Dell'Aringa: centri impiego perno del sistema

«Entro metà ottobre avremo definito il piano, già in buona parte abbozzato, e invieremo il documento dettagliato a Bruxelles. Poi aspettiamo l’arrivo dei fondi europei». Il sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa spiega le prossime tappe di definizione del programma di "Garanzia giovani".
Che cosa manca ancora da definire: chi fa che cosa?
Sì, in parte. Puntiamo su una forte collaborazione tra strutture pubbliche, private e del privato sociale, coinvolgendo, oltre ovviamente ai centri per l’impiego che saranno il perno dell’operazione, anche le agenzie per il lavoro private, le scuole, le università, gli enti di formazione e gli altri soggetti del settore. Applicheremo il criterio di sussidiarietà, ma il sistema deve restare pubblico e universale, nella definizione degli obiettivi ovviamente come pure nella prima fase di accoglienza dei giovani. Un po’ come avviene per la sanità: un cittadino può farsi operare anche in un ospedale privato, prima però deve essere stato visitato dal suo medico di base (pubblico), che ha la responsabilità di decidere se il caso è più o meno grave, che accertamenti servono e quali no, ecc. Poi una volta fatta l’accoglienza del ragazzo in un centro pubblico, la risposta ai suoi bisogni può essere data con un voucher da spendere in una struttura di formazione privata o tramite un’agenzia che gli procura un’occasione di lavoro.

Quale sarà il bacino di giovani a cui vi riferirete?
Quello previsto di norma dall’Europa sono i giovani tra 18 e 24 anni, ma è probabile che si allarghi la platea fino ai 29 anni per includervi almeno i laureati e i ragazzi ancora minorenni ma usciti dal ciclo di studi.

Parliamo di milioni di persone... I Neet che non lavorano né studiano né sono in formazione fra i 15 e i 24 anni sono 1,2 milioni, 2,2 milioni se si considerano le persone fino ai 29 anni d’età...
Sì. E infatti stiamo ancora verificando se procedere per flussi (tutti quelli si diplomano e si laureano nell’anno, ad esempio) o agire sui "bacini" come ad esempio quello dei Neet o ancora partire "invitando" un target più ristretto, come chi si trova in maggiore difficoltà.

Ma le strutture pubbliche saranno davvero in grado di accogliere, orientare e dare una risposta a tutti i giovani come prevede la Youth guarantee? Non sarebbe necessaria una riforma dei Cpi e un piano di assunzioni?
Le preoccupazioni ci sono eccome, in particolare per molte strutture del Mezzogiorno. Assunzioni sarebbero necessarie, perché il confronto con gli altri partner europei nel rapporto addetti/utenti evidenzia una forte insufficienza di personale, ma sono possibili solo per quanto riguarda figure professionali addette ai servizi e non, diciamo, di struttura. Ho fiducia, comunque, che la risposta sarà positiva.


Maxi-taglio ai servizi per l’impiego. A rischio anche i posti di lavoro

Fondi europei ridotti del 70%: i sindaci studiano la riorganizzazione con una serie di attività ridotte. Si fa sempre più complicata la posizione di otto dipendenti con contratto a tempo determinato.
di Francesco Turchi 
EMPOLI. Un taglio netto, destinato a rivoluzionare (e ridimensionare) i servizi per l’impiego nell’Empolese Valdelsa. I sindaci stanno cercando di correre ai ripari ma, numeri alla mano, diventa difficile pensare che stavolta alla diminuzione drastica di risorse non faccia seguito una sforbiciata ai servizi. La Regione ha infatti redistribuito tra gli enti i soldi del Fondo sociale europeo destinati al funzionamento dei servizi per l’impiego. E all’Unione sono andati circa 350mila euro da impiegare per il funzionamento di tutta la “macchina” fino a giugno 2015, quando finora il “tesoretto” era di 700mila euro all’anno. Tutto questo per mandare avanti i Centri per l’impiego di Empoli e Castelfiorentino, il servizio territoriale di Fucecchio e gli sportelli di prima accoglienza dislocati nei vari comuni dell’Empolese Valdelsa (Cerreto Guidi, Certaldo, Gambassi Terme, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Montaione e Vinci), oltre alle altre attività, a cominciare dall’Osservatorio sul mondo del lavoro e agli appalti Trio per la formazione on line gratuita con aule situate a Empoli e Castello.
Una struttura che si è consolidata a partire dal 2007, quando l’allora Circondario prese in carico una serie di servizi (a cominciare da preselezione, incontro domanda-offerta, colloqui, tirocini ecc.), decidendo invece di affidare altre attività, come l’orientamento e l’Osservatorio a soggetti privati, attraverso appalti che ora stanno andando a scadenza.
A distanza di sei anni il quadro economico è completamente cambiato. E proprio mentre la richiesta di questo tipo di servizi è cresciuta in maniera esponenziale complice la crisi, la “coperta” per i sindaci si fa decisamente più corta.
Ma non solo. In questo contesto decisamente delicato si inserisce anche la vicenda di otto lavoratori (su un totale di una trentina di unità), che rischiano di perdere il posto: il loro contratto a tempo determinato scadrà a dicembre 2013 e non potranno beneficiare di proroghe visto che hanno già avuto rinnovi per un massimo di trentasei mesi (nel frattempo è stato fatto un bando – al quale non hanno potuto partecipare perché già in servizio – con la graduatoria che potrebbe essere utilizzata per nuove assunzioni). Lavorano per la Provincia di Firenze, con un contratto stipulato con il Circondario, che successivamente è stato rilevato dall’Unione dei Comuni. Che ora si trova a dover gestire una situazione decisamente spinosa sotto vari punti di vista.
La “patata bollente” sta per arrivare sul tavolo della giunta dell’Unione dei Comuni, con il delegato Giovanni Occhipinti che insieme ai suoi colleghi dovrà cercare di mantenere in piedi il servizio riducendo il più possibile l’impatto dei tagli sulla qualità del servizio.
Inevitabilmente si passerà da una riduzione dell’orario di apertura degli uffici, anche se c’è da decidere quali e in che modo: in cima alla lista potrebbero esserci gli sportelli di prima accoglienza.
Ma questo tipo di operazione è destinato a portare un risparmio di poche migliaia di euro. Serviranno dunque provvedimenti più drastici e in quest’ottica potrebbero dunque essere riviste le modalità di assegnazione degli appalti, con una serie di servizi che potrebbero essere cancellati (a cominciare dall’Osservatorio sul mercato del lavoro) o tornare ad essere gestiti direttamente dalla struttura pubblica. In quest’ottica l’Unione ha avviato un’analisi approfondita dei dati sulle attività negli anni, per capire dove e se ci sono margini di intervento: alcuni servizi potrebbero comunque essere garantiti da altre realtà presenti sul territorio.

ASSEMBLEA REGIONALE DELLA FP/CGIL

sui  CENTRI PER L’IMPIEGO 
(problemi, prospettive e in particolare la questione dei lavoratori precari...)
MARTEDI 17 SETTEMBRE ORE 15 
 CIRCOLO SMS RIFREDI   Via V. Emanuele 303 (Firenze)
All’assemblea parteciperà il Segretario Nazionale FP/CGIL Federico Bozzanca Responsabile Nazionale Autonomie Locali



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Incontri politici con: Paolo Tognocchi

Il Coordinamento incontrerà il consigliere regionale Paolo Tognocchi
 martedì 10 Settembre alle ore 9.30 a Firenze in via Cavour 4

Risoluzione in commissione 7-00067 presentato da SIMONI Elisa

Mercoledì 17 luglio 2013, seduta n. 55
La XI Commissione, premesso che: 
l'articolo 4, commi 48-50, della legge n. 92 del 2012 (riforma del mercato del lavoro) modifica la delega già conferita al Governo in materia di servizi per l'impiego prevista dalla legge n. 247 del 2007, differendone il termine, estendendone l'ambito alle politiche attive, prevedendo l'intesa con la Conferenza Stato-Regioni per l'adozione dei decreti legislativi e individuando ulteriori principi e criteri direttivi; nello specifico, i principi e i criteri direttivi a cui il Governo deve attenersi per l'esercizio di tale delega riguardano essenzialmente: il potenziamento dei sistemi informativi e di monitoraggio per una gestione più agevole del mercato del lavoro; la valorizzazione dell'interazione tra collocamento pubblico e privato, tenendo conto della centralità dei servizi per l'impiego al fine di potenziare l'incontro tra domanda e offerta del lavoro; l'individuazione dei criteri per l'accreditamento e l'autorizzazione dei soggetti operanti, nonché i livelli essenziali delle prestazioni nei servizi pubblici per l'impiego; la revisione e semplificazione delle procedure amministrative; l'incentivazione della ricerca attiva di nuova occupazione; la qualificazione professionale dei giovani che entrano nel mercato del lavoro; in particolare, il comma 49 del sopracitato articolo ha previsto il differimento del termine per l'esercizio della delega a sei mesi dall'entrata in vigore della legge n.92 del 2012, fissandolo al 18 gennaio 2013; ad oggi, però, essendo scaduto il termine previsto per l'esercizio della delega in materia di servizi per l'impiego non è stato ancora chiarito in che modo verranno riorganizzati tali servizi e a chi verranno attribuite le relative competenze; i centri per l'impiego gestiti dalle province sono, infatti, oltre 550 e gestiscono l'erogazione di servizi ai cittadini, relativamente all'informazione, orientamento e inserimento al lavoro, avvalendosi del supporto di migliaia di operatori esperti e qualificati, spesso assunti con contrattazione a termine, e ai quali potrebbero non essere rinnovati i relativi contratti per l'effetto delle misure previste dai provvedimenti sul contenimento della spesa pubblica, generando forti preoccupazioni sul futuro di quanti ogni giorno mettono al servizio degli altri la propria esperienza e professionalità; l'incertezza normativa e i recenti tagli al fondo sperimentale delle Province stanno penalizzando fortemente le amministrazioni locali non solo nell'erogazione dei servizi sopracitati, che per essere efficaci necessitano di investimenti adeguati, ma pregiudicano anche quel ruolo di governance del sistema che risulta essere indispensabile, e richiesto dalle parti sociali e da tutti gli operatori anche privati; nonostante il quadro nazionale di riferimento evidenzi una disomogeneità nell'efficienza dei servizi resi nelle varie regioni e la percentuale di disoccupati che si rivolge ai servizi pubblici e privati sia ancora molto bassa, il ruolo dei centri per l'impiego è fondamentale e di grande rilievo strategico per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, così come dimostrato nei Paesi europei dove si è maggiormente investito in questi servizi; le maggiori criticità sono da attribuire principalmente alla mancanza di uniformità delle prestazioni sull'intero territorio nazionale, generata da una normativa lacunosa e dalla carenza di risorse finanziarie e strumentali che non permettono il raggiungimento di un livello ottimale di servizi; comparando le diverse esperienze europee, infatti, l'Italia risulta tra i Paesi con la più bassa spesa per i servizi pubblici per l'impiego (dati Eurostat) e la minore efficienza nel mercato del lavoro, con un rapporto tra operatori e disoccupati/inoccupati disponibili al lavoro pari a 494, mentre nel Regno Unito il rapporto è pari a 24, in Francia a 46 e in Germania a 48; l'entrata in vigore della nuova normativa sull'ASPI e la necessità che l'intervento di politica passiva sia obbligatoriamente connesso all'erogazione di un intervento di politica attiva (cosiddetta «condizionalità») rende indispensabile un intervento di rafforzamento dei servizi pubblici per il lavoro; inoltre, il prolungamento della vita attiva determinato dalla recente riforma del trattamento pensionistico ha ampliato la platea degli utenti e richiede, a maggior ragione, la presenza di un sistema in grado di offrire servizi di qualità durante tutto l'arco della vita; alla luce delle priorità politiche individuate dall'Esecutivo per fronteggiare l'emergenza occupazionale e della recente raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea sull'istituzione della Youth Guarentee mediante lo stanziamento di fondi destinati a contrastare la disoccupazione giovanile, risulta indispensabile attivare tempestivamente misure che consentano un sistema di centri per l'impiego più efficiente e omogeneo, garantendo gli stessi servizi su tutto il territorio nazionale e il raggiungimento di standard qualitativi ottimali;

impegna il Governo:
-ad intervenire tempestivamente mediante un'adeguata iniziativa normativa al fine di riaprire i termini per l'esercizio della delega in materia di politiche attive e di servizi per l'impiego; 
-a chiarire, con urgenza, in che modo e a chi verranno attribuite le relative competenze, anche alla luce del processo di riorganizzazione delle province e delle indicazioni dell'Unione europea che sollecitano la maggiore integrazione possibile tra i sistemi formativi e il mercato del lavoro; 
-a definire quali iniziative intenda attivare al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e professionali dei dipendenti attualmente impiegati nei centri per l'impiego, anche mediante misure correttive che consentano un'ottimale riorganizzazione e stabilizzazione del personale; 
-ad individuare adeguate risorse economiche, professionali e strumentali che permettano di rafforzare il ruolo strategico dei centri per l'impiego su tutto il territorio nazionale e garantire un adeguato livello di servizi erogati, anche alla luce delle recenti iniziative europee a favore dell'occupazione giovanile; 
-a chiarire, alla luce delle recenti misure varate dal Consiglio dei ministri del 26 giugno relativamente all'attuazione della Youth Guarentee, quale sarà il ruolo della struttura di missione e dell'Agenzia per l'impiego nazionale nel processo di riordino dei servizi per l'impiego, tenuto conto anche della riorganizzazione delle province; 
-a garantire, nel processo di riorganizzazione dei servizi per l'impiego, territorialità, efficienza, reale integrazione degli interventi tra pubblico e privato, semplificazione delle procedure amministrative e uniformità delle prestazioni sull'intero territorio nazionale al fine di rimuovere le attuali discrepanze e criticità riscontrate tra le varie regioni, fissando obiettivi e standard qualitativi comuni; 
-ad attivare un confronto costante con le Regioni e le Amministrazioni locali al fine di predisporre un'azione condivisa e coordinata che permetta una riforma dei servizi per l'impiego più efficiente e conforme agli standard europei. 

(7-00067) «Simoni, Maestri, Cinzia Maria Fontana, Giacobbe».


Coordinamento Regionale Precari in Provincia

Prossimo coordinamento
Venerdì 6 Settembre ore 15:15 saletta sindacale in via dei Ginori 10 Firenze
RINVIATO A VENERDI' 13 SETTEMBRE
si chiede la partecipazione di almeno un rappresentante per Provincia

ESTRATTO CON NORME PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI

DECRETO-LEGGE 27 agosto 2013
Art. 4
(Disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego)

4. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, vigenti alla data di approvazione del presente decreto, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, è prorogata fino al 31 dicembre 2015.
5. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, al fine di individuare quantitivamente, tenuto anche conto dei profili professionali di riferimento, i vincitori e gli idonei collocati in graduatorie concorsuali vigenti per assunzioni a tempo indeterminato, coloro che, in virtù di contratti di lavoro a tempo determinato, hanno maturato i requisiti di anzianità previsti dal comma 6, nonché i lavoratori di cui al comma 8, avvia, entro il 30 settembre 2013, apposito monitoraggio telematico con obbligo, per le pubbliche amministrazioni che intendono avvalersi delle procedure previste dai citati commi 6 e 8, di fornire le informazioni richieste. Al fine di ridurre presso le medesime pubbliche amministrazioni l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorire l’avvio di nuove procedure concorsuali e l’assunzione di coloro che sono collocati in posizione utile in graduatorie vigenti per concorsi a tempo indeterminato, in coerenza con il fabbisogno di personale delle pubbliche amministrazioni e dei principi costituzionali sull’adeguato accesso dall’esterno, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nel rispetto della disciplina prevista dal presente articolo, sono definiti, per il perseguimento delle predette finalità, criteri di razionale distribuzione delle risorse finanziarie connesse con le facoltà assunzionali delle pubbliche amministrazioni.
6. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2015, al fine di favorire una maggiore e più ampia valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato e, al contempo, ridurre il numero dei contratti a termine, le amministrazioni pubbliche possono bandire, nel rispetto del limite finanziario fissato dall’articolo 35, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a garanzia dell’adeguato accesso dall’esterno, nonché dei vincoli assunzionali previsti dalla legislazione vigente e, per le amministrazioni interessate, previo espletamento della procedura di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, procedure concorsuali, per titoli ed esami, per assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale riservate esclusivamente a coloro che sono in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, commi 519 e 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e all'articolo 3, comma 90, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonchè a favore di coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto hanno maturato, negli ultimi cinque anni, almeno tre anni di servizio con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato alle dipendenze dell'amministrazione che emana il bando, con esclusione, in ogni caso, dei servizi prestati presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici. Le procedure selettive di cui al presente comma possono essere avviate a valere sulle risorse assunzionali relative agli anni 2013, 2014 e 2015, anche complessivamente considerate, in misura non superiore al 50 per cento e, in alternativa, a quelle di cui all’articolo 35, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Le graduatorie definite in esito alle medesime procedure sono utilizzabili per assunzioni nel triennio 2013-2015 a valere sulle predette risorse. Resta ferma per il comparto scuola la disciplina specifica di settore.
7. Per meglio realizzare le finalità del comma 6 possono essere adottati bandi per assunzioni a tempo indeterminato con contratti di lavoro a tempo parziale, tenuto conto dell’effettivo fabbisogno di personale e delle risorse finanziarie dedicate.
8. Le amministrazioni pubbliche che nella programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui all’articolo 39, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, relativa al periodo 2013-2015, prevedono di effettuare procedure concorsuali ai sensi dell’articolo 35, comma 3-bis, lettera a) del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 o ai sensi del comma 6 del presente articolo, possono prorogare, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente in materia, i contratti di lavoro a tempo determinato dei soggetti che hanno maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, almeno tre anni di servizio alle proprie dipendenze. La proroga può essere disposta, in relazione al proprio effettivo fabbisogno, alle risorse finanziarie disponibili ed in coerenza con i requisiti relativi alle tipologie di professionalità da assumere a tempo indeterminato, indicati nella programmazione triennale di cui al precedente periodo, fino al completamento delle procedure concorsuali e comunque non oltre il 31 dicembre 2015.
9. Le regioni, le province autonome e gli enti locali, tenuto conto del loro fabbisogno, attuano i commi 6, 7 e 8 nel rispetto dei principi e dei vincoli ivi previsti e dei criteri definiti con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 5. 

Interventi del coordinamento precari alla Festa Democratica di Firenze

Ne discutono Gianfranco Simoncini, Elisa Simoni, Stefano Prosperi e Stefano Righeschi. 
Il coordinamento dei precari è stato contattato dalla Rsu della Provincia di Firenze per fare un intervento. Hanno introdotto il dibattito Stefano Righeschi e Stefano Prosperi del Pd, poi sono intervenuti Giuseppe Trinchera, Romina Piccardi e Paolo Carbonaro, che hanno portato le questioni del coordinamento dei precari mettendo in evidenza la grande frammentarietà contrattuale e di strutturazione dei servizi che si ha in Regione Toscana e soprattutto il fatto che mentre per i centri impiego sembrano mancare soldi, sono stati rifinanzianti per un anno 250 precari di Isfol e sono stati pubblicati vari bandi su Italia Lavoro.
Gianfranco Simoncini risponde parlando del progetto dell'agenzia nazionale con articolazione regionale. Ha detto che ci sono state grosse opposizioni all'idea di portare dentro questa agenzia l'Isfol. Ha anche detto che dopo aver messo 7 milioni di euro per il personale la Regione sta cercando i soldi per carte Ila e voucher per il 2014. Ha parlato anche della nuova Agenzia nazionale per la coesione territoriale, che ha il compito di dare supporto alle amministrazioni pubbliche nella gestione dei programmi europei e nazionali ecc..., auspicando una interazione e un coordinamento tra questa e la futura Agenzia nazionale per il lavoro.
Infine ha fatto riferimento alla struttura di missione che si è insediata il 30 luglio scorso presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Questo organismo si dovrebbe occupare di individuare e diffondere le migliori pratiche al fine di facilitare incontro domanda offerta di lavoro e di preparare proposte per la riorganizzazione dei servizi all'impiego. Dunque dobbiamo aspettare anche le proposte o le direttive che arriveranno da questa iniziativa del Ministero.
Elisa Simoni ha presentato una mozione in Commissione Lavoro alla Camera, firmata anche da Damiano, (ex Ministro del lavoro e della Previdenza sociale del secondo governo Prodi ed ora Presidente della Commissione Lavoro della Camera), in cui pone il problema dei servizi al lavoro e dei lavoratori di questi servizi. 

Posti a rischio nei centri per l'impiego... Tagli per il personale a tempo?

I fondi stanziati per il 2014 non sono sufficienti. Lo strano paradosso delle strutture che dovrebbero fornire lavoro
Lucca, 23 luglio 2013 - I centri per l’Impiego su tutto il territorio provinciale sono a rischio: i fondi stanziati per il 2014 non sono sufficienti a mantenere gli attuali livelli e si potrebbe verificare un drastico ridimensionamento degli impiegati a contratto a tempo, mettendo in seria difficoltà l’attività. La Provincia di Lucca, attraverso l’assessore Mario Regoli, si è già mossa alla ricerca, non semplice, della soluzione del problema che interessa comunque tutta l’Italia.
«La Regione ci ha comunicato ufficialmente che le Province dovranno provvedere agli affidamenti per la gestione dei Centri per l’impiego – spiega l’assessore alle Politiche attive del Lavoro -, visto che non saranno più sciolte a fine anno, ma i fondi europei saranno disponibili solo nel 2015 e al momento non sono previste somme di anticipo da parte dello Stato». La Regione, come spiega ancora l’assessore, è riuscita a mettere insieme 7 milioni di euro da destinare a tutti i Centri toscani.
«Uno sforzo notevole – spiega l’assessore Regoli – ma non certo sufficiente a coprire le spese dell’attività. Per come è stata suddivisa la somma tra le varie Province, per quanto riguarda Lucca, non si arriverebbe nemmeno a coprirebbe il 50% delle esigenze. Questo vuol dire che sarebbero a rischio gli operatori che fanno parte dei servizi appaltati all’esterno, perché non saremmo in grado di rinnovare i contratti in essere».
Nei Centri per l’impiego di Lucca, Garfagnana e Viareggio, ci sono 55 operatori esterni che operano con contratti di collaborazione o a tempo, e con le risorse che ci sono state assegnate non si riuscirebbe quindi nemmeno a garantire fondi per la metà di questi. Infatti per il mantenimento delle attuali attività servirebbero 2 milioni di euro, la Provincia ha cercato nel proprio bilancio altre disponibilità da spostare a questo scopo e ha raggiunto un massimo, compresi i fondi regionali, di 1 milione e 300 mila euro, appena sufficienti a salvare il 70% della funzionalità delle strutture che aiuta i cittadini nella ricerca del lavoro.
«Non ci siamo arresi – aggiunge l’assessore alle Politiche del lavoro - abbiamo chiesto alla Regione la possibilità di utilizzare altri fondi, previsti per alcuni progetti, per poterli stornare sui Centri per l’Impiego. Ridurre drasticamente il servizio, proprio in un momento in cui i Centri per l’impiego sono in prima linea e vedono crescere ogni giorno le richieste, sarebbe assurdo».
Nei primi tre mesi di quest’anno, i Centri per l’impiego provinciali hanno registrato un’impennata delle richieste, con 4 mila nuovi disoccupati iscritti. «La Provincia si sta muovendo in tutte le direzioni – conclude Mario Regoli - per riuscire a risolvere il problema, abbiamo un paio di mesi prima di dover fare il bando per l’affidamento e il tempo stringe, ma noi stiamo cercando i fondi per riuscire a mantenere al massimo livello un servizio che consideriamo importante in un momento di grande difficoltà del mercato del lavoro».
Barbara Di Cesare

RIORGANIZZAZIONE DEI CENTRI PER L’IMPIEGO, SIMONI: “NECESSARIO INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE"


"Riaprire i termini per l’esercizio della delega in materia di politiche attive e di servizi per l’impiego"
“Alla luce delle priorità politiche individuate dall’Esecutivo per fronteggiare l’emergenza occupazionale e della recente raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea sull’istituzione della Youth Guarentee mediante lo stanziamento di fondi destinati a contrastare la disoccupazione giovanile, risulta indispensabile attivare tempestivamente misure che consentano un sistema di centri per l’impiego più efficiente e omogeneo, garantendo gli stessi servizi su tutto il territorio nazionale e il raggiungimento di standard qualitativi ottimali. 
Proprio per sottolineare la necessità di un intervento urgente, ho presentato una risoluzione in Commissione Lavoro per sollecitare il Governo a chiarire in che modo e a chi verranno attribuite le competenze dei Centri per l’Impiego, sia alla luce del processo diriorganizzazione delle Province sia delle indicazioni dell’Unione europea per una maggiore integrazione tra i sistemi formativi e il mercato del lavoro. 
Purtroppo il nostro Paese risulta essere tra quelli con la più bassa spesa per i servizi pubblici per l’impiego, con un rapporto tra operatori e disoccupati/inoccupati disponibili al lavoro pari a 494, mentre nel Regno Unito il rapporto è pari a 24, in Francia a 46 e in Germania a 48. 
I servizi pubblici per l’impiego si avvalgono quotidianamente del supporto di migliaia di operatori esperti e qualificati, spesso assunti con contrattazione a termine, e ai quali potrebbero non essere rinnovati i relativi contratti per l’effetto delle misure previste dai provvedimenti sul contenimento della spesa pubblica. Per questo motivo, la loro riorganizzazione deve garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali anche mediante misure correttive che consentano di non disperdere questo patrimonio di professionalità. 
A tal fine è indispensabile che siano individuate al più presto risorse economiche, professionali e strumentali che permettano di rafforzare il ruolo strategico dei Centri per l’Impiego su tutto il territorio nazionale, rimuovendo le attuali discrepanze e criticità riscontrate tra le varie Regioni mediante obiettivi e standard comuni”. – afferma Simoni. >>

http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=150037

APPELLO PARTECIPAZIONE CONSULTAZIONE PUBBLICA RIFORME COSTITUZIONALI

Cari colleghi,
con l’approvazione del Governo del DDL Costituzionale di abolizione delle Province si apre per noi una nuova fase nel confronto, sempre più serrato, sulle riforme possibili dell’ente.
Non è nell’intenzione dell’Upi, infatti lasciare trascorrere i mesi che abbiamo davanti senza proseguire nella nostra azione forte, seria e concreta a sostegno delle nostre ragioni, e a questo scopo sentiamo il dovere di seguire ogni possibile iniziativa.
Continuerà, quindi il lavoro dell’Upi sulla politica nazionale, sui Parlamentari, sui portatori di interesse, supportando come abbiamo sempre fatto le nostre proposte e le nostre richieste con dossier e studi.
E’ però indispensabile proseguire la mobilitazione per ristabilire la verità dei fatti, in tutti i modi possibili.
A questo scopo, vi segnalo che si è aperta l’8 luglio e andrà avanti fino all’8 ottobre prossimo la consultazione pubblica voluta dal Governo sulle riforme costituzionali.
Ovviamente tra le domande vi è quella relativa alla abolizione delle Province.
E’ evidente che i risultati del questionario saranno utilizzati in maniera strumentale per affermare il principio che le riforme, e l’abolizione delle Province, sono volute dai cittadini.
Lo dimostra anche la grande chiarezza e nettezza con cui la domanda sulle Province è posta, facilmente comprensibile a chiunque, rispetto alle fumose circonlocuzioni utilizzate per conoscere il parere degli stessi cittadini sulle Regioni.
E’ quindi importante riuscire a provare a controbattere a questa ennesima deriva demagogica, compilando i due questionari e indicando la contrarietà all’abolizione delle Province.
Per riuscire a costruire una vera massa critica di risposte che quantomeno argini l’ondata, è indispensabile non solo intervenire personalmente, quanto soprattutto a sensibilizzare le vostre giunte, i consiglieri provinciali, i dipendenti delle Province, i comitati dei cittadini a favore delle Province, le organizzazioni sociali che si sono espresse a favore del mantenimento delle Province.
Vi prego pertanto di volere sostenere la partecipazione al sondaggio e di volere sensibilizzare con gli strumenti che riterrete più opportuni tutti gli organi politici delle province (giunte, consigli), i dipendenti della vostra Provincia, invitandoli a loro volta a coinvolgere quante più persone possibili in favore delle Province.
Mi permetto di allegarvi un manifestino che potete utilizzare a questo scopo .
Sono certo che vorrete sostenere questa iniziativa, che ritengo essenziale anche per dimostrare ai dipendenti delle Province la nostra volontà a non cedere alla deriva demagogica e a proseguire a difesa delle istituzioni.
Un caro ringraziamento
Antonio Saitta
CONTRO L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE
FAI SENTIRE LA TUA VOCE
Intervieni alla Consultazione Pubblica sulle riforme costituzionali compilando il questionario predisposto dal governo alla pagina
Troverai la domanda: Abolire le Province?
E ti si chiederà di scegliere tra le seguenti risposte:
7. La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Ritieni sia opportuno:
  1. mantenere l’attuale struttura;
  2. semplificare l’attuale struttura accorpando gli enti territoriali e riorganizzandone le funzioni;
  3. semplificare l’attuale struttura abolendo le Province;

DECIDI QUALE RITIENI LA PIU’ IDONEA A CONTRASTARE L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE.
CLICCA sulla prima o sulla seconda

MA NON PERMETTERE CHE PREVALGA LA TERZA RISPOSTA PER ORIENTARE LE SCELTE DEL GOVERNO E DEL PARLAMENTO

Incontri politici con: l' Ass. Gianfranco Simoncini

Confermato l'incontro del coordinamento precari con l'Assessore per la data

del 12 Luglio p.v. alle ore 15 negli uffici dell'Assessorato

CGIL TOSCANA: CENTRI PER L'IMPIEGO, SUPERARE L'EMERGENZA INVESTIRE SUL SERVIZIO

Si è svolto ieri presso l'Assessorato al Lavoro della regione Toscana, alla presenza dell'Assessore Simoncini, l'incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali per fare il punto sulla situazione dei Centri per l'Impiego in Toscana alla luce dei propositi di riordino in ambito nazionale, il superamento delle province, l'incertezza dei tempi sull'uso delle risorse del prossimo ciclo FSE.
Prima il Ministro Fornero, poi il Ministro Giovannini, hanno più volte avanzato idee generali di riforma dei centri per superarne i limiti, rilanciandone la funzione originale di motore delle politiche attive in grado, specie in un momento di grave crisi come l'attuale, di fornire supporto e orientamento ai disoccupati e alle persone in difficoltà.
Anche il DL 76 della settimana scorsa, parla di gestione sperimentale dei programmi innovativi come la “Garanzia Giovani” “.....in attesa di un riordino sul territorio dei servizi per l'impiego”... senza precisarne il il carattere.
Resta il fatto che solo in Toscana su poco più di 1.200 operatori, ben 640 sono precari con forme contrattuali le più varie; questi lavoratori, giustamente, chiedono certezze per il loro futuro, il sindacato con loro, nella consapevolezza che senza di essi i servizi chiuderebbero.
E' positivo il fatto che per la prima volta il Governo prenda atto e sottolinei, come più volte denunciato dalla CGIL, che il rapporto tra l'Italia e la Germania o la Francia in termini di risorse finanziarie e operatori dedicati è di 1 a 10 e come sia necessario rifinanziare le attività e ridefinirne la missione fuori da logiche puramente burocratiche. Bisogna fare presto e ci vogliono risorse.
Questa stessa sollecitazione è stata fatta propria dalle regioni, ottenendo risposte incomplete o evasive da parte del Governo anche nell'ultimo incontro.
Per quel che riguarda la Toscana, l'assessore Simoncini ci ha informato della volontà della regione Toscana di garantire la continuità del servizio, attraverso l'anticipo di 7 milioni di euro da risorse del FSE già assegnate ad altre attività, posto che le nuove risorse della programmazione comunitaria saranno disponibili non prima della fine del 2014.
Sommando a queste risorse, circa 5 milioni di residui delle province, dovremmo essere in grado , attraverso un bando da emanare rapidamente, di garantire la maggioranza dei servizi.
Come CGIL, FP CGIL e Nidil, presenti all'incontro, è stato espresso apprezzamento, ma anche preoccupazione per l'insufficienza delle risorse, soprattutto se riferite ad obiettivi ambiziosi di rilancio del pubblico nell'attività di orientamento, tutoraggio e sostegno alla ricerca di nuova occupazione, che dovrebbe costituire la missione dei servizi all'impiego.
LAVORO: TOSCANA; SIMONCINI, 7 MLN PER CENTRI IMPIEGO
Per scongiurare il rischio di interruzione dei servizi per il lavoro, l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini proporrà alla giunta regionale di destinare 7 milioni di euro per la gestione dei centri per l'impiego, tramite una delibera di modifica del piano attuativo di dettaglio del Programma operativo del fondo sociale europeo 2007-2013, che consentirà di reperire le risorse, indispensabili in una fase di incertezza sia sul piano istituzionale che finanziario, per il futuro dei servizi per l'impiego gestiti dalle Province. "In una fase particolarmente difficile per l'occupazione - ha sottolineato Simoncini - anticipare le risorse per garantire la continuità dei servizi è essenziale per continuare a dare certezze a tanti lavoratori che stanno subendo pesantemente i contraccolpi della recessione. I centri per l'impiego sono uno snodo indispensabile non solo per l'incrocio fra domanda e offerta di lavoro ma anche per l'informazione, l'orientamento, la gestione delle politiche attive per l'occupazione. In questa situazione siamo ancora senza indicazioni per quanto riguarda la definizione delle competenze, mentre in base alla legge vigente ad oggi, l'unica sicurezza riguarda il venir meno della competenza concorrente ad oggi esercitata dalle Province, entro il 31 dicembre 2013". Alla mancata definizione dal punto di vista istituzionale, si aggiungono i problemi legati al ritardo, a livello Ue, dell'avvio operativo del nuovo periodo dei fondi comunitari, grazie ai quali la Regione ha in parte finanziato fino ad oggi queste attività. "Con questi 7 milioni di euro e le risorse ancora disponibili nei bilanci provinciali si potrannno attivare le procedure di gara che garantiscono la continuità delle attività e dei servizi sino ad oggi erogati".(ANSA).
http://www.tosc.cgil.it/index.php?id_oggetto=37&id_cat=0&id_doc=16110&id_sez_ori=0&template_ori=4&&gtp=1

Incontri Politici con :Consigliere Regionale Marini

Appuntamento con
mercoledì 26 giugno alle ore 15 presso il Consiglio Regionale

Sarebbe importante creare una delegazione rappresentativa delle varie Province.

Incontri in agenda

19 Giugno ore 15,00 c/o camera del Lavoro in Borgo dei Greci (Fi)





Al Segretario Funzione Pubblica Cgil Firenze F. Tanini
Alla Segr.Fp Enti Locali Funzione Pubblica C. Tozzi
Al Segretario della Camera del Lavoro di Firenze M. Fuso
Alla Segr. MDL Camera del Lavoro di Firenze C. Bonora

Con la presente gli operatori dei Servizi per il Lavoro della Provincia di Firenze sono a richiedere un incontro alla Cgil territoriale e Fp in merito ai servizi stessi, oggi in grave affanno, alla gestione e alla ricaduta degli stessi sulla cittadinanza.
Tali problematiche già evidenziate e denunciate nell'ultimo anno durante gli incontri avvenuti sia con le OOSS che con l'Amministrazione Provinciale (l'ultimo incontro tra Presidente Barducci e rsu è di aprile scorso) devono essere affrontate in modo URGENTE.
Ciò vuol dire parlare di organizzazione del lavoro, di organici, di sportelli e delle difficoltà di dare risposte concrete all'utenza, in questa fase di inceretezza sia sul futuro istituzionale sia sulle risorse (in particolare anno 2014).
Vorremmo sottolineare che la situazione in cui versano i servizi della Provincia di Firenze incluso il Circondario V.elsa è grave, poiché alla mancanza di investimenti si aggiunge la progressiva e costante diminuzione del personale qualificato ivi impiegato e la precarizzazione dello stesso (oltre il 50% di contratti a tempo determinato di cui molti in scadenza al 31/12/2013).
Partendo dal Lavoro fatto con la Cgil Funzione Pubblica Regionale e MdL, siamo a richiedere una discussione e una presa di posizione forte sul futuro dei servizi e dei lavoratori sul territorio.
Visto che da più parti negli ultimi mesi, si è rinnovato, con maggior cognizione di causa ma quasi sempre in modo strumentale, il dibattito sui i Servizi per l'Impiego, sulle loro funzioni, sui rapporti con le agenzie private, è necessario ribadire che il futuro dei Servizi per l'impiego non può prescindere dalla salvaguardia dei lavoratori che vi lavorano e che hanno consentito, nonostante i forti disagi, lo svolgimento del servizio con il costante impegno quotidiano.
Vogliamo essere Protagonisti e non solo spettatori in un processo che ci coinvolge direttamente.
Cordiali saluti

Operatori dei CpI

Incontri Politici con :Vittorio Bugli



Fissato incontro il 18 Giugno a Firenze con 
-Ass.Presidenza Regione Toscana-

Incontri in agenda

13 giugno in Cgil regionale conferenza stampa sui 

"Cpi e Precari"



Si è svolta giovedì 13 giugno a Firenze, presso la sede regionale della CGIL, la conferenza stampa per illustrare la grave crisi in cui versano i servizi per l'impiego a livello Provinciale e Regionale.
Erano presenti il segretario Cgil toscana MdL, la segretatia Fp regionale che segue le autonomie locali, segretario di Nidil e una rappresentanza  dei lavoratori precari di Firenze, Circondario empolese V.Elsa e Pistoia.
Presenti anche diverse testate giornalistiche e Tv: TV Toscana, Toscana Media, TG 3, La Repubblica, Il Tirreno e l'Unità.
I giornalisti ci hanno rivolto varie domande sia di natura tecnica (riguardanti principalmente i servizi erogati dai CPI e la quantità di utenti che passano attraverso queste strutture) sia qualitativa (difficoltà di gestione degli utenti da parte degli operatori impegnati vista la continua riduzione delle risorse, scadenza dei contratti dei precari). 
Due colleghi precari sono stati inoltre intervistati dalle TV locali esponendo direttamente la difficile situazione lavorativa e operazionale in cui versano gli operatori e i servizi per l'impiego regionali.

Di seguito i documenti della Cgil Regionale con la richieste avanzate:

Incontri politici con: l'Onorevole Dario Parrini

 Lunedi 10 Giugno ore 16.00 presso la sede del Pd di Empoli incontro del coordinamento Precari in Provincia con l'Onorevole Dario Parrini



Le nostre considerazioni per il Presidente Errani


Gentilissimo Presidente Errani,
Nel punto C del comunicato stampa del primo giugno "il lavoro priorità delle Regioni (Il lavoro rappresenta una priorità nell’agenda della Conferenza delle Regioni) Lei ribadisce l'importanza delle politiche attive, come strumento per far fronte all'attuale gravissima crisi. Si individuano nel rilancio e riassetto dei centri impiego "la chiave di volta"per l'attuazione di queste politiche. 
Come coordinamento precari dei servizi al lavoro e formazione delle province toscane, vorremmo sollecitare l'attenzione sull'attuale e futura capacità dei centri impiego di presidiare le politiche attive. Il riassetto e il rilancio di questi centri, a nostro avviso, non può prescindere dall'affrontare il problema non secondario del personale qualificato, che assolve alle funzioni amministrative e di attuazione delle politiche attive.
Nella sola Regione Toscana (non tra le più arretrate rispetto ai servizi per il lavoro) i precari che assolvono queste funzioni sono più di 500, assunti con le più svariate forme contrattuali dai tempi determinati con le provincie ai tempi indeterminati con società in house passando per P.Iva, co.co.pro e la ricombinazione fantasiosa di queste casistiche.
Difficile pensare a un potenziamento dei centri impiego trascurando il problema della precarietà dei lavoratori che ivi operano, visto che si occupano non di servizi accessori ma delle funzioni assegnate secondo la normativa Regionale e Nazionali ai centri per l'impiego.
Perciò il riassetto dei cpi dovrebbe partire da un'analisi del presente e dal superamento dell'attuale picaresca varietà che contraddistingue i cpi di ogni provincia, che nonostante una legislazione nazionale di riferimento, si sono strutturati come organizzazioni e servizi offerti in modo autonomo e variegato. E' mancato, e ciò ha costituito, nel tempo una delle carenze deleterie per l'attuazione e l'efficacia delle politiche attive, il superamento del carattere estemporaneo, sperimentale, di intervento "a progetto" delle azioni sul lavoro intraprese tramite i cpi. Le politiche attive non sono, per così dire, mai entrate a regime, non sono andate oltre l'orizzonte limitato dei numerosissimi progetti che ogni amministrazione ha promosso.
Il rilancio dei cpi passa, a nostro avviso, da una scelta di fondo che vorremmo fosse esplicitata chiaramente. Si intende mantenere e rafforzare (con il riassetto) il carattere pubblico dei centri impiego o si ritiene che i servizi attualmente svolti debbano essere gestiti dai privati?

Secondo noi la gestione delle politiche attive e in generale delle politiche del lavoro necessita di soggetti pubblici, terzi che operativamente attuano queste politiche, anche in considerazione del fatto che una gestione estremamente parcellizzata per numero di soggetti operanti nel settore, e conseguentemente sotto varie forme contrattuali dei lavoratori, non va in direzione di un risparmio economico di gestione né di efficacia/efficienza del servizio, ma segue altre logiche ed interessi.
Ci auguriamo che queste considerazioni possano costituire dei validi punti di partenza su come affrontare il riassetto organizzativo dei centri per l'impiego e dei servizi alla formazione e il problema del personale precario ivi operante. 
Distinti saluti.

Coordinamento precari dei servizi al lavoro e formazione delle province toscane