CGIL TOSCANA: CENTRI PER L'IMPIEGO, SUPERARE L'EMERGENZA INVESTIRE SUL SERVIZIO

Si è svolto ieri presso l'Assessorato al Lavoro della regione Toscana, alla presenza dell'Assessore Simoncini, l'incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali per fare il punto sulla situazione dei Centri per l'Impiego in Toscana alla luce dei propositi di riordino in ambito nazionale, il superamento delle province, l'incertezza dei tempi sull'uso delle risorse del prossimo ciclo FSE.
Prima il Ministro Fornero, poi il Ministro Giovannini, hanno più volte avanzato idee generali di riforma dei centri per superarne i limiti, rilanciandone la funzione originale di motore delle politiche attive in grado, specie in un momento di grave crisi come l'attuale, di fornire supporto e orientamento ai disoccupati e alle persone in difficoltà.
Anche il DL 76 della settimana scorsa, parla di gestione sperimentale dei programmi innovativi come la “Garanzia Giovani” “.....in attesa di un riordino sul territorio dei servizi per l'impiego”... senza precisarne il il carattere.
Resta il fatto che solo in Toscana su poco più di 1.200 operatori, ben 640 sono precari con forme contrattuali le più varie; questi lavoratori, giustamente, chiedono certezze per il loro futuro, il sindacato con loro, nella consapevolezza che senza di essi i servizi chiuderebbero.
E' positivo il fatto che per la prima volta il Governo prenda atto e sottolinei, come più volte denunciato dalla CGIL, che il rapporto tra l'Italia e la Germania o la Francia in termini di risorse finanziarie e operatori dedicati è di 1 a 10 e come sia necessario rifinanziare le attività e ridefinirne la missione fuori da logiche puramente burocratiche. Bisogna fare presto e ci vogliono risorse.
Questa stessa sollecitazione è stata fatta propria dalle regioni, ottenendo risposte incomplete o evasive da parte del Governo anche nell'ultimo incontro.
Per quel che riguarda la Toscana, l'assessore Simoncini ci ha informato della volontà della regione Toscana di garantire la continuità del servizio, attraverso l'anticipo di 7 milioni di euro da risorse del FSE già assegnate ad altre attività, posto che le nuove risorse della programmazione comunitaria saranno disponibili non prima della fine del 2014.
Sommando a queste risorse, circa 5 milioni di residui delle province, dovremmo essere in grado , attraverso un bando da emanare rapidamente, di garantire la maggioranza dei servizi.
Come CGIL, FP CGIL e Nidil, presenti all'incontro, è stato espresso apprezzamento, ma anche preoccupazione per l'insufficienza delle risorse, soprattutto se riferite ad obiettivi ambiziosi di rilancio del pubblico nell'attività di orientamento, tutoraggio e sostegno alla ricerca di nuova occupazione, che dovrebbe costituire la missione dei servizi all'impiego.
LAVORO: TOSCANA; SIMONCINI, 7 MLN PER CENTRI IMPIEGO
Per scongiurare il rischio di interruzione dei servizi per il lavoro, l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini proporrà alla giunta regionale di destinare 7 milioni di euro per la gestione dei centri per l'impiego, tramite una delibera di modifica del piano attuativo di dettaglio del Programma operativo del fondo sociale europeo 2007-2013, che consentirà di reperire le risorse, indispensabili in una fase di incertezza sia sul piano istituzionale che finanziario, per il futuro dei servizi per l'impiego gestiti dalle Province. "In una fase particolarmente difficile per l'occupazione - ha sottolineato Simoncini - anticipare le risorse per garantire la continuità dei servizi è essenziale per continuare a dare certezze a tanti lavoratori che stanno subendo pesantemente i contraccolpi della recessione. I centri per l'impiego sono uno snodo indispensabile non solo per l'incrocio fra domanda e offerta di lavoro ma anche per l'informazione, l'orientamento, la gestione delle politiche attive per l'occupazione. In questa situazione siamo ancora senza indicazioni per quanto riguarda la definizione delle competenze, mentre in base alla legge vigente ad oggi, l'unica sicurezza riguarda il venir meno della competenza concorrente ad oggi esercitata dalle Province, entro il 31 dicembre 2013". Alla mancata definizione dal punto di vista istituzionale, si aggiungono i problemi legati al ritardo, a livello Ue, dell'avvio operativo del nuovo periodo dei fondi comunitari, grazie ai quali la Regione ha in parte finanziato fino ad oggi queste attività. "Con questi 7 milioni di euro e le risorse ancora disponibili nei bilanci provinciali si potrannno attivare le procedure di gara che garantiscono la continuità delle attività e dei servizi sino ad oggi erogati".(ANSA).
http://www.tosc.cgil.it/index.php?id_oggetto=37&id_cat=0&id_doc=16110&id_sez_ori=0&template_ori=4&&gtp=1

Incontri Politici con :Consigliere Regionale Marini

Appuntamento con
mercoledì 26 giugno alle ore 15 presso il Consiglio Regionale

Sarebbe importante creare una delegazione rappresentativa delle varie Province.

Incontri in agenda

19 Giugno ore 15,00 c/o camera del Lavoro in Borgo dei Greci (Fi)





Al Segretario Funzione Pubblica Cgil Firenze F. Tanini
Alla Segr.Fp Enti Locali Funzione Pubblica C. Tozzi
Al Segretario della Camera del Lavoro di Firenze M. Fuso
Alla Segr. MDL Camera del Lavoro di Firenze C. Bonora

Con la presente gli operatori dei Servizi per il Lavoro della Provincia di Firenze sono a richiedere un incontro alla Cgil territoriale e Fp in merito ai servizi stessi, oggi in grave affanno, alla gestione e alla ricaduta degli stessi sulla cittadinanza.
Tali problematiche già evidenziate e denunciate nell'ultimo anno durante gli incontri avvenuti sia con le OOSS che con l'Amministrazione Provinciale (l'ultimo incontro tra Presidente Barducci e rsu è di aprile scorso) devono essere affrontate in modo URGENTE.
Ciò vuol dire parlare di organizzazione del lavoro, di organici, di sportelli e delle difficoltà di dare risposte concrete all'utenza, in questa fase di inceretezza sia sul futuro istituzionale sia sulle risorse (in particolare anno 2014).
Vorremmo sottolineare che la situazione in cui versano i servizi della Provincia di Firenze incluso il Circondario V.elsa è grave, poiché alla mancanza di investimenti si aggiunge la progressiva e costante diminuzione del personale qualificato ivi impiegato e la precarizzazione dello stesso (oltre il 50% di contratti a tempo determinato di cui molti in scadenza al 31/12/2013).
Partendo dal Lavoro fatto con la Cgil Funzione Pubblica Regionale e MdL, siamo a richiedere una discussione e una presa di posizione forte sul futuro dei servizi e dei lavoratori sul territorio.
Visto che da più parti negli ultimi mesi, si è rinnovato, con maggior cognizione di causa ma quasi sempre in modo strumentale, il dibattito sui i Servizi per l'Impiego, sulle loro funzioni, sui rapporti con le agenzie private, è necessario ribadire che il futuro dei Servizi per l'impiego non può prescindere dalla salvaguardia dei lavoratori che vi lavorano e che hanno consentito, nonostante i forti disagi, lo svolgimento del servizio con il costante impegno quotidiano.
Vogliamo essere Protagonisti e non solo spettatori in un processo che ci coinvolge direttamente.
Cordiali saluti

Operatori dei CpI

Incontri Politici con :Vittorio Bugli



Fissato incontro il 18 Giugno a Firenze con 
-Ass.Presidenza Regione Toscana-

Incontri in agenda

13 giugno in Cgil regionale conferenza stampa sui 

"Cpi e Precari"



Si è svolta giovedì 13 giugno a Firenze, presso la sede regionale della CGIL, la conferenza stampa per illustrare la grave crisi in cui versano i servizi per l'impiego a livello Provinciale e Regionale.
Erano presenti il segretario Cgil toscana MdL, la segretatia Fp regionale che segue le autonomie locali, segretario di Nidil e una rappresentanza  dei lavoratori precari di Firenze, Circondario empolese V.Elsa e Pistoia.
Presenti anche diverse testate giornalistiche e Tv: TV Toscana, Toscana Media, TG 3, La Repubblica, Il Tirreno e l'Unità.
I giornalisti ci hanno rivolto varie domande sia di natura tecnica (riguardanti principalmente i servizi erogati dai CPI e la quantità di utenti che passano attraverso queste strutture) sia qualitativa (difficoltà di gestione degli utenti da parte degli operatori impegnati vista la continua riduzione delle risorse, scadenza dei contratti dei precari). 
Due colleghi precari sono stati inoltre intervistati dalle TV locali esponendo direttamente la difficile situazione lavorativa e operazionale in cui versano gli operatori e i servizi per l'impiego regionali.

Di seguito i documenti della Cgil Regionale con la richieste avanzate:

Incontri politici con: l'Onorevole Dario Parrini

 Lunedi 10 Giugno ore 16.00 presso la sede del Pd di Empoli incontro del coordinamento Precari in Provincia con l'Onorevole Dario Parrini



Le nostre considerazioni per il Presidente Errani


Gentilissimo Presidente Errani,
Nel punto C del comunicato stampa del primo giugno "il lavoro priorità delle Regioni (Il lavoro rappresenta una priorità nell’agenda della Conferenza delle Regioni) Lei ribadisce l'importanza delle politiche attive, come strumento per far fronte all'attuale gravissima crisi. Si individuano nel rilancio e riassetto dei centri impiego "la chiave di volta"per l'attuazione di queste politiche. 
Come coordinamento precari dei servizi al lavoro e formazione delle province toscane, vorremmo sollecitare l'attenzione sull'attuale e futura capacità dei centri impiego di presidiare le politiche attive. Il riassetto e il rilancio di questi centri, a nostro avviso, non può prescindere dall'affrontare il problema non secondario del personale qualificato, che assolve alle funzioni amministrative e di attuazione delle politiche attive.
Nella sola Regione Toscana (non tra le più arretrate rispetto ai servizi per il lavoro) i precari che assolvono queste funzioni sono più di 500, assunti con le più svariate forme contrattuali dai tempi determinati con le provincie ai tempi indeterminati con società in house passando per P.Iva, co.co.pro e la ricombinazione fantasiosa di queste casistiche.
Difficile pensare a un potenziamento dei centri impiego trascurando il problema della precarietà dei lavoratori che ivi operano, visto che si occupano non di servizi accessori ma delle funzioni assegnate secondo la normativa Regionale e Nazionali ai centri per l'impiego.
Perciò il riassetto dei cpi dovrebbe partire da un'analisi del presente e dal superamento dell'attuale picaresca varietà che contraddistingue i cpi di ogni provincia, che nonostante una legislazione nazionale di riferimento, si sono strutturati come organizzazioni e servizi offerti in modo autonomo e variegato. E' mancato, e ciò ha costituito, nel tempo una delle carenze deleterie per l'attuazione e l'efficacia delle politiche attive, il superamento del carattere estemporaneo, sperimentale, di intervento "a progetto" delle azioni sul lavoro intraprese tramite i cpi. Le politiche attive non sono, per così dire, mai entrate a regime, non sono andate oltre l'orizzonte limitato dei numerosissimi progetti che ogni amministrazione ha promosso.
Il rilancio dei cpi passa, a nostro avviso, da una scelta di fondo che vorremmo fosse esplicitata chiaramente. Si intende mantenere e rafforzare (con il riassetto) il carattere pubblico dei centri impiego o si ritiene che i servizi attualmente svolti debbano essere gestiti dai privati?

Secondo noi la gestione delle politiche attive e in generale delle politiche del lavoro necessita di soggetti pubblici, terzi che operativamente attuano queste politiche, anche in considerazione del fatto che una gestione estremamente parcellizzata per numero di soggetti operanti nel settore, e conseguentemente sotto varie forme contrattuali dei lavoratori, non va in direzione di un risparmio economico di gestione né di efficacia/efficienza del servizio, ma segue altre logiche ed interessi.
Ci auguriamo che queste considerazioni possano costituire dei validi punti di partenza su come affrontare il riassetto organizzativo dei centri per l'impiego e dei servizi alla formazione e il problema del personale precario ivi operante. 
Distinti saluti.

Coordinamento precari dei servizi al lavoro e formazione delle province toscane

Lettera inviata a Saitta per segnalare il problema del precariato nei CPi

   
Gent.mo Dott. Saitta,

Le scriviamo in merito alle sue dichiarazioni, riportate dall'Ansa del 22/05/2013, in cui descriveva in modo puntuale la situazione dei Centri per l'Impiego. In aggiunta  alle sue dichiarazioni vorremmo sottolineare che la situazione in cui versano questi servizi è più grave, poiché alla mancanza di investimenti si aggiunge la progressiva e costante diminuzione di personale qualificato ivi impiegato e la precarizzazione dello stesso, dato che nel settore sono presenti un gran numero di precari inquadrati nelle più varie forme contrattuali. Nella sola Provincia di Firenze i precari - il cui contratto scadrà a dicembre 2014 - e per i quali, al momento, non è prevista alcuna forma di prosecuzione,  ammontano alla metà del personale impiegato.
Visto che nelle ultime settimane, si è rinnovato, con maggior cognizione di causa, il dibattito sui Servizi per l'Impiego e sulle loro funzioni, questo non può prescindere dal numero dei lavoratori qualificati che vi lavorano e che consentono lo svolgimento del servizio.
Certi che terrà in considerazione questo nostro contributo, la ringraziamo per l'intervento chiaro e puntuale.

Operatori dei CpI della Provincia di Firenze 

PROVINCE, CENTRI IMPIEGO SONO PRESIDIO DA POTENZIARE

Dossier UPI per il Ministro del Lavoro Giovannini
"La riflessione che si è aperta in queste settimane sul ruolo dei Servizi per il lavoro e in particolare sul rafforzamento dei Centri per l'Impiego è molto importante, ma è altrettanto importante che le decisioni che verranno prese tengano conto di un assunto: ad oggi i Centri per l'impiego pubblici sono presidi di punta dello stato sociale". Lo afferma Antonio Saitta, presidente dell'Unione Province italiane (Upi), che annuncia: "La prossima settimana incontreremo il ministro del Lavoro Enrico Giovannini a cui consegneremo un dossier approfondito sullo stato degli oltre 550 centri per l'impiego gestiti dalle Province e sul loro ruolo nei territori". "Quando si descrivono i Centri per l'impiego quasi fossero agenzie di lavoro con le stesse funzioni di quelle private - chiarisce Saitta - ci si dimentica del valore aggiunto di questi uffici, che hanno compiti anche diversi: oltre all'intermediazione del lavoro, all'orientamento e alla formazione, che svolgono come le private, si occupano di assistere i disoccupati per l'erogazione dei sussidi; si occupano del collocamento dei cittadini con disabilità; svolgono tutti gli adempimenti necessari per le aziende e i lavoratori al momento dell'assunzione. Hanno un fine sociale, non d'impresa, e per questo - sottolinea il presidente Upi - devono essere considerati un presidio dello Stato che non va smantellato, ma anzi, potenziato, favorendo piuttosto la collaborazione sempre più necessaria con le agenzie private".
"La questione semmai - sottolinea il presidente dell'Upi - è che sulle politiche per l'impiego le risorse che lo Stato italiano assicura sono del tutto irrisorie se paragonate a quanto avviene negli altri paesi europei. In Italia in questi anni di crisi sono state destinate ai Centri per l'impiego risorse pari allo 0,02% del Pil nazionale, una cifra che è sei volte inferiore a quanto è stato fatto nello stesso periodo dalla Spagna, e dieci rispetto all'investimento realizzato in Germania". In Italia nei Centri per l'Impiego provinciali - viene ricordato - lavora un operatore ogni 500 disoccupati, mentre nel Regno Unito i job center pubblici prevedono un orientatore ogni 25 disoccupati. Gli operatori dei Cpi dipendenti dalle Province sono solo 6.600. "Sono cifre incomparabili - commenta il leader delle Province - e nonostante questo negli ultimi anni gli italiani che hanno trovato lavoro tramite i Cpi sono il 3.9%, mentre coloro che hanno trovato lavoro tramite le agenzie private sono il 2,4%. Inoltre - conclude - sempre negli ultimi anni, sono stati i Cpi a gestire la presa in carico e il reimpiego di ben 800.000 lavoratori coinvolti dalla crisi e titolari di ammortizzatori in deroga". (ANSA).
22/05/2013 18.33
Redazione di Met
http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=145416

I PRECARI DI SERIE A e……I PRECARI DI SERIE B

Articolo delle precarie del Circondario Empolese Valdelsa
 
 Nessuno si ricorda che esistiamo… eppure abbiamo un contratto da dipendenti a tempo determinato dal 2008 con l’ente pubblico Circondario Empolese Valdelsa!
Siamo in 8 pagati con FSE e scadiamo tutti il 31/12/2013, ma da gennaio l’ente Circondario che ci ha assunto non esiste più; esiste l’Unione dei Comuni, che si prende le funzioni delegate da Provincia e Regione… prende le funzioni e i soldi per gestirle, (per le gestioni associate tra comuni come la Polizia Municipale) almeno fino al 31/12/2013.
Noi che lavoriamo al Centro per l’Impiego e agli uffici Politiche del Lavoro e Formazione svolgiamo compiti provinciali; ci siamo rivolti a RSU per tutelare la nostra situazione ma, essendo rappresentanti provinciali, non possono fare le nostre veci. Abbiamo contattato il Comitato Unico di Garanzia per segnalare alcune “discriminazioni” tra noi e i nostri colleghi pur precari, dipendenti diretti della Provincia, che lavorano fianco a fianco con noi ogni giorno nelle scrivanie vicine: non ci hanno mai pagato (dal 2008) nessun salario accessorio, né indennità di sportello, né produttività; non abbiamo partecipato a nessuna formazione dovuta per legge…
Anche il CUG, che ha accolto il nostro appello, ha trovato difficoltà a rappresentarci perché non siamo dipendenti della Provincia e ha fatto riferimento alla Consigliera di parità (come dire… non abbiamo più santi in paradiso)
Ad oggi il nostro datore di lavoro non esiste, abbiamo una P.O. a tempo determinato, un dirigente ad interim, una giunta di sindaci in scadenza e già al secondo mandato e un’incognita gigante sulle funzioni attribuite all’Unione dei Comuni: lavoro, formazione e quindi gestione FSE.
Chi potrebbe aiutarci a capire se almeno possono approvarci una proroga di un anno e farci scadere tutti insieme nel 2014?
Ci siamo allora rivolti al rappresentante della Funzione Pubblica CGIL, che siede anche ai tavoli di definizione dello Statuto dell’Unione e che, almeno lui, può rappresentarci!
Proprio lui ci fa notare che le colleghe della gestione associata immigrazione che svolgono funzioni proprie dell’Unione dei Comuni sono a casa dal 15/03/2013, non avendo ottenuto la proroga promessa.
Ci conferma che non siamo contemplati nell’impegno di spesa dell’Unione, che non ci sarà possibilità di essere confermati perché lo statuto non prevede né soldi né dipendenti, che la Provincia dice che non esistiamo e che proveremo a strappare una sorta di Convenzione/Accordo di Programma tra Provincia e Unione per farci riconoscere.
Stiamo cercando non solo di farci ascoltare ma proprio di farci vedere… Unione got’s Talent!!!
Abbiamo trovato atti in cui si racconta che le nostre assunzioni sono state effettuate in seguito a: “concertazione tra la provincia di Firenze e il Circondario come indicato nella delibera n. 74 del 18/12/2007; per non parlare della delibera 59 del 13/11/2007 in cui si parla di aver avviato la procedura di stabilizzazione (per i colleghi dipendenti a tempo determinato del Circondario oggi assunti a indeterminato con la provincia) in un’ottica di uguale trattamento tra colleghi che svolgono l’esercizio delle funzioni affidate dalla Provincia, a seguito della delibera del consiglio provinciale n 18/2000.
Aggiungiamo inoltre ciò che si legge nella delibera n,. 4 del 25/01/2001 in cui si rimanda a procedimenti con i quali “[…]l’amministrazione provinciale ha provveduto a incrementare gli affidamenti di funzioni per fronteggiare i quali, nell’impossibilità di reperire personale da trasferire, ha ritenuto di dotare il Circondario delle risorse finanziarie occorrenti per provvedere direttamente al reperimento di personale.”
Questo vorremmo dire a tutti: siamo stati utili all’amministrazione per sopperire alle esigenze dei servizi, siamo stati finora PRE… CARI per svolgere i servizi con criteri di qualità (ci hanno richiesto di avere una qualifica, esperienza documentata, una formazione idonea a ricoprire il ruolo), adesso non serviamo più e tutti fanno finta che questi 6 anni non siano mai esistiti. Lo sappiamo che non abbiamo maturato nessun diritto, vorremmo però essere trattati “male” ma come tutti gli altri!!!                                    

COMUNICATO RSU DALL'ASSEMBLEA SETTORE LAVORO e SERVIZI PER L'IMPIEGO

Al Presidente
All’Assessore al Personale
Al direttore Generale 
Al Dirigente del settore
Firenze 18 marzo 2013

La R.S.U. della provincia di Firenze fa proprio il disagio e la protesta dei lavoratori del settore lavoro da tempo espresso e confermato dall'assemblea dei lavoratori del 20 febbraio 2013 , denunciando la sempre più precaria situazione (lavorativa,organizzativa e logistica) in cui si trovano a operare gli stessi e la conseguenti ripercussioni nell'erogazione di servizi importanti e delicati come quelli gestiti dai Centri per l'Impiego, con inevitabilmente ricadute sulla qualità , indebolendo di fatto l'attività di orientamento e le politiche attive previste dal masterplan regionale sui compiti propri dei Centri per l' Impiego .

Una situazione che ha assunto una dimensione di vera emergenza, della quale pare ( ma ci auguriamo di sbagliare ) che nessuno dei livelli politici e dirigenziali sembra accorgersi.

In tale contesto riteniamo necessaria una riflessione , vista anche l'attuale ridimensionamento dei finanziamenti pubblici , riguardo alla gestione delle risorse del Fondo Sociale Europeo utilizzate in alcuni casi per progetti che di fatto prevedono una integrazione tra i servizi offerti dai CPI e le Agenzie del Lavoro ( vedi progetti APL, MATCH e marketing territoriali ) . Progetti però che a nostro avviso possono aprire anche la strada ad esternalizzazioni di servizi fondamentali, con possibili ripercussioni sui livelli professionali e occupazionali dei dipendenti provinciali.

La attività progettuali sopra citate sono indicate come “costruttive sinergie” tra pubblico e privato in supporto ai servizi che, nel settore lavoro, possono essere spesso necessarie, ma su cui chiediamo un confronto per analizzare l'efficienza e l'efficacia dei risultati ottenuti , le risorse investite, anche per scongiurare l'impressione di essere dei progetti scollegati fra se e con i servizi tesi alla riduzione e allo svuotamento dei Servizi Pubblici per il lavoro e nessuna vera integrazione con gli stessi e gli operatori che ogni giorno sono in rapporto diretto con i cittadini.

Per questo chiediamo un confronto URGENTEMENTE con il Presidente, Assessore la lavoro e Direzione Generale, riservandoci comunque di attuare azioni di confronto e di sensibilizzazione rivolte anche alla cittadinanza sulle problematiche dei lavoratori e dei servizi Pubblici per il lavoro.

La RSU

Centri per l’impiego a rischio smantellamento, la denuncia dei precari

Sara Capolungo per l’Altracittà 

Per lavoro, aiutano precari e disoccupati a trovare un impiego. Ma sono anch’essi precari. Sembra un paradosso, ma è questa la situazione – ormai drammatica – dei centri per l’impiego della provincia fiorentina, stretti tra mancanza di fondi, scelte politiche discutibili e il ‘rischio smantellamento’ di un servizio pubblico.
“Alla fine del 2014, se non verranno prese delle contromisure,- spiegano i precari dei Cpi (http://precariprovincia.blogspot.it/) – 45 lavoratori dell’area fiorentina saranno senza lavoro, insieme ad altri 10 dell’Empolese Valdelsa. In pratica – aggiungono – quasi la metà dei dipendenti della nostra provincia si ritroveranno disoccupati, mettendo anche in seria difficoltà la gestione e il funzionamento dei centri stessi, costringendoli alla chiusura”. Un funzionamento che, a quanto dichiarano gli stessi impiegati, è già da tempo drammatico: “Con le scarse risorse a nostra disposizione, e gli inutili lacci e laccioli amministrativi che dobbiamo rispettare, diventa quasi impossibile aiutare le file di disoccupati, inoccupati e cassaintegrati, che ogni giorno si presentano ai nostri sportelli”.
Tenendo conto degli ultimi dati della Cgil solo sulla cassa integrazione, un impressionante aumento del 180% nel primo bimestre del 2013, non è difficile immaginare la situazione: “Siamo costretti, quotidianamente, a rimandare a casa diverse persone, – spiegano – perché non riusciamo a far fronte alle richieste dei tantissimi utenti che affollano i nostri uffici”.
Per averne un’idea, è sufficiente trovarsi all’apertura di uno dei centri d’impiego, come quello di via Cavour: che sia mattina o pomeriggio, si contano decine di persone in coda. Tanti hanno già i capelli bianchi, altri sono giovani, e sono sia italiani che stranieri, uomini e donne: perché la mancanza del lavoro non conosce età, sesso o cittadinanza. Colpisce tutti. E allora il centro per l’impiego rappresenta l’ultimo approdo, e l’ultima speranza, per uscire da quel tunnel di sfiducia e, spesso, disperazione che la perdita del lavoro porta con sé. “Ci raccontano delle storie familiari difficilissime- aggiungono – In tanti piangono davanti a noi, disperati. C’è chi ha il mutuo, e non sa proprio più come pagarlo, chi si ritrova in casa con la moglie, o il marito, anch’esso disoccupato o cassa integrato. E poi c’è la grande preoccupazione per i figli: farli mangiare, mandarli a scuola e comprare libri e vestiti. Cerchiamo di fare il nostro lavoro al meglio, ma non abbiamo gli strumenti per farlo”. E denunciano: “Per dare alcune informazioni agli utenti siamo costretti a usare le pagine gialle, perché non riusciamo nemmeno ad accedere ai siti internet aziendali, a causa dei filtri introdotti dalla riforma Brunetta. Abbiamo la brutta sensazione- proseguono- che ci sia una sorta di volontà politica volta a squalificare il ruolo pubblico del centro per l’impiego, a favore di strutture private come le agenzie interinali”.
Un esempio concreto? “Il progetto APL (Agenzie Per il Lavoro), che ha come finalità l’incremento occupazionale tramite le agenzie interinali. Il progetto, che ha avuto un finanziamento iniziale di 300 mila euro proveniente dal Fondo Sociale Europeo, prevede una sorta di premio in denaro per le agenzie interinali ad ogni assunzione che riescono a fare. In pratica- aggiungono i dipendenti del Cpi- si finanziano le agenzie per il lavoro che normalmente devono svolgere. Inoltre, una seconda e cospicua fonte di introito per le agenzie, deriva dalla formazione, rivolta ai disoccupati iscritti al progetto”. E si domandano infine i dipendenti: “Per quale motivo non si investe per cercare di migliorare e rendere più efficaci i centri per l’impiego e la formazione, ancora pubblici e gratuiti? Perché le aziende che hanno a disposizione un servizio gratuito di preselezione dovrebbero preferire servizi a pagamento?”. La risposta che si sono dati è perentoriamente dura: “Forse si vuole ridurre, o smantellare, un servizio pubblico a favore del privato”.

Lettera di saluto di un collega che ha deciso di cambiare lavoro e lasciare così i Centri per L'Impiego della Provincia di Firenze


Qualche riga per salutarvi, sapendo fin da adesso di aver dimenticato qualcuno, confesso che nonostante il tempo trascorso ci sono dei volti a cui ancora non so dare un nome.
Auspico che coloro che riceveranno queste righe vorranno estendere il mio saluto anche agli altri.
Quindi, il momento contraddittoriamente voluto, negli ultimi anni, e nel contempo anche temuto è arrivato. Lascio questo lavoro per un altro, lo lascio consapevolmente e senza indecisione alcuna, ma sarebbe stupido dire che sono soddisfatto nel senso pieno del termine; professionalmente mi sento sconfitto e più di uno sono i motivi di rammarico rispetto ai molti anni di pratiche professionali che non hanno raggiunto i fini e gli scopi desiderati e sperati. Ho sempre pensato che il bello di questo lavoro fosse nell'evidente contenuto di utilità sociale, nelle sua funzione di aiuto effettivo per quelle persone, che spesso insieme alle pesanti difficoltà economiche derivanti dalla perdita del lavoro devono fronteggiare, spesso da soli, lo smarrimento di identità sociale e di senso inclusivo che il lavoro attribuisce, nonostante tutto, a chi ce l'ha.
Un lavoro che vorrebbe meno timbri e più progetti veri, meno procedure notarili e più opportunità concrete, che pretende conoscenza dei territori, dei suoi attori, dei limiti e delle potenzialità di individui e comunità. Un lavoro dove è fondamentale capire per fare, fare senza capire non serve: è solo inutile. Solo così si può essere davvero dei "facilitatori", non in modo riduttivo e inefficace ma costruttivo e utile. Questa, per sommi capi, era ed è la visione mia di questo lavoro, che oggi lascio arrendendomi a quella perdita di senso che talvolta colpisce anche coloro che il lavoro, come me, ce l'hanno.
Va da sé che la ferita più grande siete voi, qualcuno più di altri, e questo sta nelle dinamiche naturali e umane di questa ordinaria follia che è la vita, ma voi tutti, lo so già, mi mancherete...mi mancherete molto.
Per questo volgo un saluto di sconfinato affetto ai colleghi dell'ufficio, li ringrazio per aver sopportato per anni il mio umore ballerino, la mia tendenza alla critica a volte gratuita o eccessiva e tutti gli altri difetti che vorranno attribuirmi. Con la stessa enfasi e lo stesso affetto saluto tutti i colleghi della prima ora con cui ho condiviso fin dall'esordio le aspettative, gli entusiasmi (non molti invero), la visione di miglioramento sociale che pareva recare con se la riforma dei servizi per l'impiego e infine le amarezze della disillusione. Un saluto speciale lo rivolgo ai precari che lavorano nei C.P.I. La stima e l'affetto si intrecciano in questo caso all'adesione incondizionata per la giusta rivendicazione di un lavoro stabile e duraturo. Posso garantire fin d'ora il mio sostegno pieno e fattivo alle battaglie che ci aspettano

Un abbraccio grande e un arrivederci a presto

Quadro generale

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

In un quadro generale di smantellamento feroce del Mdl e in generale dello stato sociale e di crisi economica perdurante, i servizi pubblici per il lavoro e la formazione acquistano oggi, in senso formale ed in senso sostanziale, un ruolo sempre più incisivo, importante e strategico e di supporto orientativo in scenari sempre più difficili. Possiamo dire anche una funzione di ammortizzatore sociale.
Tali servizi, dovuti e previsti dalla copiosa normativa nazionale e regionale degli ultimi 10 anni (decreto 181/00-297/02 e legge regionale 32/02, e così via) hanno visto un aumento dell'afflusso ai servizi, già di per se copioso, di centinaia e centinaia di Cittadini; i numeri nelle varie Provincie parlano da se.
Di seguito un flash sulla provincia di Firenze:
TARGET UTENZA CPI:
età da 16 a over 65, disoccupati/inoccupati, in mobilità, precari/atipici, cigd, cigs, cigo, iscritti L.68/99, obbligo formativo apprendisti;
dati ad oggi 76872 iscritti sulla provincia;
dati sull'anno 23666 (movimentazioni);
dati presi dalla rilevazione ufficiale presenze degli utenti ai cpi su 8 giornate di apertura dal 3 al 17 gennaio 2011: 9867 UTENTI sui cpi provinciali.
Questi dati vanno a scontrarsi, più o meno in tutte le provincie, con problemi seri di strutturazione degli stessi servizi, problemi di strumenti, gestione, organizzazione e soprattutto risorse umane.
Sulla provincia di Firenze un terzo circa degli operatori di tali servizi dell'area lavoro e formazione è in condizioni di contratto a termine, in termini pratici precari, retribuiti attraverso il fondo sociale europeo, che svolgono di fatto un servizio strutturale e non aggiuntivo.
Così in tutte le provincie della toscana dove si calcolano a vario titolo centinaia di lavoratori precari qualificati che svolgono funzioni strutturali
ad oggi si prospetta l'uscita di scena, nel 2014 di decine di operatori con un prevedibile e profondo ridimensionamento di tutti i servizi:
1)OBBLIGO FORMATIVO
2)FORMAZIONE
3)SERVIZI AMMINISTRATIVI
4)POLITICHE ATTIVE LAVORO
5)INVIO SERVIZI SPECIALISTICI
6)APPRENDISTATO
7)COLLOCAMENTO MIRATO DISABILI
8)PRESELEZIONE E INCROCIO D/O LAVORO.
In un clima che vede una richiesta di servizi sempre più diffusa, pressante e circostanziata avanzata dai cittadini, ci chiediamo quale sia il reale intento delle istituzioni, mentre assistiamo di fatto ad un quotidiano depotenziamento dei servizi, ad una inarrestabile reale diminuzione del personale, ad un accentramento dei servizi precedentemente decentrati con chiusura dei centri per l'impiego, all'esternalizzazione di servizi fondamentali al mancato potenziamento strutturale dell'incrocio domanda offerta e marketing con le imprese, base fondante dei servizi.
LA FATALISTICA ASPETTATIVA E' CHE IL 2014, DI FATTO CELEBRI LA CHIUSURA O IL FORTE RIDIMENSIONAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO.
"Porre al centro del sistema il cittadino e il disoccupato...." deve essere il punto di forza della riforma, abbiamo lavorato e lotteremo per questo e per il nostro posto di lavoro...

SOLDI PUBBLICI E TENDENZE “DI MERCATO”

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

Nell'attuale clima di austerity caratterizzata da un'azione governativa volta alla spending review cattura l'attenzione di come siano spese ingenti somme di denaro da parte delle pubbliche amministrazioni, e più precisamente dalla Provincia di Firenze, per progetti volti si nell'intento ad una finalità di pubblico utilizzo, ma in realtà per un tornaconto sostanzialmente privato. Ci stiamo riferendo al progetto APL (Agenzie Per il Lavoro) che ha come finalità l'incremento occupazionale tramite le agenzie interinali del territorio fiorentino di categorie di disoccupati in situazione di svantaggio (disoccupati di lunga durata, over 50, inoccupati, giovani occupati in maniera saltuaria).
 Ad oggi il progetto, che ha avuto un finanziamento iniziale di 300.000 € proveniente da risorse del Fondo Sociale Europeo, segna più di un anno di attività (da settembre 2011) ed è stato riprorogato anche per questo anno.
 Il suo funzionamento prevede un sorta di “premio” in denaro per le agenzie interinali ad ogni assunzione che riescono a fare. In sostanza si finanziano le agenzie interinali per il lavoro che normalmente svolgono, cioè di assumere persone per far svolgere loro una determinata prestazione lavorativa nelle aziende. Il progetto prevede la collaborazione con i centri per l'impiego, collaborazione unidirezionale, in quanto sono i centri per l'impiego che devono fornire i nominativi e fare un primo screening del lavoratore, per inviarli alle agenzie interinali che si ritrovano così dei curricula e un primo lavoro già svolto. 
 Gli scarsi risultati in termini di assunzioni conseguiti inducono a pensare che anche gli introiti da parte delle Ag. Interinali siano esigui. In realtà una seconda e cospicua fonte di introito per le agenzie, prevista dal progetto, deriva dalla formazione, ovvero corsi di formazione rivolta ai disoccupati iscritti al progetto.
 La divulgazione di tutto ciò nasce dall'esigenza di voler sensibilizzare e porre l'attenzione di tutti sulle modalità di spesa di soldi pubblici, visto che tanto si parla di necessità di controllare/ridurre le spese delle P.A, ma soprattutto di porre all'attenzione sull'indirizzo politico attuale e cioè di RIDUZIONE/SMANTELLAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI A FAVORE DI SERVIZI RESI DA PRIVATI.
 Per quale motivo altrimenti non si investe (non solo in risorse finanziarie ma neanche organizzative gestionali) per cercare di migliorare e rendere più efficaci i servizi al lavoro (centri per l'impiego) e alla formazione ancora pubblici e gratuiti? Perché le aziende che hanno a disposizione un servizio gratuito di preselezione dovrebbero preferire servizi a pagamento? Perché parallelamente l'ente non ha mai voluto investire seriamente su una adeguata azione di marketing territoriale per rendere più accessibile alle aziende il servizio di preselezione dei centri per l'impiego?
 Tutti questi interrogativi dovrebbero far riflettere e sensibilizzare le persone tutte affinché ci sia una maggiore presa di coscienza della realtà che ci circonda e pertanto un'azione proattiva, anche di protesta (intelligente), volta ad incidere sul nostro futuro positivamente, evitando un'accettazione passiva e fatalistica dell'evoluzione degli eventi.
 Facciamo in modo di promuovere la cultura del benessere generale e non quella strettamente corporativistica e individualistica, ne trarremo vantaggio tutti.


Sagra del libro in Via Cavour

Chi si ricorda la storia del falso trasloco dell'anno scorso?
Beh, c'è dell'altro !!!
C'erano dei magazzini pieni zeppi di libri, enciclopedie e pubblicazioni varie. CHIARAMENTE in carta patinata, rilegati in similpelle o stoffa con caratteri dorati, INSOMMA ROBA BELLA!

Fila al Cpi


Ecco come si presenta il Centro Impiego di Empoli Giovedì 3 Gennaio.


365 persone per 12 operatori allo sportello di cui 6 precari...

“Porre al centro del sistema il cittadino e il disoccupato” deve essere il punto di forza della riforma!

per cui  DICIAMO NO A: 
  • SMANTELLAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI -CENTRI PER L'IMPIEGO/SERVIZI AL LAVORO FORMAZIONE 
  • MANCATA STABILIZZAZIONE DEI TANTI PRECARI CHE LAVORANO DA ANNI CON PROFESSIONALITA' NEI SERVIZI AL LAVORO/FORMAZIONE 
  • PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI

Situazione precaria dei precari

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

Gli ultimi anni hanno visto un aumento vertiginoso di richiesta di servizi al lavoro e formazione da parte di disoccupati/inoccupati, precari/atipici, invalidi, giovani in obbligo formativo, cassaintegrati, lavoratori in mobilità. 
La tendenza è invece quella di un ridimensionamento di tali servizi (diminuzione del personale, accentramento servizi precedentemente decentrati con chiusura di centri per l'impiego, esternalizzazione/ privatizzazione di servizi fondamentali, mancato potenziamento strutturale dell'incrocio domanda offerta e marketing con le imprese ecc.) che vengono sorretti in buona parte da lavoratori precari (quasi la metà) retribuiti attraverso il fondo sociale europeo, ma che svolgono di fatto un servizio strutturale e non aggiuntivo.

7) Alcuni nodi di criticità : Interrogazioni/utilizzo banche dati

 Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

Tenuto conto del grande numero di presenze e di iscritti ai Centri per l’impiego, risulta opportuna una monitorizzazione delle banche dati utilizzate (per quanto riguarda i dati dei lavoratori in termini di competenze e quelli relativi alle domande lavorative offerte di lavoro delle imprese e alle assunzioni afferenti al sistema C/o e Prenet), allo scopo di migliorare l’efficacia dell’offerta formativa sul territorio e del sistema di politiche attive del lavoro. In buona sostanza in relazione anche al lavoro di revisione e modifica della banca dati Idol intrapreso dalla regione Toscana, si auspicherebbe sia una possibilità di accesso alle competenze da parte degli sportelli lavoro, sia un migliore e quotidiano utilizzo dei dati per favorire un migliore incontro domanda offerta lavoro.

Lavoro: Upi, innalzare standard qualitativi centri per impiego

http://www.asca.it/news/Lavoro__Upi__innalzare_standard_qualitativi_centri_per_impiego-1224777-POL.html

Roma, 29 nov. (Labitalia) - Innalzare gli standard qualitativi dei centri per l'impiego, migliorando la qualificazione professionale del personale impegnato nei servizi delle Province e assicurando livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio. Queste le proposte presentate in un incontro tra il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il presidente dell'Upi, Antonio Saitta, e il vicepresidente Angelo Vaccarezza.
''I centri per l'impiego - ha detto Saitta al ministro - devono continuare a essere a livello provinciale il presidio delle politiche del lavoro. Sappiamo bene che oggi in Italia ci sono esperienze estremamente diversificate, con aree del Paese in cui i centri delle Province sono di avanguardia e pari agli standard europei, e altre in cui invece è necessario intervenire per potenziare la qualità e l'efficienza. Oltre a lavorare per il rafforzamento di questi centri - ha continuato - anche attraverso programmi di formazione che garantiscano personale di professionalità adeguata ed efficace, occorre definire una serie di prestazioni fondamentali che dovranno essere erogati in maniera omogenea a livello nazionale dai centri".
"Per questo - ha aggiunto Saitta - offriamo al ministro la piena disponibilità delle Province a lavorare con il governo per avviare piani di miglioramento che consentano di garantire lo stesso livello di prestazioni su tutto il territorio. Si tratta di investire - ha concluso il presidente dell'Upi - in uno dei servizi essenziali per i cittadini, soprattutto nella drammatica crisi occupazionale che l'Italia sta vivendo, che va rilanciato e rafforzato perché possa incidere nelle dinamiche del mercato del lavoro e assicurare ai lavoratori e alle imprese un punto di riferimento efficace e funzionale''.

6) Alcuni nodi di criticità: i Tirocini

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze
 
Sui tirocini si sta impegnando la Regione Toscana, facendone un nodo significante e un fiore all’occhiello della sue politiche di sviluppo del lavoro giovanile; da parte della Provincia si rileva una notevole battuta di arresto, quando decine di giovani sono lasciati a se stessi nella ricerca attiva di una possibile sede di tirocinio, in tal modo si riproduce, di fatto, l'ennesima separazione fra quelli che per motivi personali possiedono una rete di relazioni “utili” all'inserimento nel mondo del lavoro e quelli che ne sono sprovvisti. Questa è un’altra riprova del danno provocato dalla mancanza di un rapporto costruttivo con le imprese sul territorio.

5) Alcuni nodi di criticità: L'Abc Famiglie

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

L’Abc famiglie, servizio di incrocio domanda/offerta tra lavoratori domestici e famiglie, in un primo tempo al centro di un esperimento sussidiario legato al territorio e quindi decentrato in ogni sportello del Centro per l’impiego, è stato ricentralizzato e allontanato di fatto dalle esigenze delle persone e delle famiglie. Questo, nonostante nel periodo in cui il servizio era decentrato, avesse dato risultati promettenti e una risposta in tempi brevi alle domande, per altro numerose, giunte nelle diverse aree del territorio.
Il servizio, quando era all’interno dei Centri per l’impiego, oltre a realizzare l’incrocio domanda/offerta, assolveva ad alcuni compiti fondamentali:
- stabilire una relazione virtuosa di ascolto, risposta e consulenza con il territorio attraverso il rapporto diretto con le famiglie, nel ruolo non facile di “datori di lavoro improvvisati”;
- stabilire con le badanti un rapporto attivo per permetterne la crescita professionale, accompagnandole in un percorso virtuoso e qualificante verso il primo step di assistente domiciliare di base.
Attualmente, il servizio centralizzato territorialmente e dato in gestione a operatori esterni , appare più lontano dalle esigenze dei datori di lavoro e degli stessi lavoratori .

4) Alcuni nodi di criticità: Il progetto ApL

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

Il progetto ApL di fatto eroga fondi alle agenzie interinali per svolgere il loro normale compito di selezione del personale e di assunzione temporanea dei dipendenti di aziende richiedenti la flessibilità della contrattualità lavorativa.
Nonostante le ingenti risorse messe a disposizione per tale progetto (600.000 €), i risultati in termini di inserimenti lavorativi effettivi sono esigui.
Dovremmo chiederci inoltre perché le aziende che hanno a disposizione un servizio gratuito di preselezione dovrebbero preferire servizi a pagamento. Certo non è pensabile che i Centri per l’impiego facciano fronte all’intera gestione dell’incrocio domanda/offerta di lavoro, ma sicuramente potrebbero – e dovrebbero – incidere maggiormente di quanto non avvenga adesso.
Perché non rendere più accessibile alle aziende il servizio di preselezione con una adeguata azione di marketing territoriale? Talvolta si ha la sensazione che si tenga volutamente “il freno a mano tirato” nell’erogare un servizio di qualità. Anche partendo dalle risorse finanziarie limitate che abbiamo a disposizione, siamo convinti che sia possibile ottimizzare i mezzi a disposizione ed erogare un servizio migliore.

3) Alcuni nodi di criticità: Il marketing territoriale

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

La mancanza di un sistema di marketing territoriale, oggetto di un’annosa riflessione, è conseguenza della mancata applicazione dell’articolo quattro della legge 297 che ci imporrebbe di comprovare l’effettiva disponibilità dell’iscritto proponendogli dei colloqui lavorativi mirati.
La carenza di proposte del Prenet non è dovuta alla scarsa capacità o volontà di chi lavora alla sua redazione, bensì propriamente alla mancanza di relazioni costanti con il territorio e alla mancata definizione di un ruolo di selezione da parte dei Centri, ai quali tale funzione non è mai stata attribuita né pare potersi mai attribuire. Ora, se fosse operativa la legge di orientamento, i Centri per l’impiego dovrebbero giocoforza ricoprire, almeno in parte, un ruolo di selezione per abbinare un’offerta ad una potenziale domanda. Quindi non si capisce in realtà perché non si possa in prima battuta pensare ad un sistema di relazione almeno informativa rivolta al territorio produttivo, allo scopo di rendere edotte le imprese sia delle opportunità proposte direttamente dai Centri sia delle normative che stabiliscono modalità, incentivi e regole dell’inserimento lavorativo.
Ad oggi il sistema Prenet risulta il più economico e frequentato sistema di matching domanda/offerta sul territorio provinciale, per altro gratuito a tutti gli effetti per chi lo usa.

Centri per l'impiego -situazione vergognosa

Lettera al Presidente della Provincia, all'Assessore al Lavoro e al Dirigente dei Servizi

I lavoratori del settore lavoro della Provincia di Firenze DENUNCIANO costantemente e con forza il permanente stato di disagio nell'erogazione del servizio e l'impossibilità di perseguire missione e obiettivi del settore.
Nonostante i documenti e le denunce fatti negli ultimi 3 anni (ultimo la mozione approvata all'assemblea per il contratto decentrato il18 Settembre che rialleghiamo) siamo davanti ad una situazione che sta ogni giorno di più degenerando, senza che si vedano soluzioni o miglioramenti rispetto all'erogazione e gestione dei servizi stessi (non è giustificabile neppure in una situazione istituzionale cosi complessa).
Stiamo diventando sempre più degli uffici burocratici, di fronte ad una macelleria sociale, dove le persone diventano numeri e dove i servizi e i lavoratori diventano facile e spesso gratuito bersaglio di attacchi generalizzati che non possono che screditare il lavoro pubblico.
Il rapporto con l'utenza diviene sempre più aspro a causa della mancanza di mezzi e strumenti, ed il tempo da dedicare al singolo utente è inadeguato.
A farne le spese sono gli operatori in prima linea e gli utenti che “avrebbero” diritto a ricevere un servizio dignitoso e funzionale alle loro esigenze.
Malgrado le conferenze stampa, le grandi parole e rassicurazioni che a più riprese vengono fuori, assistiamo ad una latitanza totale della politica e della dirigenza su questi temi e su risposte efficaci alle questioni sollevate.
Ad esempio, significativi, ma non esaustivi gli avvenimenti degli ultimi 10 gg e dei prossimi...
In contemporanea abbiamo assistito:
  • alla chiusura obbligatoria degli uffici della provincia del 2 novembre, senza neppure prendere in considerazione che per i servizi per il lavoro tale chiusura a inizio mese, con fine di contratti e rinnovi di casse integrazione in deroga, avrebbe creato un'emergenza per gli operatori e un disservizio pesante per le persone (costrette a file vergognose fin dall'alba);
  • alla chiusura del Centro per l'Impiego Isolotto fino al 7 di Novembre per trasloco (sicuramente non a favore del Cpi e del servizio lavoro) causando, così, un forte disagio sul territorio e sugli altri uffici della città;
  • il trasloco della Direzione Lavoro e del Collocamento Mirato in via Capodimondo (con i conseguenti disagi);
  • inoltre sempre in questo periodo, siamo in procinto di cambiare sistema informativo (nuovo Idol), sistema ad oggi molto instabile; diventa alquanto banale prevedere l'impatto sui servizi ed il disagio all'utenza (oramai continuo).
Siamo a richiedere pertanto un intervento urgente per la situazione di insostenibile pressione e dichiariamo che la gestione di emergenza quotidiana di un servizio importante per la società e il Paese non può essere sostenuto solo dalla buona volontà degli operatori (dei quali un buon 30% hanno un contratto di precariato che si protrae sotto varie forme contrattuali dal 2003).
Da sempre siamo stati disponibili e pronti a confrontaci sulle questioni e soluzioni dei problemi anche con il nostro apporto, senza ottenere riscontri concreti.
Chiediamo risposte concrete da parte della Dirigenza e della parte Politica, per le soluzioni dell'attuale situazione, che ci consenta almeno di tamponare la situazione fino al definitivo riordino dell'assetto istituzionale in modo dignitoso per l'utenza e per i lavoratori!

I lavoratori dei Centri per l'Impiego

Comunicato dei lavoratori precari della Provincia di Firenze

In un quadro generale di precarizzazione del Mercato del lavoro e di smantellamento generale dello stato sociale e di crisi economica perdurante assistiamo ad un forte ridimensionamento dei servizi pubblici al lavoro e alla formazione proprio quando la situazione ne chiederebbe un maggior bisogno.
L'area lavoro è sempre di più orientata al lavoro burocratico amministrativo e l'area formazione sembra impastoiata in ritardi e mancanza di autonomia e rinnovamento.
A fronte di questo sale costantemente sia la domanda di politiche attive spinte da un mercato del lavoro in condizioni difficili, sia lo scontento per l'esigua risposta che le persone ricevono agli sportelli e dal settore formativo.

LUNEDI' 5 NOVEMBRE 2012 CENTRO IMPIEGO Q1 DI FIRENZE

Crisi economica e lavoro. Centro per l’impiego di via Cavour. Manca un’oretta buona all’apertura dell’ufficio ma c’è già ressa. Marciapiede stracolmo, calca stile sardine, porta in vetro che traballa. C’è un foglio bianco che gira di mano in mano, chi arriva si segna. Esce un addetto, prende l’elenco e comincia a comporre la fila. Italiani, stranieri; chi è per segnarsi alle liste di collocamento, chi ha bisogno di informazioni, chi vuol inoltrare la domanda di disoccupazione. “Tutti i giorni è così, un delirio”, racconta un uomo calabrese trapiantatosi a Firenze da 24 anni. “È scandaloso, è indegno, è ore che siamo accalcati.”


2)Alcuni nodi di criticità: CFT. (Centri di Formazione Territoriale)

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

I CFT riuniscono in un unico progetto sia le associazioni di categoria sia i sindacati, delegando di fatto la gestione di importanti risorse ad un consorzio che rappresenta una parte importante della società civile, ma troppo attenta alla gestione dei fondi e alla conservazione del proprio ruolo territoriale e meno alla qualità dell'offerta formativa.
Ne deriva una proposta debole, svincolata da una rigorosa analisi dei bisogni formativi e da un ragionevole sistema di controllo della qualità dei servizi offerti.

1) Alcuni nodi di criticità : Le esternalizzazioni. (ad es Prometeo, Apl, Consulenti, CFT)

Articolo del coordinamento precari Provincia di Firenze

  La politica di esternalizzazione è alla base di un sistema di consociativismo territoriale e si manifesta spesso palesando una distonia fra gli obiettivi dichiarati e quelli reali. 
  L’obiettivo della formazione di qualità è in secondo piano rispetto alla creazione di un sistema che privilegia di fatto una spartizione delle risorse dei FSE secondo una modalità di influenza territoriale fondato sull’accreditamento delle associazioni di rappresentanza.