racconta dell’amara esperienza di un dirigente scolastico, che, a quanto racconta, non sarebbe riuscito ad ottenere dal Centro per l’impiego lavoratori da impiegare in attività pubblica utilità. Non si tratta dei lavoratori socialmente utili in convenzione tra PA e Ministero del lavoro, ma di lavoratori in mobilità indennizzata o in Cassa integrazione straordinaria, che possono essere avviati ad attività per non disperdere le proprie competenze lavorative, a servizio delle pubbliche amministrazioni. Il preside di scuola si firma da Mantova.
Ora, non si è minimamente nelle condizioni di poter confutare quanto raccontato. Appare oggettivamente strano che proprio in Lombardia, una delle regioni meglio organizzate nella gestione dei servizi per il lavoro, un Centro per l’impiego non sia in grado di fornire ad una scuola lavoratori percettori o sospesi da avviare ad attività di pubblica utilità.
Non potendo mettere in dubbio la circostanza, appare, tuttavia, opportuno e necessario stigmatizzare che non pare nemmeno corretto, tuttavia, generalizzare l’esperienza di un preside, con un lavoratore di un centro per l’impiego, per trarre la conseguenza che tutte le pubbliche amministrazioni che si rivolgono a tutti i centri per l’impiego trovino i medesimi problemi segnalati con la lettera riportata nel blog del Prof. Ichino.
Non appare corretto, perché non è nemmeno vero. La Provincia di Verona, tramite i propri centri per l’impiego, annualmente avvia verso le amministrazioni pubbliche centinaia di lavoratori per servizi di pubblica utilità. A questo scopo, ha anche stipulato specifiche convenzioni con gli uffici giudiziari, e svolge questa attività ordinariamente con i comuni e gli istituti scolastici del territorio. Come la Provincia di Verona, agiscono in questo modo moltissime altre Province con i loro Cpi.
Prima di emanare la sentenza sull’incapacità dei centri per l’impiego di avviare ai lavori di pubblica utilità i lavoratori in mobilità o in Cigs, forse sarebbe stato meglio che il Prof. Ichino, sempre così attento appunto alla necessità di valutare e verificare con numeri e dati le capacità delle PA e dei dipendenti, acquisisse i dati in merito, per formulare giudizi e valutazioni più ponderate e, soprattutto, aderenti alla realtà, sapendo anche, quanto meno, distinguere tra servizi più o meno efficienti.
Invece, il Prof. Ichino non ha perso l’occasione per rilanciare il suo progetto di “contratto di inserimento”, che altro non è se non ridurre i servizi pubblici per il lavoro in “passa carte” delle agenzie interinali e dei soggetti privati, attraverso un complicato giro per il quale, alla fine, le agenzie non solo acquisiscono la remunerazione dalle aziende per la somministrazione, ma anche risorse pubbliche per un’attività che avrebbero comunque svolto.
Un progetto che ha anche delle prospettive interessanti, ma dimentica che soprattutto le agenzie per il lavoro che svolgono somministrazione non hanno, per giusta e corretta loro impostazione commerciale e di business, alcuna vocazione all’accompagnamento al lavoro e all’intermediazione, poiché la loro funzione principale (e la loro fonte di guadagno) è somministrare nel più breve tempo possibile alle sole aziende loro clienti il personale più adeguato ai loro bisogni. Per questa ragione, i soggetti privati di tale natura gestiscono un mercato del lavoro “chiuso” (quello della loro clientela) e non hanno la possibilità di rivolgere la propria attenzione alle persone in cerca di lavoro che non abbiano una più che evidente ed immediata spendibilità (dunque, profili elevati e contesi nel mercato, senza interventi di supporto).
La continua denigrazione per professione dei Centri per l’impiego fa dimenticare che la Costituzione fonda la Repubblica sul lavoro e prevede una serie di principi a garanzia del lavoro e dei lavoratori. Ciò dovrebbe far comprendere che ai fini dell’attuazione di queste garanzie, è necessaria un’integrazione tra servizi pubblici e privati, non la sola sostituzione dei secondi ai primi, che comporterebbe un’inevitabile segmentazione del servizio rivolta solo a profili elevati e, comunque, un volume di spesa per i servizi (che in Italia, è bene ricordarlo, è pari a 700 milioni annuo, contro i 9 miliardi della Germania) che in ogni caso resterebbe pubblico.
E’ utile qualsiasi contributo di idee al problema dei servizi per il lavoro, utile ad incrementarne la portata. Assai più utile sarebbe prendere atto (basta dare un’occhiata all’ultimo paper Isfol sui servizi per il lavoro in Europa) che non è possibile pretendere che i servizi per l’impiego pubblici italiani possano offrire livelli comparabili a quelli dei Paesi del Nord Europa, disponendo di risorse, personale e strumenti decine e decine di volte inferiori. Ancora più utile, infine, è evitare la denigrazione gratuita, basata su occasionali lettere e circostanze singole fatte assurgere a legge universale.